Il presidente della Camera Gianfranco Fini, ex neofascista poi progressivamente spostatosi su posizioni nazional-conservatrici, ha fatto le seguenti dichiarazioni in un forum al quotidiano spagnolo El Mundo (fonte):
«Immorale respingere i clandestini senza controlli».
«È assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino. La equiparazione automatica farebbe venir meno la dignità della persona umana [...] un rigoroso controllo nazionale deve esserci per la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo. Tuttavia sarebbe immorale dire subito “sei clandestino, ti rimando al tuo Paese”. Sarebbe in alcuni casi come condannare quella persona a morte».
«In Italia nelle nostre case è impensabile trovare una italiana che assista gli anziani o che lavori come cameriera. Questo fatto oggettivo rende indispensabile una politica di immigrazione che si basi si due pilastri: aiutare i Paesi di partenza a progredire da una parte, e dall’altra cercare di assorbire con parità di diritti e doveri tutti quegli stranieri disponibili o costretti a lasciare le proprie patrie e di cui abbiamo drammaticamente bisogno.È anche nel nostro interesse».
«È necessario distinguere tra l’immigrazione regolare e quella clandestina; tuttavia, anche per gli irregolari vale il principio base della nostra cultura occidentale. Sono prima uomini e poi immigrati».
«Non è accettabile che venga messa in secondo piano la dignità della persona rispetto alla condizione di legalità o meno del proprio status. Investire oggi sulle politiche per l’immigrazione significa avere un vantaggio domani rispetto a quella che si annuncia come una invasione biblica».
Fini con queste parole dimostra due cose:
dopo la morte di Berlusconi, anche in Italia potrà nascere, forse, una Destra normale come ce ne sono in tutti i paesi europei.
L’estremismo delle posizioni di Lega Nord e parte del PDL sul tema dell’immigrazione, distanti anni luce da queste parole di Fini, che pure è persona di Destra.
In Italia le proteste sono spesso viste in modo negativo. I mezzi di comunicazione sono in larga parte controllati dal premier Berlusconi e per il resto saldamente nelle mani di poche elite politiche, economiche e industriali. Per questo le proteste contro i poteri forti non godono generalmente di particolare copertura mediatica. Manifestazioni o semplici proteste vengono spesso ridicolizzante, minimizzate o proprio censurate.
I dipendenti berlusconiani o dei semplici berluscones, a volte, arrivano persino a giudicare le contestazioni popolari come “incivili”.
Secondo alcuni berlusconiani, persino chi si è visto i figli crepare sotto una casa dello studente o una scuola elementare che crolla o per un treno che scoppia non avrebbe il diritto di gridare la sua rabbia in faccia ai potenti. I potenti che spendono i nostri soldi per super-ponti propagandistici e super-treni luccicanti invece che per mettere in sicurezza un paese in larga parte fatiscente. Un paese dove le tragedie ferroviarie avvengono con una frequenza da Terzo Mondo, un paese dove alla prima scossa di terremoto – di quelle che in Giappone o California non farebbero nemmeno un morto – deve contare donne, uomini, bambini e giovani studenti morti sotto edifici pubblici che crollano come se fatti con la sabbia. Anzi, a volte sono stati veramente fatti con la sabbia. Di fronte a questo paese vistosamente arretrato, a questi amministratori pubblici che sguazzano tra mafie e corruzioni e che si curano piu’ degli affari dei palazzinari che della SICUREZZA dei propri cittadini, i berlusconiani descrivono chi grida il suo sdegno come “incivile”. (Al contrario, per la Presidente di Confidustria Marcegaglia ad essere “incivile” è una tragedia come quella di Viareggio, non le proteste. Si legga in basso).
In realtà, è nei paesi incivili, non democratici, dittatoriali, autoritari, che le proteste non sono permesse, sono denigrate o censurate.
In una Democrazia vera la protesta è un diritto inviolabile del cittadino.
Dirò di piu’, le Democrazie si giudicano proprio da come trattano le minoranze e tutti quelli che non condividono le opinioni maggioritarie o protestano contro chi detiene il Potere.
In un paese democratico, il cittadino che protesta, che scende in strada e urla qualcosa al potente, è portatore di una visione oggi minoritaria, ma che nel gioco democratico domani potrebbe diventare maggioritaria.
In un paese democratico, il cittadino che protesta non è “incivile”, ma meramente Democratico.
In un paese democratico, un cittadino è “incivile” quando si comporta in modo deviante rispetto alle leggi e alla legge delle leggi: la Costituzione.
In un paese democratico, un cittadino che contesta è semplicemente un cittadino.
In Italia, l‘articolo 21 della Costituzione spiega chiaramente che
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
E’ triste vedere invece vedere che alcuni berlusconiani definiscono incivile chi “manifesta liberamente il suo pensiero” scendendo in strada e criticando chi ritiene responsabile – a torto o ragione – della morte, evitabilissima, di donne, uomini e bambini.
L’Italia si contorce sempre piu’ nella sua arretratezza. I suoi cittadini sono sempre piu’ cornuti e mazziati, vittime senza voce, vessati e insultati.
Pare che nulla possa cambiare. Pare che la maggioranza del paese ami crogiolarsi in questo conservatorismo melmoso da fine impero.
Ma non essendo noi pagati da Berlusconi, ne (ancora) completamente lobotomizzati da decenni di messa in pratica delle tecniche di produzione del consenso tra le masse, siamo lieti di fornirvi un brevissimo elenco di esseri umani che oggi si sono permessi di avere qualcosa da ridire al premier Berlusconi, direttamente o indirettamente:
Cittadini di Viareggio(1): “Buffone… vattene… vergogna… vai a casa…” e altre frasi simili, espresse urlando dai marciapiedi e dai balconi. (Non avevano una televisione o un giornale di famiglia a cui rilasciare un’intervista con dietro una falsa libreria e alcune foto di famiglia).
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: “Non è possibile che succedano queste cose in un Paese civile. E’ una tragedia enorme e cose di questo tipo non devono succedere in un paese civile. E’ necessario investire in infrastrutture e sicurezza. La tutela delle persone viene prima della crisi economica”.
Grazia Francescato,Sinistra e Libertà:“Gli spot del governo non bastano più: servono interventi concreti sulle tante emergenze italiane, tra cui quella delle nostre ferrovie. La tragedia di questa notte, preceduta da preoccupanti campanelli d’allarme, è ampiamente annunciata e si sarebbe potuta evitare se invece di destinare le risorse quasi esclusivamente sulla TAV si fosse investito in sicurezza e qualità del servizio. Da tempo noi Verdi denunciamo i tagli alle ferrovie che hanno effetti devastanti sia sulla sicurezza del trasporto merci che sulla qualità del servizio per i milioni di pendolari che quotidianamente sono costretti a viaggiare in carrozze fatiscenti. Ora è sempre più urgente ed indifferibile un piano straordinario per la riqualificazione e del nostro trasporto ferroviario”.
Gianni Pagliarini e Fabrizio De Sanctis, PdCI: “Le ferrovie dello stato pensano all’Alta Velocità e non alla sicurezza. ”
Angelo Bonelli, Sinistra e Libertà: “Di fronte a questo inaccettabile incidente che ha provocato la perdita di tante vite umane il ministro dei Trasporti Matteoli e i vertici di Trenitalia si devono dimettere”.
Paolo Ferrero, Rifondazione Comunista: “questo incidente è l’esito prevedibile della politica ferroviaria del Governo”.
Massimo Donadi, IDV: “Chiederemo l’immediata convocazione dei vertici delle ferrovie, per un’audizione in commissione Trasporti alla Camera. Su questo disastro dovrà essere fatta piena luce”.
Rosy Bindi, PD: ”è ssolutamente doveroso dare il massimo sostegno alle persone coinvolte nella tragedia. Ma occorre anche individuare con rapidità le cause e accertare le responsabilità dirette e indirette”.
Guglielmo Epifani, CGIL: “Una tragedia annunciata. I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati e sui cui l’azienda aveva reagito sbagliando perchè nelle ferrovie c’è un uso di materiali troppo vecchi”.
Italo Castellani, vescovo di Lucca: “per affetto ed amicizia nei confronti di chi soffre, desidero invitare le autorità competenti a non tralasciare niente affinchè al più presto si possa addivenire ad un chiarimento, certo e giusto, su quanto avvenuto”.
Una nota dei ferrovieri: “il trasporto ferroviario è un servizio complesso in cui anche il più piccolo incidente o guasto, può determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione. Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio ‘luccicante’ dell’ alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza”.
“La libertà è sempre libertà di chi la pensa diversamente”
(Sopra, i soldati si introducono nel palazzo presidenziale per destituire il presidente Manuel Zelaya)
Il 28 giugno il Presidente dell’Honduras Manuel Zelaya è stato arrestato dai militari, dietro ordine della Corte Suprema. L’arresto di Zelaya, che gode di ampio consenso popolare, è avvenuto un’ora prima l’apertura delle urne per il referendum costituzionale.
Zelaya è stato prelevato dal palazzo presidenziale, trasportato all’aeroporto e messo su un aereo per il Costa Rica. Appena arrivato a San Josè (Costa Rica), Zelaya ha denunciato con forza il colpo di stato: “Sono il Presidente dell’Honduras!”, ha dichiarato ai giornalisti ancora in pigiama.
Il colpo di stato militare in Honduras è stato immediatamentecondannato da tutto il mondo: Nazioni Unite, Unione Europea, Stati Uniti, ALBA, Mercosur e OEA (Organizzazione degli Stati Americani).
Il prof. Carotenuto spiegà così le motivazioni dietro al golpe militare:
Il perché il referendum di oggi abbia provocato addirittura un golpe è presto detto: sarà una pietra miliare nella storia del paese. In Honduras infatti ben il 30% del territorio nazionale è stato alienato a imprese straniere, soprattutto dei settori minerari e idrici. Le multinazionali quasi non pagano tasse in un paese dove tre quarti della popolazione vive in povertà. Così l’opposizione, al solo odore di una nuova Costituzione che affermi che per esempio l’acqua è un bene comune e che imponga per lo meno un sistema fiscale che permetta processi redistributivi, è disposta a spezzare il simulacro di democrazia rappresentativa che evidentemente considera utile solo quando sono i poteri di sempre a comandare.
(Sopra, Resistenza popolare contro il golpe militare)
“Nessuno deve obbedienza ad un governo usurpatore né a coloro che assumono funzioni o ruoli pubblici con la forza delle armi o usando mezzi o procedimenti che violino o disconoscano ciò che questa Costituzione e le leggi stabiliscono.Gli atti verificatisi per tali autorità sono nulli.Il popolo ha diritto a ricorrere all’insurrezione in difesa dell’ordine costituzionale“. (Articolo 3 della Costituzione della Republica dell’Honduras: )
Leggetevi questo articolo di Don Antonio Sciortino, direttore di «Famiglia Cristiana»:
Il «limite della decenza» è stato superato nel comportamento «indifendibile» dal premier Berlusconi, e la Chiesa «non può ignorare l’emergenza morale»[...]
Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il «classico» piatto di lenticchie da respingere al mittente. La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia. I cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati e amareggiati da questo clima di decadimento morale dell’Italia, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno “disincantata”. Non si può far finta che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce sempre più ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare.
A tutto c’è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conclusioni. Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia?L’autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una “zona franca” dall’etica. Di fronte all’Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme…) sono passati in secondo ordine. C’è da augurarsi, quanto prima, che da una “politica da camera da letto” si passi alla vera politica delle “camere del Parlamento”, restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno».
Elegante la risposta dei berlusconiani, con Daniela Santanchè (Ansa delle 17.08): «Famiglia Cristiana rappresenta solo un gruppetto eversivo». Alla pari dei brigatisti, questi di Famiglia Cristiana.
Al contrario, il moderato Savino Pezzotta (Udc) ricorda: «La misura è colma: chi critica il premier non può essere additato come eversivo. Può non piacere, ma è bene che tutti si ricordino che esiste la libertà di stampa».
Se la signorina Patrizia D’Addario mente, in tutto o in parte, per scelta sua o perché istigata, questa storia finirà presto e a lei costerà cara. Ma se non mente, siamo di fronte a un salto di qualità molto pericoloso del velina-gate, e il prezzo lo pagherà Berlusconi. Le accuse che la D’Addario (non il Corriere, non la Procura, e nemmeno D’Alema) ha rivolto al premier rendono infatti il suo caso completamente diverso da quello di Noemi Letizia. Per quattro ragioni.
La prima: Noemi ha sempre negato ogni rapporto illecito con Papi, la D’Addario invece lo afferma e dice di poterlo documentare addirittura con registrazioni, oltre che con biglietti aerei, testimoni e prenotazioni alberghiere.
Il rapporto in questo caso sarebbe sicuramente illecito, perché la testimone racconta di essere stata pagata per la sua trasferta a Palazzo Grazioli, tant’è che la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta sull’ipotesi di induzione alla prostituzione, non sappiamo nei confronti di chi; e questa è la seconda differenza dal caso Noemi.
La terza differenza è per l’appunto Palazzo Grazioli. Che non è Villa Certosa, visto che espone sulla facciata la bandiera tricolore ed è usato dal presidente del Consiglio come sede semi-ufficiale di incontri di governo.
La quarta differenza è che il sospetto di ricattabilità del primo ministro, che nel caso Noemi poteva solo essere ipotizzato, qui è affermato dall’accusa della signorina D’Addario: lei stessa ha dichiarato di aver chiesto aiuto per un progetto edilizio e di aver deciso di parlare perché quell’aiuto non l’ha ricevuto (ha ricevuto solo una candidatura alle comunali baresi, dove ha preso sette voti). Di più: aggiunge che le è stato possibile registrare l’incontro privato con il capo del governo, e se l’ha fatto lei quanti altri potrebbero averlo fatto? E tutti quegli altri, di cui forse non sapremo mai, che cosa potrebbero chiedere in cambio? E se tra costoro ci fosse anche chi non deve la sua fedeltà al tricolore che sventola su Palazzo Grazioli, ma magari tifa o milita in un’altra nazionale?
Si tratta di questioni serie e delicate. Che, certo, l’inchiesta giudiziaria aiuterà a chiarire, ma forse non del tutto. Ieri l’avvocato Ghedini ha elegantemente dichiarato che se anche le affermazioni della testimone fossero vere, Berlusconi non potrebbe essere indagato per induzione alla prostituzione perché «utilizzatore finale, quindi mai penalmente punibile». Come linea di difesa giudiziaria, è discutibile. Ma come linea di difesa politica è agghiacciante, per un governo che legifera anche contro i clienti delle prostitute di strada.
I berluscones hanno reagito duramente, prendendosela con D’Alema: perché ha parlato di “scossa”? Vuol dire che sapeva. Lui nega. Ma certo è che se D’Alema davvero sapeva dell’inchiesta avrebbe fatto una sciocchezza da dilettante della politica parlandone prima, trasformando così un probabile gol in un autogol.
Hanno però ragione i dirigenti del Pdl a dire che il premier avrebbe cose ben più serie e gravi di cui occuparsi. Ma è proprio questo il punto. Se il presidente del Consiglio dovesse infatti difendersi dalle registrazioni della D’Addario durante il G8, oppure mentre cominciano le prime proteste dei terremotati dell’Abruzzo, di fatto già non sarebbe più nella pienezza dei suoi poteri. E siccome non è tipo da prenderne atto e farsi da parte, come gli aveva profeticamente suggerito Giampaolo Pansa agli albori di questa storia, possiamo scommettere che vivremo mesi molto difficili, sull’orlo di una crisi istituzionale al buio, perché senza soluzione immaginabile. L’offerta politica alternativa di un altro governo, diverso da quello attuale o semplicemente diretto da qualcun altro, è oggettivamente troppo debole per poterla accreditare. Ci vorrebbe un 25 luglio nel centrodestra, e francamente non è alle viste.
Però più si indebolisce e più Berlusconi sarà alla mercè di chi lo tiene in piedi. Le condizioni alle quali Bossi ha confermato il suo appoggio, le tensioni che crescono nello stesso centrodestra e che hanno spinto ieri Tremonti a precisare che lui non è tra i congiurati, il bisogno disperato di accreditamento internazionale che il premier ha mostrato a Washington: tutto fa prevedere una situazione politica molto più caotica e turbolenta e un governo molto meno efficiente di quello che si poteva immaginare appena qualche settimana fa. E non basterà non dirlo nei tg, per evitare che gli italiani se ne accorgano. Ci sbaglieremo, ma questa storia è molto peggio di ogni tempesta che finora il premier ha dovuto attraversare. Temiamo per lui e, se possiamo dirla tutta, temiamo anche per la tenuta democratica del paese.
Già lo scorso febbraio, con l’articolo “Democrazia truffata anche alle elezioni europee”, denunciammo l’inciucio maggioranza-opposizione che portò in fretta e furia alla nascita della nuova legge elettorale per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo.
La mannaia del 4% è stata concepita anche per tagliare ai partiti piu’ piccoli l’ossigeno del finanziamento pubblico: hanno infatti diritto ai rimborsi elettorali solo le liste che eleggono almeno un eurodeputato. La torta di ben 251 milioni di euro, dunque, sarà spartita solo tra cinque partiti, non più tra 14 o 18 partiti. Un bell’affare, che guardacaso avvantaggerà chi la legge l’ha fatta. Furbizia politica. O furbizia tout court. E intanto circa il 15% degli elettori non saranno rappresentati a Strasburgo, circa 4 milioni di voti buttati. A che pro, oltre che le tasche dei cinque maggiori partiti e delle loro burocrazie?
Pochi giorni fa è arrivata, finalmente, un’iniziativa concreta volta a rimediare – in parte e per quanto possibile – all’imbroglio della suddetta legge.
Con la lettera che potete leggere sotto, Sinistra e Libertà chiede che i soldi dei rimborsi elettorali, ingiustamente sottratti ai partiti che alle Europee non hanno raggiunto la soglia del 4% piazzata in quattro e quattr’otto a ridosso della consultazione elettorale, vengano donati per ricostruire l’università dell’Aquila.
So che troverete la richiesta giusta e sensata. Per cui vi chiedo di sottoscrivere la petizione e di diffonderla.
Il tema del finanziamento della politica, come lei ben sa, è stato discusso nelle aule parlamentari in occasione della recente introduzione della soglia di sbarramento del 4% per accedere al Parlamento europeo.
In quell’occasione l’Aula del Senato si pronunciò, praticamente all’unanimità, per garantire anche a coloro che non avessero superato il 4% , ma che avessero ottenuto il 2% dei voti validi, la possibilità di un rimborso elettorale.
La decisione unanime del Senato è stata, purtroppo, cancellata dalla Camera dei deputati.
L’effetto concreto è stato quello di privare le liste che non hanno raggiunto il quorum non soltanto della loro rappresentanza parlamentare ma anche della possibilità di accesso a una qualche forma di rimborso elettorale.
Ciò, tuttavia, non ha comportato alcuna forma di risparmio per le casse delloStato.
La norma di legge attribuisce, infatti, ai partiti che hanno superato la soglia del 4% i soldi negati alle liste non l’hanno superata.
Non si tratta di una piccola somma.
I vostri partiti, grazie alla norma da voi stessi votata, incasseranno la bella cifra di 30.554.593 euro.
Sarebbe stato giusto prevedere nella legge la restituzione alloStato di questa somma.
Ciò non è, purtroppo, avvenuto nonostante il tentativo di qualche isolato parlamentare.
I firmatari di questa lettera-appello, in attesa che questa norma di legge sia rivista, vi chiedono di fare attraverso un gesto politico ciò che non si è potuto fare attraverso la legge: restituire a una finalità pubblica i 30.554.593 in più che percepirete.
A questo riguardo vi proponiamo di versare l’intera somma sul conto corrente della Università dell’Aquila, la cui ricostruzione dopo il terremoto costerà non meno di 220 milioni di euro.
L’accoglimento della nostra richiesta costituirebbe un gesto di straordinaria sensibilità politica e si aggiungerebbe alle tante iniziative di raccolta fondi che si stanno sviluppando nel Paese.
Il versamento va fatto sul seguente conto: Nome del conto: Università degli studi dell’Aquila IBAN IT 80 T 03002 03601 000400240569 Codice swift: BROMITR1A20
Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si è scagliato oggi controil G8: «Non è più rappresentativo per affrontare la crisi. Dovrebbero esserci altri paesi».
Il G8 è il forum costituito dal gruppo dei 7 Paesi più industrializzati (o più “influenti”) del mondo più la Russia. Gli altri sette Paesi sono, in ordine di importanza economica: Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Canada. Durante i summit, i rappresentanti dei Paesi membri discutono di importanti questioni di politica internazionale, per definire i futuri assetti del mondo.
Un pò di numeri:
nei paesi del G8 vive all’incirca il 13% della popolazione mondiale, ma vi ha origine quasi il 60% del PIL planetario (World Development Report 2007 della Banca Mondiale);
I primi sette Paesi del G8 sono in effetti i più ricchi al mondo, secondo le stime del PIL 2007, mentre la Russia è solo undicesima.
Nel corso degli ultimi anni la Cina ha superato Canada, Italia, Francia e Regno Unito, pare perciò assurdo che una potenza del genere non sia ancora inclusa ufficialmente nel forum.
Spagna e Brasile hanno oramai economie più grandi della Russia.
In tempi recenti, soprattutto Francia e Regno Unito si sono espressi a favore di un allargamento del gruppo, in modo da includere cinque nuovi paesi: Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa. Questi Paesi hanno partecipato agli ultimi vertici in qualità di ospiti. In tali occasioni si è usata l’espressione G8+5.
I Paesi del G8+5 comprendono quasi il 56% della popolazione mondiale[2]. Nel 2008 il PIL di tali Paesi costituiva nel complesso il 69% del PIL nominale mondiale.
I risultati delle elezioni europee sono chiari. Li analizzaremo partito per partito.
PDL: mezza sconfitta, per ora…
Berlusconi aveva chiesto un plebiscito per la sua persona. Ci aveva messo la faccia, unico primo ministro tra i 27 dell’Unione Europea a candidarsi, ben sapendo che non avrebbe potuto andare a Strasburgo, si è candidato da capolista in tutte e cinque le circoscrizioni italiane. Ha ripetutamente affermato che il suo partito avrebbe superato il 40%, che l’obiettivo era il 51% e che sarebbe arrivato almeno al 45%. I suoi cannoni propagandistici, a partire da “Il Giornale”, hanno ripetuto che I sondaggi davano il PDL al 45%. Tutto falso e inventato, probabilmente. Tutto esagerato, sicuramente. I sondaggi davano il PDL intorno al 36-39%, cifra che si è erosa negli ultimi giorni per via dei vari scandali emersi a ripetizione (caso Noemi, foto di donnine nude a villa Certosa pubblicate da El Pais, voli di stato utilizzati per aviotrasportare Apicella e belle donne, e via dicendo).
Alla fine, il PDL si è fermato al 35,2: meno 2,2 rispetto allo scorso anno. Sfumato anche il suo sogno di fare della PDL il primo partito all’interno del Ppe: la Cdu-Csu tedesca avrà 42 seggi, a fronte dei 29 europarlamentari del partito del premier italiano. Meglio anche i francesi dell’Ump con circa 30 eletti. 28 invece gli eletti fra i conservatori polacchi (Piattaforma Civica e Psl) e 23 i popolari spagnoli.
Il PDL è andato malino, dunque, ma attenzione: anche se un numero considerevole dei 13.630.000 elettori dello scorso anno lo hanno abbandonato, è vero anche che nonostante tutto tantissimi cittadini, quasi 11 milioni di italiani, lo hanno rivotato… E sembra che molti ex elettori del PDL si siano astenuti, soprattutto in Sicilia. Aspettiamo per controllare questo dato. Ad ogni modo va anche considerato il fatto che Berlusconi alle prossime elezioni, con una massiccia campagna propagandistica e quattro scoppiettanti promesse elettorali a reti unificate, potrebbe riguadagnarli tutti, quei voti.
PD: ulteriormente ridimensionato, ma ancora vivo.
Il PD ha avuto un insuccesso netto: meno sette punti rispetto alle scorse elezioni. Elezioni politiche che perse sonoramente, oltretutto, e perciò che avrebbero dovuto già rappresentare il minimo. Ma in casa PD l’ottimismo è l’ultimo a morire, e vari pezzi da novanta dell’elite piddina hanno commentato il risultato con soddisfazione o definendolo un “risultato dignitoso”. (Bisognerebbe prima dare una definizione alla parola “dignità”).
E’ vera però una cosa, che la sconfitta del Pd era annunciata, e anzi qualche mese fu pronosticata come ancora piu’ sonora. Questo da fiato al segretario “ad interim” Dario Franceschini, che ha dalla sua il fatto di aver recuperato alcuni dei consensi persi dal “dialogatore” Veltroni e di aver mantenuto il PD tra le forze principali del centro-sinistra in Europa. Questo fatto potrebbe facilitare la strada a quell’allargamento ai partiti democratici all’interno del gruppo Socialista caldeggiato da Franceschini e al quale lavora da mesi l’ex segretario DS Piero Fassino. In Italia però, il PD rimane stretto nella morsa tra un governo sempre piu’ estremista (per via del successo della Lega) e un’opposizione “radicale” capitanata da Di Pietro. Rimane perciò poco spazio per un’opposizione “gentile”.
Lega Nord: con la paura si vince.
Abbiamo detto che il PDL è stato sconfitto. Ma attenzione, non la maggioranza di Governo. Perchè la Lega al Nord ha recuperato praticamente tutti i voti del PDL. Sfondando la soglia del 10%, la Lega ottiene il suo miglior risultato storico, eguagliando il risultato delle politiche del 1996, quando corse sola contro tutti. Il suo cavallo di battaglia, la rozza politica anti-immigrati (o proprio anti-stranieri), paga eccome. E’ il “partito della paura“. Ora si prevede un’ulteriore radicalizzazione delle politiche del Governo, che però prima o poi dovranno sperare anche cogliere qualche risultato. Quando si governa, a lungo termine starnazzare non basta.
Italia dei Valori: opposizione vincente.
Nel campo del centrosinistra, l’Italia dei Valori ha convinto un’ampia fetta di elettori desiderosi di un’opposizione intransigente. Ora che ha raddoppiato i voti dell’anno scorso e quadruplicato quelli delle scorse europee, il PD non potrà sognarsi di fare a meno di Di Pietro, che ha già rilanciato dichiarando di voler democratizzare il partito per aggregare ulteriori strati di società. Non a caso, a urne appena aperte il leader dell’IDV si affretta a etichettare il suo partito “non di opposizione” ma “di alternativa” e ne rimarca i caratteri “sociali”, facendo l’occhiolino a milioni di elettori di sinistra ancora senza rappresentanza istituzionale. Inoltre, Di Pietro ha già spiegato a Franceschini e agli altri mandarini del PD le condizioni: “o noi o l’UDC”. Aria fresca, grazie a Dio.L’IDV è un avversario sempre piu’ temibile per il Governo, per Berlusconi e per il Berlusconismo. Proveranno a fermarlo e screditarlo in ogni modo.
UDC: il piccolo centro si consolida.
Buon risultato per Casini, la sua scelta di non entrare nel Governo Berlusconi e fargli opposizione è premiata da un piu’ 0,9 rispetto alle politiche del 2008. Forte soprattutto in Sicilia ma decisivo in tutte le regioni, potrà “ri-vendersi” a Berlusconi a prezzo salatissimo.
Rifondazione-PdCI: all’angolo.
Hanno dimostrato l’esistenza di uno zoccolo duro di un milione di comunisti. E ora? “Che fare?”, si chiedeva qualcuno che bene o male fece la storia.
Sinistra e Libertà: un milione di capitale.
Come da previsione, il nuovo partito della Sinistra non raggiunge la soglia del 4% ma ottiene comunque un milione di voti, un risultato non indifferente per una nuova lista. Ora si aprono tre strade: andare avanti e lavorare sul progetto (magari allargandolo ai Radicali), ri-spezzettarsi in micro-partitini, entrare come componenti organizzate all’interno del Partito Democratico. Sempre che SeL non si riveli solo un cartello elettorale e collassi prematuramente. Ma le prime dichiarazioni di Fava, Vendola, Francescatoe Cento sembrano proprio lasciar intendere che Sinistra e Libertà continuera la sua battaglia per creare una Nuova Sinistra in Italia.
Radicali Bonino: alive and kicking
Attira tanti voti di protesta e finisce col fare meglio di cinque anni fa. Ora la Bonino dichiara : «Siamo pronti a continuare la nostra battaglia per la democrazia e la nostra direzione di marcia è l’assemblea di fine mese a Chianciano per la rinascita della Rosa nel pugno». E il discorso potrebbe interessare ai compagni si Sinistra e Libertà…
La Destra / Mpa: nulla
Alleanza spuria. L’MPA ottiene i suoi voti in Sicilia e al Sud, ma La Destra non ha spazi in Italia: il voto anti-immigrati e fascistoide confluisce nella Lega Nord o nella persona del “caro leader” Silvio.
Conclusioni. In definitiva, la soglia del 4%, voluta soprattutto da Pdl e Pd, ha dunque prodotto l’effetto voluto: tagliare fuori i partiti minori anche da Strasburgo allo scopo (dichiarato) di concentrare la delegazione italiana all’interno dei gruppi parlamentari del PPE, PSE e ALDE, assicurando così un maggiore peso del nostro paese tra le tre famiglie politiche che piu’ contano. Non solo. La mannaia del 4% è stata concepita anche per tagliare ai partiti piu’ piccoli l’ossigeno del finanziamento pubblico: hanno infatti diritto ai rimborsi elettorali solo le liste che eleggono almeno un eurodeputato. La torta di ben 251 milioni di euro, dunque, sarà spartita solo tra cinque partiti, non più tra 14 o 18 partiti. Un bell’affare, che guardacaso avvantaggerà chi la legge l’ha fatta. Furbizia politica. O furbizia tout court. E intanto circa il 15% degli elettori non saranno rappresentati a Strasburgo, circa 4 milioni di voti buttati. A che pro, oltre che le tasche dei cinque maggiori partiti e delle loro burocrazie?
Autocensura del TG5: “Non penserai mica che lo diciamo”
QUANDO Silvio Berlusconi, il Primo Ministro italiano, fece in televisione una dichiarazione sulla riforma delle pensioni nel 2003, i suoi occhi vennero catturati dalla presentatrice.
[Nei giorni seguenti, Berlusconi] ha inviato a Virginia Sanjust di Teulada un enorme mazzo di rose e gardenie, l’ha invitata a pranzo nel suo ufficio e poi le ha regalato un bracciale con un diamante. Nel corso dei mesi successivi si sono incontrati spesso, e lui l’ha inondata di diamanti e soldi in contanti.
Parlando per la prima volta la scorsa settimana, la Sanjust, 32, ha descritto le conseguenze devastanti del suo “amore platonico” di Berlusconi, 72, e lo scandalo creato. Ha detto che Berlusconi era stato consumato dal potere dovuto al suo patrimonio di 4 miliardi di euro e dovrebbe smetterla con le relazioni con giovani donne, vizio che ha fatto si che la sua vita privata sia divenuta un punto prioritario dell’agenda politica proprio nei giorni in cui gli italiani in votazione elezioni europee e locali, questo fine settimana.
In un’intervista a uno dei suoi canali televisivi, Berlusconi ha respinto il confronto con lo scandalo che travolse l’ex presidente Bill Clinton per la sua relazione con Monica Lewinsky, la stagista della Casa Bianca.
“La stampa americana ha fatto bene a imbastire una campagna contro Bill Clinton perché è vero che lui aveva mentito”, ha detto. “Ma io non ho mentito. E che cosa è stato detto contro di me è solo falsità e calunnie “.
La moglie di Berlusconi, Veronica Lario, ha scatenato un caso politico il mese scorso, quando ha chiesto il divorzio e ha affermato che Berlusconi “frequenta ragazze minorenni”, dopo aver partecipato alla festa di compleanno di diciotto anni di Noemi Letizia, un modello in erba. Il primo ministro ha negato di aver mai avuto “piccanti rapporti” con i minori.
Sanjust era una divorziata ventiseienne con un figlio di quattro quando Berlusconi la noto’. “Berlusconi mi prese a cuore”, ha detto alla rivista “Oggi”, confermando che le aveva dat braccialetti e denaro. Un pagamento nel mese di giugno 2007 è stato di 44.000 sterline.
“Quando mi telefonava mi diceva tutto ciò che stava facendo, mi chiedeva se avevo bisogno di qualcosa, è stato molto gentile.”
Ma non e’ andato mai al di là di questo: “Potrei essere tuo nonno”, gli diceva.
In una delle loro prime conversazioni, ha confidato: “Sai, in Virginia, ho perso un po’ di fede.”
Sanjust ha risposto: “Certo, sei circondato da un mare di vampiri, che desidera sempre qualcosa in cambio, o che vogliono solo i tuoi soldi”.
Ma oggi lei non esita a criticarlo. “Forse dovrebbe ammettere che ha fatto un errore, che è stato spazzato via dal potere del denaro”, ha detto.
Il rapporto è diventata pubblico lo scorso anno dopo il suo ex marito, Federico Armati, un funzionario dei servizi segreti, ha depositato una causa legale accusando Berlusconi e Sanjust di aver cercato di farlo licenziare. A Roma giudice archiviato il caso in gennaio.
Sanjust si e’ dimessa dal suo canale televisivo tra le voci che fosse l’amante di Berlusconi. Ha perso la custodia del figlio, che è stato affidato all’ex marito Armati, e ha subito un “crollo psicologico”. Ha detto: “Sono stata considerata pazza, mi hanno rinchiuso in ospedali psichiatrici e costretta a prendere delle droghe.”
Recentemente ha trovato lavoro in un negozio di abbigliamento a Roma vicino al Vaticano, che pero’ ha perso la scorsa settimana. Ha dato via tutti i regali di Berlusconi “a persone più povere di me”.
Sanjust ora segue gli insegnamenti di un guru balinese e dice che il sesso non significa niente per lei. “Il sesso è in passato per me, è solo un ricordo. L’amore platonico, come quella che ho avuto per Berlusconi, è molto più importante “, ha detto.
“Posso dire una cosa provocatoria? Berlusconi è il più impotente uomo nel mondo, perché il potere che il primo ministro ha è un falso potere, se non è accompagnato dalla fede “.
Nonostante l’esperienza Sanjust, innumerevoli altre giovani donne si affollano attorno a Berlusconi. Secondo la rivista L’espresso, ha invitato 50 donne, comprese attrici e showgirl, per trascorrere il Capodanno del 2008 nella sua lussuosa Villa Certosa in Sardegna, sulla Costa Smeralda.
Gli ospiti hanno confidato di esser stati portati con voli privati. A ognuno sono stati dati due bracciali a forma di tartaruga (il simbolo della villa), insieme con gli anelli in argento e oro, un ciondolo a forma di farfalla e una collana d’oro.
Venti persone sono state presumibilmente pagate 1.300 sterline al giorno per essere lì e molti sono stati raccolti da Sabina Iniziato, una modella e attrice, fotografata seduta sulle ginocchia di Berlusconi, mentre Berlusconi ha cantato per lei un’altra notte, quella delle elezioni, lo scorso anno a casa sua a Roma.
Contattato da The Times Sunday, la Iniziato ha rifiutato di rispondere alle domande, dicendo: “Sono sul set di un film, sono troppo occupata.” Niccolo Ghedini, avvocato di Berlusconi e suo parlamentare, ha descritto I fatti di Villa Certosa come privi di fondamento.
I party di Berlusconi presso la sua villa, dove egli ama miscelare vita privata e pubblica mescolando le attrici con i politici, i dirigenti del suo impero mediatico e gli uomini d’affari, ha provocato ulteriori polemiche dopo procuratori hanno sequestrato 200 fotografie degli ospiti della villa. Sequestro motivato dalla presunta violazione della privacy.
Fatte da Antonello Zappadu, un fotografo sardo, nel maggio dello scorso anno, alcuni di esse mostrano delle giovani donne in topless mentre prendono il sole, due ragazze fare una doccia all’aria aperta e accarezzarsi a vicenda per il divertimento dei ospiti e Berlusconi fa da guida a delle giovani donne in giro per la sua proprieta’.
Venerdì scorso El Pais, il quotidiano spagnolo, ha pubblicato cinque fotografie raffiguranti donne in topless e un uomo nudo con i loro volti coperti.
Mirek Topolánek, l’ex primo ministro ceco, ha confermato di essere l’uomo in piscina, ma ha aggiunto: “E ‘chiaro che si tratta di un foto-montaggio“.
Berlusconi ha definito le immagini innocenti, aggiungendo: “Voi fate la doccia vestiti? Queste ragazze erano in una vasca idromassaggio all’interno di una casa privata e sono state aggredite in un modo scandaloso “.
Il primo ministro si trova di fronte ad indagine per possibile abuso d’ufficio a causa di altre 100 fotografie scattate da Zappadu nello stesso mese. Essi indicano che gli ospiti arrivano alla sua villa su voli di stato, e in una foto si vede il cantante Mariano Apicella e una ballerina di flamenco di cui non si conosce il noem scendere dall’aereo. L’avvocato di Berlusconi ha detto che nessuna legge e’ stata violata e che la coppia è venuta a intrattenere Topolanek.
Elisa Alloro, ex show-girl e frequente ospite a Villa Certosa, è scesa in difesa di Berlusconi la scorsa settimana con delle memorie intitolate “Noi, le show girls di Silvio riguardo alla sua amicizia”.
Si incontrarono quando lei lo ha intervistato nel 2004. Dopo l’intervista lei scrisse: “ogni minuto trascorso con lui è come un dono divino”.
“A Berlusconi piace organizzare cene e invitare gli amici e divertirsi e lo fa a proprie spese. Anche nel corso di una cena formale, ama uscirsene con uno scherzo o cantare una canzone “, ha detto Alloro, che è candidata per il suo “Partito della Libertà” alle elezioni locali a Reggio Emilia, vicino a Bologna.
Alla domanda su come si comporta nei confronti delle donne, ha risposto: “E ‘molto onesto e leale e generoso e trova sempre il tempo per ascoltarti”. E’ stato assurdo pretendere che non vi era nulla di disdicevole Berlusconi circa il rapporto con l’adolescenza Letizia, ha detto.
Berlusconi ha detto che egli ha conosciuto Letizia per anni e che si è incontrato con il suo padre, un attivista politico. Ma l’ex fidanzato, Gino Flaminio, sostiene che il primo ministro ha telefonato alla ragazza di punto in bianco, dopo aver visto alcune foto che aveva inviato ad uno dei suoi canali televisivi, nella speranza di trovare lavoro.
Alla sua prima chiamata, Berlusconi sembra aver ammirato il suo “volto angelico” e l’ha esortata a mantenere la sua “purezza”.
Lei ha detto che chiama il primo ministro “Papi” (papà) e di essere ancora vergine.
“Per favore”, ha esclamato la Alloro. “Berlusconi non ha bisogno di foto della Noemi di incontrare una ragazza. Non avete idea di quante ne riceve. Non voglio screditare Noemi, ma lei non è Miss Mondo. E’ spazzatura dire che Berlusconi ha visto la sua foto e le ha chiesto di venire ad incontralo.”
La Alloro ha anche ricordato di aver visto Noemi a Villa Certosa, in gennaio, pochi giorni dopo Capodanno. “E ’stata la prima volta che era venuta alla villa e siamo stati a un tavolo con altri 40 ospiti. Non le ho parlato, ma lei non era il centro di attenzione “, ha detto la Alloro.
Alla domanda sullo scandalo Noemi Letizia, Sanjust ha mandato un avvertimento per l’adolescente.
“Provo compassione per Noemi”, ha detto. “Vedo un po’ di me in lei e di ciò che è accaduto a me.”
Il voto dello scandalo
Gli italiani votano in per le elezioni europee e amministrative, questo fine settimana, in quello che i commentatori politici a seguito della controversia sulla Noemi Letizia hanno chiamato un “referendum” su Silvio Berlusconi
I sondaggi sono vietati nella corsa alle elezioni, ma molti elettori si dicono disgustato dallo scandalo.
Berlusconi ha sostenuto che la sua popolarità è stata praticamente intatta e ha previsto una quota del voto del 43%-45% per il suo conservatore “partito della libertà”. Il suo alleato di coalizione, la Lega Nord, dovrebbe fare bene.
L’opposizione democratica patisce una forte concorrenza da parte del piccolo partito “Italia dei Valori”.
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Scandalo Berlusconi-Sanjust. Denunce, carabinieri, servizi segreti. E nessuno ne parla (1/2)