Chavez: “Se il Mondo fosse una Banca, l’avrebbero gia’ salvato”

Riporto integralmente il discorso del Presidente della Repubblica Bolivariana del  Venezuela, Hugo Chavez, al vertice climatico di Copenhagen. Questo non significa che io lo sposi in pieno, ma mi pare utile per stimolare alcune riflessioni.

Signor Presidente, signori, signore, amici e amiche, prometto che non parlerò più di quanto sia già stato fatto questo pomeriggio, ma permettetemi un commento iniziale che avrei voluto facesse parte del punto precedente discusso da Brasile, Cina, India e Bolivia. Chiedevamo la parola, ma non è stato possibile prenderla. Ha parlato la rappresentante della Bolivia, e porgo un saluto al compagno Presidente Evo Morales qui presente, Presidente della Bolivia.

Tra varie cose ha detto, ho preso nota: il testo che è stato presentato non è democratico, non è rappresentativo di tutti i paesi. Ero appena arrivato e mentre ci sedevamo abbiamo sentito il Presidente della sessione precedente, la signora Ministra, dire che c’era un documento da queste parti, che però nessuno conosce: ho chiesto il documento, ancora non l’abbiamo. Credo che nessuno sappia di questo documento top secret.

Certo, la collega boliviana l’ha detto, non è democratico, non è rappresentativo, ma signori e signore: siamo forse in un mondo democratico? Per caso il sistema mondiale è rappresentativo? Possiamo aspettarci qualcosa di democratico e rappresentativo nel sistema mondiale attuale? Su questo pianeta stiamo vivendo una dittatura imperiale e lo denunciamo ancora da questa tribuna: abbasso la dittatura imperiale!

E che su questo pianeta vivano i popoli, la democrazia e l’uguaglianza! E quello che vediamo qui è proprio il riflesso di tutto ciò: esclusione. C’è un gruppo di paesi che si credono superiori a noi del sud, a noi del terzo mondo, a noi sottosviluppati, o come dice il nostro grande amico Eduardo Galeano: noi paesi travolti come da un treno che ci ha avvolti nella storia*. Quindi non dobbiamo stupirci di quello che succede, non stupiamoci, non c’è democrazia nel mondo e qui ci troviamo di fronte all’ennesima evidenza della dittatura imperiale mondiale.

Poco fa sono saliti due giovani, per fortuna le forze dell’ordine sono state decenti, qualche spintone qua e là, e i due hanno cooperato, no? Qui fuori c’è molta gente, sapete? Certo, non ci entrano tutti in questa sala, sono troppi; ho letto sulla stampa che ci sono stati alcuni arresti, qualche protesta intensa, qui per le strade di Copenaghen, e voglio salutare tutte quelle persone qui fuori, la maggior parte delle quali sono giovani.

Non ci sono dubbi che siano giovani preoccupati, e credo abbiano una ragione più di noi per essere preoccupati del futuro del mondo; noi abbiamo – la maggior parte dei presenti – già il sole dietro le spalle, ma loro hanno il sole in fronte e sono davvero preoccupati. Qualcuno potrebbe dire, Signor Presidente, che un fantasma infesta Copenaghen, parafrasando Karl Marx, il grande Karl Marx, un fantasma infesta le strade di Copenaghen e credo che questo fantasma vaga per questa sala in silenzio, gira in quest’aula, tra di noi, attraversa i corridoi, esce dal basso, sale, è un fantasma spaventoso che quasi nessuno vuole nominare: il capitalismo è il fantasma, quasi nessuno vuole nominarlo.

È il capitalismo, sentiamo ruggire qui fuori i popoli.  Stavo leggendo qualcuna delle frasi scritte per strada, e di questi slogan (alcuni dei quali li ho sentiti anche dai due giovani che sono entrati), me ne sono scritti due. Il primo è Non cambiate il clima, cambiate il sistema”. E io lo riprendo qui per noi. Non cambiamo il clima, cambiamo il sistema! E di conseguenza cominceremo a salvare il pianeta.

Il capitalismo, il modello di sviluppo distruttivo sta mettendo fine alla vita, minaccia di metter fine alla specie umana. E il secondo slogan spinge alla riflessione. In linea con la crisi bancaria che ha colpito, e continua a colpire, il mondo, e con il modo con cui i paesi del ricco Nord sono corsi in soccorso dei bancari e delle grandi banche (degli Stati Uniti si è persa la somma, da quanto è astronomica).

Ecco cosa dicono per le strade: se il clima fosse una banca, l’avrebbero già salvato! E credo che sia la verità. Se il clima fosse una delle grandi banche, i governi ricchi l’avrebbero già salvato. Credo che Obama non sia arrivato, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace quasi nello stesso giorno in cui mandava altri 30mila soldati ad uccidere innocenti in Afghanistan, e ora viene qui a presentarsi con il Premio Nobel per la Pace, il Presidente degli Stati Uniti. Gli USA però hanno la macchinetta per fare le banconote, per fare i dollari, e hanno salvato, vabbè, credono di aver salvato, le banche e il sistema capitalista.

Bene, lasciando da parte questo commento, dicevo che alzavamo la mano per unirci a Brasile, India, Bolivia e Cina nella loro interessante posizione**, che il Venezuela e i paesi dell’Alleanza Bolivariana {ALBA} condividono fermamente; però non ci è stata data la parola, per cui, Signor Presidente, non mi conteggi questi minuti, la prego.

Ho conosciuto, ho avuto il piacere di conoscere Hervé Kempf – è qui in giro – di cui consiglio vivamente il libro “Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta”, in francese, ma potete trovarlo anche in spagnolo e sicuramente in inglese. Hervé Kempf: “Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta”.  Cristo ha detto: E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Questo l’ha detto Cristo nostro Signore. …….

Bene, Signor Presidente, il cambiamento climatico è senza dubbio il problema ambientale più devastante di questo secolo: inondazioni, siccità, tormente, uragani, disgeli, innalzamento del livello del mare, acidificazione degli oceani e ondate di calore, tutto questo acuisce l’impatto delle crisi globali che si abbattono su di noi.

L’attività umana d’oggi supera i limiti della sostenibilità, mettendo in pericolo la vita del pianeta, ma anche in questo siamo profondamente disuguali. Voglio ricordarlo: le 500 milioni di persone più ricche del pianeta, 500 milioni, sono il sette per cento, sette per cento, seven per cento della popolazione mondiale.

Questo sette per cento [di ricchi] è responsabile, queste cinquecento milioni di persone più ricche sono responsabili del cinquanta per cento delle emissioni inquinanti, mentre il 50 per cento più povero è responsabile solo del sette per cento delle emissioni inquinanti. Per questo mi sembra strano mettere qui sullo stesso piano Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno appena 300 milioni di abitanti. La Cina ha una popolazione quasi 5 volte più grande di quella degli USA.

Gli Stati Uniti consumano più di 20 milioni di barili di petrolio al giorno, la Cina arriva appena ai 5,6 milioni di barili al giorno, non possiamo chiedere le stesse cose agli Stati Uniti e alla Cina. Ci sono questioni da discutere, almeno potessimo noi Capi di Stato e di Governo sederci a discutere davvero di questi argomenti.

Inoltre, Signor Presidente, il 60% degli ecosistemi del pianeta hanno subito danni e il 20% della crosta terrestre è degradata; siamo stati testimoni impassibili della deforestazione, della conversione di terre, della desertificazione e delle alterazioni dei sistemi d’acqua dolce, dello sovrasfruttamento del patrimonio ittico, della contaminazione e della perdita della diversità biologica. Lo sfruttamento esagerato della terra supera del 30% la sua capacità di rigenerazione.

Il pianeta sta perdendo ciò che i tecnici chiamano la capacità di autoregolarsi, il pianeta la sta perdendo, ogni giorno si buttano più rifiuti di quanti possano essere smaltiti. La sopravvivenza della nostra specie assilla la coscienza dell’umanità. Malgrado l’urgenza, sono passati due anni dalle negoziazioni volte a concludere un secondo periodo di compromessi voluto dal Protocollo di Kyoto, e ci presentiamo a quest’appuntamento senza un accordo reale e significativo.

E voglio dire che riguardo al testo creato dal nulla, come qualcuno l’ha definito (il rappresentante cinese), il Venezuela e i paesi dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe [ALBA], noi non accettiamo nessun altro testo che non derivi dai gruppi di lavoro del Protocollo di Kyoto e della Convenzione: sono i testi legittimi su cui si sta discutendo intensamente da anni.

E in queste ultime ore credo che non abbiate dormito: oltre a non aver pranzato, non avete dormito. Non mi sembra logico che ora si produca un testo dal niente, come dite voi. L’obiettivo scientificamente sostenuto di ridurre le emissioni di gas inquinanti e raggiungere un accordo chiaro di cooperazione a lungo termine, oggi a quest’ora, sembra aver fallito.

Almeno per il momento. Qual è il motivo? Non abbiamo dubbi. Il motivo è l’atteggiamento irresponsabile e la mancanza di volontà politica delle nazioni più potenti del pianeta… Il conservatorismo politico e l’egoismo dei grandi consumatori, dei paesi più ricchi testimoniano di una grande insensibilità e della mancanza di solidarietà con i più poveri, con gli affamati, con coloro più soggetti alle malattie, ai disastri naturali. Signor Presidente, è chiaramente un nuovo ed unico accordo applicabile a parti assolutamente disuguali, per la grandezza delle sue contribuzioni e capacità economiche, finanziarie e tecnologiche, ed è evidente che si basa sul rispetto assoluto dei principi contenuti nella Convenzione.

I paesi sviluppati dovrebbero stabilire dei compromessi vincolanti, chiari e concreti per la diminuzione sostanziale delle loro emissioni e assumere degli obblighi di assistenza finanziaria e tecnologica ai paesi poveri per far fronte ai pericoli distruttivi del cambiamento climatico. In questo senso, la peculiarità degli stati insulari e dei paesi meno sviluppati dovrebbe essere pienamente riconosciuta. ….

Le entrate totali delle 500 persone più ricche del mondo sono superiore alle entrate delle 416 milioni di persone più povere, le 2800 milioni di persone che vivono nella povertà, con meno di 2 dollari al giorno e che rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale, ricevono solo il 5 per cento delle entrate mondiale…

Ci sono 1100 milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile, 2600 milioni prive di servizio di sanità, più di 800 milioni di analfabeti e 1020 milioni di persone affamate: ecco lo scenario mondiale. E ora, la causa, qual è la causa? Parliamo della causa, non evitiamo le responsabilità, non evitiamo la profondità del problema, la causa senza dubbio, torno all’argomento di questo disastroso scenario, è il sistema metabolico distruttivo del capitale e della sua incarnazione: il capitalismo.

Ho qui una citazione di quel gran teologo della liberazione che è Leonardo Boff, come sappiamo, brasiliano, che dice: Qual è la causa? Ah, la causa è il sogno di cercare la felicità con l’accumulazione materiale e il progresso senza fine, usando, per fare ciò, la scienza e la tecnica con cui si possono sfruttare in modo illimitato le risorse della terra.

Può una terra finita sopportare un progetto infinito? La tesi del capitalismo, lo sviluppo infinito, è un modello distruttivo, accettiamolo……

Noi popoli del mondo chiediamo agli imperi, a quelli che pretendono di continuare a dominare il mondo e noi, chiediamo loro che finiscano le aggressioni e le guerre. Niente più basi militari imperiali, né colpi di Stato, costruiamo un ordine economico e sociale più giusto e equitativo, sradichiamo la povertà, freniamo subito gli alti livelli di emissioni, arrestiamo il deterioramento ambientale ed evitiamo la grande catastrofe del cambiamento climatico, integriamoci nel nobile obiettivo di essere tutti più liberi e solidari…..

Questo pianeta è vissuto migliaia di milioni di anni, e questo pianeta è vissuto per migliaia di milioni di anni senza di noi, la specie umana: non ha bisogno di noi per esistere. Bene, noi senza la Terra non viviamo, e stiamo distruggendo il Pachanama**, come dice Evo e come dicono i nostri fratelli aborigeni del Sudamerica…

 *Sorta di gioco di parole tra desarrollados = sviluppati e arrollados = avviluppati. NdT.

**La posizione alla quale fa riferimento Chavez e’ quella dei paesi in via di sviluppo, che Chavez chiama anche “paesi del sud”. Questi ritengono  i paesi sviluppati (Stati Uniti, Europa, Giappone, ecc…) i principali responsabili storici del cambiamento climatico in atto e chiedono percio’ che siano i paesi piu’ ricchi e sviluppati ad abbattere le loro emissioni piu’ e prima dei paesi poveri, che hanno tutto il diritto di uscire dalla poverta’ e raggiungere standard di vita decenti. Inoltre, i paesi piu’ poveri pretendono che quelli ricchi li aiutino con trasferimenti di tecnologia verde e con aiuti per lo sviluppo e per la lotta ai disastri causati dal cambiamento climatico, la cui colpa principale, come ditto, e’ da attribuire a paesi che si sono industrializzati (e quindi arricchiti) prima.

***Pachanama = Madre Terra

Fonte del discorso di Chavez: Selvas.org

Il discorso di Chavez e’ anche su Youtube:

Seconda parte: http://www.youtube.com/watch?v=ZXgBJ6xhbME

Terza parte: http://www.youtube.com/watch?v=tHIEIuP6o10

 

FILIPPINE, A CAPODANNO SI STAPPERA’ IL VULCANO

“Il Mayon esplodera’, e’ questione di giorni”

Di Alessio Fratticcioli

Il vulcano Mayon e’ situato sull’isola Luzón, la piu’ grande delle Filippine. Lunedi scorso (14 dicembre), una serie di piu’ di 80 terremoti in 24 ore e un aumento eccezionale di produzione di diossido di zolfo ha fatto scattare l’allarme. I soldati dell’Esercito filippino hanno gia’ coordinato l’evacuazione di circa 40mila delle 47mila persone che vivono nella zona in pericolo.

Il Mayon esplodera’, e’ questione di giorni”, avvertono i vulcanologi. Gli esperti prevedono che l’eruzione potrebbe avvenire intorno alla fine dell’anno, nella forma di una terribile e spettacolare colonna di cenere. La nube si alzera’ fino a 10 chilometri dal suolo, oscurando il sole, mentre una colata di lava interessera’ una zona di vari chilometri quadrati.

Leggi tutto in esclusiva su Giornalettismo >>>>>>>>>>>>

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Perche’ la ‘ggente ce l’ha con Silvio?

“Guerra civile se non cessera’ la persecuzione giudiziaria contro di me” (Silvio Berlusconi, 27 novembre 2009 )

Perche’ la ‘gggente ce l’ha con Silvio? Ora, dopo aver specificato che quanto accaduto a Milano non rientra direttamente nel politico ma e’ semplicemente un’aggressione di uno squilibrato alla persona piu’ popolare in italia, vi propongo due interessanti riflessioni.

La prima e’ del blogger Il Russo, che si chiede: perche’ la gente mi odia?

La seconda e’ di Marco Belpoliti, che in Il corpo ferito del capo scrive (riporto uno stralcio):

[…] La follia ha sempre metodo, e più di una ragione. Chi ha scagliato l’oggetto contro il Presidente del Consiglio, Massimo Tartaglia, voleva violare il corpo del Re, un corpo sacro, che diventa tale attraverso l’investitura del potere, i rituali della vestizione, le cerimonie della proclamazione, il culto che lo circonda. In queste settimane Silvio Berlusconi ha spesso parlato dell’investitura che avrebbe ricevuto dal Popolo; ha parlato, seppure con metodi mediatici da telegiornale e tele-spot, del proprio potere in termini sacrali, simili a quelli dei sovrani medievali e rinascimentali. Ha caricato di segni e simboli la sua stessa persona.
Si tratta di un processo che va avanti da tempo, in modo postmoderno, e non più medievale, attraverso tecniche che tendono a rendere giovane e quasi eterno il suo corpo: fitness, lifting, liposuzioni, trapianti dei capelli, cure di vario tipo e grado. […]

Il folle gesto simbolico di Tartaglia rivela quel lato in ombra che la sacralizzazione quotidiana delle immagini televisive e fotografiche nasconde, e che al tempo stesso ne è il rovescio: l’inconscio desiderio di desacralizzazione. Lo sfregio, l’abrasione, il colpo al viso sono antropologicamente – sacralmente, si dovrebbe dire – parte stessa di quella politica d’incentivazione del corpo. L’ostensione chiama implacabilmente la violazione. Il gesto di ieri a Milano è stato compiuto da un folle, che nella sua follia ci manifesta qualcosa di terribile. Il potere del sacro non perdona.

Sgarbi insulto’ Travaglio: condannato a pagare 30mila euro

 

Qui a seguire una breve lista degli insulti di Sgarbi:

Non fare il fenomeno [a Travaglio]

Grillo non ha influenza politica

Pezzo di merda [a Travaglio]

Sembri Fassino [a Travaglio, che risponde: «Fassino glielo dici a tua sorella»]
Mia sorella vale venti volte te che se un pezzo di merda, pezzo di merda puro [a Travaglio]
Hai fatto parlare questo cretino, ora fai parlare me [a Santoro, riferito a Grillo]

Non sputtanare l’Italia [a Travaglio]

Sta dicendo stronzate [a Travaglio]

Non dire stronzate [a Travaglio]

Applaudite questa testa di … [riferito a Travaglio]

Sei un bugiardo [a Travaglio]

Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te [a Travaglio]

Biagi non e’ stato cacciato

Non hanno cacciato Enzo Biagi

Non voglio fare andare avanti questo [Travaglio] che dice solo balle

Non sfottere che tu sei il popolo del nulla [a Travaglio]

Non e’ stato cacciato Enzo Biagi [ripetuto varie volte]

Dite delle bugie, siete dei bugiardi [a Travaglio e Santoro]

…con quella faccia che ti ritrovi….faccia da tonto [a Travaglio]

Le basi NATO non fanno la guerra [dimenticandosi della guerra NATO in Jugoslavia]

Grillo non pone questioni, dice stronzate

Non dici frasi, dici stronzate [a Travaglio]

50mila persone in piazza che vanno a sentire lo spettacolo di un idiota [riferito a Beppe Grillo]

 

Daniele Silvestri: “L’imperatore Tiberio”

Climate change glossary

Spot di apertura della Conferenza sul Clima in corso a Copehagen

In questi giorni a Copenhagen si decidono le sorti del mondo e dell’umanita’. Non ci capite una mazza? Siete degli incoscienti. Ecco a seguire un semplice glossario.

Fonte BBC News.


A

Adaptation Action that helps cope with the effects of climate change – for example construction of barriers to protect against rising sea levels, or conversion to crops capable of surviving high temperatures and drought.

Adaptation fund A fund for projects and programmes that help developing countries cope with the adverse effects of climate change. It is financed by a share of proceeds from emission-reduction programmes such as the Clean Development Mechanism.

Annex I countries The industrialised countries (and countries in transition to a market economy) which took on obligations to reduce their greenhouse gas emissions under the Kyoto Protocol. Their combined emissions, averaged out during the 2008-2012 period, should be 5.2% below 1990 levels.

Annex II Countries which have a special obligation under the Kyoto Protocol to provide financial resources and transfer technology to developing countries. This group is a sub-section of the Annex I countries, excluding those that, in 1992, were in transition from centrally planned to a free market economy.

Anthropogenic climate change Man-made climate change – climate change caused by human activity as opposed to natural processes.

Aosis The Alliance of Small Island States comprises 42 island and coastal states mostly in the Pacific and Caribbean. Members of Aosis are some of the countries likely to be hit hardest by global warming. The very existence of low-lying islands, such as the Maldives and some of the Bahamas, is threatened by rising waters.

AR4 The Fourth Assessment Report produced by the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) published in 2007. The report assessed and summarised the climate change situation worldwide. It concluded that it was at least 90% likely that the increase of the global average temperature since the mid-20th Century was mainly due to man’s activity.

Atmospheric aerosols Microscopic particles suspended in the lower atmosphere that reflect sunlight back to space. These generally have a cooling affect on the planet and can mask global warming. They play a key role in the formation of clouds, fog, precipitation and ozone depletion in the atmosphere.

B

Bali action plan A plan drawn up at the UN Climate Change Conference in Bali, in December 2007, forming part of the Bali roadmap. The action plan established a working group to define a long-term global goal for reduction of greenhouse gas emissions, and a “shared vision for long-term co-operative action” in the areas of mitigation, adaptation, finance and technology.

Bali roadmap A plan drawn up at the UN Climate Change Conference in Bali, in December 2007, to pave the way for an agreement at Copenhagen in 2009 on further efforts to reduce greenhouse gas emissions after the expiry of the Kyoto Protocol. The roadmap gave deadlines to two working groups, one working on the Bali action plan, and another discussing proposed emission reductions by Annex I countries after 2012.

Baseline for cuts The year against which countries measure their target decrease of emissions. The Kyoto Protocol uses a baseline year of 1990. Some countries prefer to use later baselines. Climate change legislation in the United States, for example, uses a 2005 baseline.

Biofuel A fuel derived from renewable, biological sources, including crops such as maize and sugar cane, and some forms of waste.

Black carbon The soot that results from the incomplete combustion of fossil fuels, biofuels, and biomass (wood, animal dung, etc.). It is the most potent climate-warming aerosol. Unlike greenhouse gases, which trap infrared radiation that is already in the Earth’s atmosphere, these particles absorb all wavelengths of sunlight and then re-emit this energy as infrared radiation.

Boxer-Kerry bill The Clean Energy Jobs and American Power Act, now in the US Senate, also known as Waxman-Markey from 2007-2009 as it passed through the House of Representatives. This bill aims to reduce emissions by about 20% from a 2005 baseline by 2020. The bill would create a US-wide carbon market, which in time would link up with other carbon markets, like the EU Emission Trading Scheme. The bill is not expected to get Senate approval until 2010.

Business as usual A scenario used for projections of future emissions assuming no action, or no new action, is taken to mitigate the problem. Some countries are pledging not to reduce their emissions but to make reductions compared to a business as usual scenario. Their emissions, therefore, would increase but less than they would have done.

C

Cap and trade An emission trading scheme whereby businesses or countries can buy or sell allowances to emit greenhouse gases via an exchange. The volume of allowances issued adds up to the limit, or cap, imposed by the authorities.

Carbon capture and storage (CCS) The collection and transport of concentrated carbon dioxide gas from large emission sources, such as power plants. The gases are then injected into deep underground reservoirs. Carbon capture is sometimes referred to as geological sequestration.

Carbon dioxide (CO2) Carbon dioxide is a gas in the Earth’s atmosphere. It occurs naturally and is also a by-product of human activities such as burning fossil fuels. It is the principal greenhouse gas produced by human activity.

Carbon dioxide (CO2) equivalent Six greenhouse gases are limited by the Kyoto Protocol and each has a different global warming potential. The overall warming effect of this cocktail of gases is often expressed in terms of carbon dioxide equivalent – the amount of CO2 that would cause the same amount of warming.

Carbon footprint The amount of carbon emitted by an individual or organisation in a given period of time, or the amount of carbon emitted during the manufacture of a product.

Carbon intensity A unit of measure. The amount of carbon emitted by a country per unit of Gross Domestic Product.

Carbon leakage A term used to refer to the problem whereby industry relocates to countries where emission regimes are weaker, or non-existent.

Carbon neutral A process where there is no net release of CO2. For example, growing biomass takes CO2 out of the atmosphere, while burning it releases the gas again. The process would be carbon neutral if the amount taken out and the amount released were identical. A company or country can also achieve carbon neutrality by means of carbon offsetting.

Carbon offsetting A way of compensating for emissions of CO2 by participating in, or funding, efforts to take CO2 out of the atmosphere. Offsetting often involves paying another party, somewhere else, to save emissions equivalent to those produced by your activity.

Carbon sequestration The process of storing carbon dioxide. This can happen naturally, as growing trees and plants turn CO2 into biomass (wood, leaves, and so on). It can also refer to the capture and storage of CO2 produced by industry. See Carbon capture and storage.

Carbon sink Any process, activity or mechanism that removes carbon from the atmosphere. The biggest carbon sinks are the world’s oceans and forests, which absorb large amounts of carbon dioxide from the Earth’s atmosphere.

Certified Emission Reduction (CER) A greenhouse gas trading credit, under the UN Clean Development Mechanism programme. A CER may be earned by participating in emission reduction programmes – installing green technology, or planting forests – in developing countries. Each CER is equivalent to one tonne of carbon dioxide.

CFCs The short name for chlorofluorocarbons – a family of gases that have contributed to stratospheric ozone depletion, but which are also potent greenhouse gases. Emissions of CFCs around the developed world are being phased out due to an international control agreement, the 1989 Montreal Protocol.

Clean coal technology Technology that enables coal to be burned without emitting CO2. Some systems currently being developed remove the CO2 before combustion, others remove it afterwards. Clean coal technology is unlikely to be widely available for at least a decade.

Clean Development Mechanism (CDM) A programme that enables developed countries or companies to earn credits by investing in greenhouse gas emission reduction or removal projects in developing countries. These credits can be used to offset emissions and bring the country or company below its mandatory target.

Climate change A pattern of change affecting global or regional climate, as measured by yardsticks such as average temperature and rainfall, or an alteration in frequency of extreme weather conditions. This variation may be caused by both natural processes and human activity. Global warming is one aspect of climate change.

CO2 See carbon dioxide.

Commitment period The time frame given to parties to the Kyoto Protocol to meet their emission reduction commitments. The first Kyoto commitment period runs from 2008-2012, during which industrialised countries are required collectively to reduce emissions to a level 5% below 1990 levels. Some countries would like the Copenhagen conference to prolong the effective life of the Kyoto Protocol by agreeing explicitly on a second commitment period.

COP15 The official title of the Copenhagen conference, which takes place from 7-18 December 2009. Alternatively, it can be called the 15th Conference of the Parties to the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).

Country in transition Broadly speaking, any ex-Soviet bloc state. At the time the Kyoto Protocol was adopted in 1997, these countries were on the path from a Communist planned economy to a market economy. Many of them would now be categorised as market economies. Countries in transition to a market economy are grouped with industrialised countries in Annex I of the Kyoto Protocol, so they have emission reduction commitments to meet in the 2008-2012 period. In some cases their industrial base collapsed to such a degree in the early 1990s that they will have no difficulty meeting these commitments.

D

Dangerous climate change A term referring to severe climate change that will have a negative effect on societies, economies, and the environment as a whole. The phrase was introduced by the 1992 UN Framework Convention on Climate Change, which aims to prevent “dangerous” human interference with the climate system.

Deforestation The permanent removal of standing forests that can lead to significant levels of carbon dioxide emissions.

E

Emission Trading Scheme (ETS) A scheme set up to allow the trading of emissions permits between business and/or countries as part of a cap and trade approach to limiting greenhouse gas emissions. The best-developed example is the EU’s trading scheme, launched in 2005. See Cap and trade.

EU Burden-sharing agreement A political agreement that was reached to help the EU reach its emission reduction targets under the Kyoto Protocol (a reduction of 8% during the period 2008-2012, on average, compared with 1990 levels). The 1998 agreement divided the burden unequally amongst member states, taking into account national conditions, including greenhouse gas emissions at the time, the opportunity for reducing them, and countries’ levels of economic development.

F

Feedback loop In a feedback loop, rising temperatures on the Earth change the environment in ways that affect the rate of warming. Feedback loops can be positive (adding to the rate of warming), or negative (reducing it). The melting of Arctic ice provides an example of a positive feedback process. As the ice on the surface of the Arctic Ocean melts away, there is a smaller area of white ice to reflect the Sun’s heat back into space and more open, dark water to absorb it. The less ice there is, the more the water heats up, and the faster the remaining ice melts.

Flexible mechanism Instruments that help countries and companies meet emission reduction targets by paying others to reduce emissions for them. The mechanism in widest use is emissions trading, where companies or countries buy and sell permits to pollute. The Kyoto Protocol establishes two flexible mechanisms enabling rich countries to fund emission reduction projects in developing countries – Joint Implementation (JI) and the Clean Development Mechanism (CDM).

Fossil fuels Natural resources, such as coal, oil and natural gas, containing hydrocarbons. These fuels are formed in the Earth over millions of years and produce carbon dioxide when burnt.

G

Geological sequestration The injection of carbon dioxide into underground geological formations. When CO2 is injected into declining oil fields it can help to recover more of the oil.

Global average temperature The mean surface temperature of the Earth measured from three main sources: satellites, monthly readings from a network of over 3,000 surface temperature observation stations and sea surface temperature measurements taken mainly from the fleet of merchant ships, naval ships and data buoys.

Global energy budget The balance between the Earth’s incoming and outgoing energy. The current global climate system must adjust to rising greenhouse gas levels and, in the very long term, the Earth must get rid of energy at the same rate at which it receives energy from the sun.

Global dimming An observed widespread reduction in sunlight at the surface of the Earth, which varies significantly between regions. The most likely cause of global dimming is an interaction between sunlight and microscopic aerosol particles from human activities. In some regions, such as Europe, global dimming no longer occurs, thanks to clean air regulations.

Global warming The steady rise in global average temperature in recent decades, which experts believe is largely caused by man-made greenhouse gas emissions. The long-term trend continues upwards, they suggest, even though the warmest year on record, according to the UK’s Met Office, is 1998.

Global Warming Potential (GWP) A measure of a greenhouse gas’s ability to absorb heat and warm the atmosphere over a given time period. It is measured relative to a similar mass of carbon dioxide, which has a GWP of 1.0. So, for example, methane has a GWP of 25 over 100 years, the metric used in the Kyoto Protocol. It is important to know the timescale, as gases are removed from the atmosphere at different rates.

Greenhouse gases (GHGs) Natural and industrial gases that trap heat from the Earth and warm the surface. The Kyoto Protocol restricts emissions of six greenhouse gases: natural (carbon dioxide, nitrous oxide, and methane) and industrial (perfluorocarbons, hydrofluorocarbons, and sulphur hexafluoride).

Greenhouse effect The insulating effect of certain gases in the atmosphere, which allow solar radiation to warm the earth and then prevent some of the heat from escaping. See also Natural grH

Hockey stick The name given to a graph published in 1998 plotting the average temperature in the Northern hemisphere over the last 1,000 years. The line remains roughly flat until the last 100 years, when it bends sharply upwards. The graph has been cited as evidence to support the idea that global warming is a man-made phenomenon, but some scientists have challenged the data and methodology used to estimate historical temperatures. (It is also known as MBH98 after its creators, Michael E. Mann, Raymond S. Bradley and Malcolm K. Hughes.)

I

IPCC The Intergovernmental Panel on Climate Change is a scientific body established by the United Nations Environment Programme and the World Meteorological Organization. It reviews and assesses the most recent scientific, technical, and socio-economic work relevant to climate change, but does not carry out its own research. The IPCC was honoured with the 2007 Nobel Peace Prize.

J

Joint implementation (JI) An agreement between two parties whereby one party struggling to meet its emission reductions under the Kyoto Protocol earns emission reduction units from another party’s emission removal project. The JI is a flexible and cost-efficient way of fulfilling Kyoto agreements while also encouraging foreign investment and technology transfer.

K

Kyoto Protocol A protocol attached to the UN Framework Convention on Climate Change, which sets legally binding commitments on greenhouse gas emissions. Industrialised countries agreed to reduce their combined emissions to 5.2% below 1990 levels during the five-year period 2008-2012. It was agreed by governments at a 1997 UN conference in Kyoto, Japan, but did not legally come into force until 2005.

M

Major Economies Forum on Energy and Climate A forum established in 2009 by US President Barack Obama to discuss elements of the agreement that will be negotiated at Copenhagen. Its members – Australia, Brazil, Canada, China, the European Union, France, Germany, India, Indonesia, Italy, Japan, Mexico, Russia, South Africa, South Korea, the UK and the US – account for 80% of greenhouse gas emissions. The forum is a modification of the Major Economies Meeting started by the former President George Bush, which was seen by some countries as an attempt to undermine UN negotiations.

Methane Methane is the second most important man-made greenhouse gas. Sources include both the natural world (wetlands, termites, wildfires) and human activity (agriculture, waste dumps, leaks from coal mining).

Mitigation Action that will reduce man-made climate change. This includes action to reduce greenhouse gas emissions or absorb greenhouse gases in the atmosphere.

N

Natural greenhouse effect The natural level of greenhouse gases in our atmosphere, which keeps the planet about 30C warmer than it would otherwise be – essential for life as we know it. Water vapour is the most important component of the natural greenhouse effect.

Non-annex I countries The group of developing countries that have signed and ratified the Kyoto Protocol. They do not have binding emission reduction targets.

P

Per-capita emissions The total amount of greenhouse gas emitted by a country per unit of population.

Pre-industrial levels of carbon dioxide The levels of carbon dioxide in the atmosphere prior to the start of the Industrial Revolution. These levels are estimated to be about 280 parts per million by volume (ppmv). The current level is around 380 ppmv.

R

REDD Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation, a concept that would provide developing countries with a financial incentive to preserve forests. The Copenhagen conference is expected to finalise an international finance mechanism for the post-2012 global climate change framework.

S

Stern review A report on the economics of climate change led by Lord Nicholas Stern, a former World Bank economist. It was published on 30 October 2006 and argued that the cost of dealing with the consequences of climate change in the future would be higher than taking action to mitigate the problem now.

T

Technology transfer The process whereby technological advances are shared between different countries. Developed countries could, for example, share up-to-date renewable energy technologies with developing countries, in an effort to lower global greenhouse gas emissions.

U

UNFCCC The United Nations Framework Convention on Climate Change is one of a series of international agreements on global environmental issues adopted at the 1992 Earth Summit in Rio de Janeiro. The UNFCCC aims to prevent “dangerous” human interference with the climate system. It entered into force on 21 March 1994 and has been ratified by 192 countries.

W

Waxman-Markey bill Another name for the Boxer-Kerry bill, which aims to reduce US greenhouse gas emissions. See Boxer-Kerry bill.

Weather The state of the atmosphere with regard to temperature, cloudiness, rainfall, wind and other meteorological conditions. It is not the same as climate which is the average weather over a much longer period.

Anch’io so…

Rassegna stampa del  gruppo facebook  Anch’io so che Marcello Dell’Utri e’ stato condannato a 9 anni per Mafia ( 3 dicembre 2009)

Buongiorno cari amici,
vi proponiamo alcune notizie che potrebbero interessarvi.
In caso contrario, non esitate a cancellare questo messaggio cliccando con la massima forza!
Una buona giornata a voi, cittadini italiani.

« I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori »
(Catone, citato da Aulo Gellio in Noctes Atticae)

VIDEO DA VEDERE E DIFFONDERE: Il resoconto dettagliato delle ultime dichiarazioni dei pentiti di mafia che chiamano in causa Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri.
http://www.youtube.com/watch?v=j4MF_lAJ-Ro

La mafia non esiste, Berlusconi e Dell’Utri invece si, Passaparola di Marco Travaglio
http://www.youtube.com/watch?v=oimta4gtCIU

FINI fuorionda parla del pentito di Mafia SPATUZZA e di Berlusconi: “BERLUSCONI CONFONDE LA LEADERSHIP CON LA MONARCHIA ASSOLUTA…” :
http://www.youtube.com/watch?v=xhtgSpEQDaM

Mafia, ecco perché i pentiti accusano Berlusconi, di ATTILIO BOLZONI e GIUSEPPE D’AVANZO
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/resa-conti/resa-conti.html

La nascita di Forza Italia e le bugie del Cavaliere, di GIUSEPPE D’AVANZO
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/nascita-forza-italia/nascita-forza-italia.html

La famosa espressione “mettere le mani avanti”e’ la piuù azzeccata per descrivere il comportamento che alcuni quotidiani come “Il Giornale” e “Il Foglio” (entrambi di proprietàa della Famiglia Berlusconi) stanno mostrando nei confronti di alcune notizie che, se dimostrate, aggraverebbero pesantemente la posizione del premier S.BERLUSCONI a causa dei suoi PRESUNTI RAPPORTI CON LA MAFIA e la sua funzione nelle STRAGI DEL ‘93.
I pentiti di mafia e l’ironia dei giornali di “famiglia”, di Simone Pomi
http://www.dirittodicritica.com/2009/11/25/i-pentiti-di-mafia-e-lironia-dei-giornali-di-famiglia/

L’hanno gridato ai quattroventi: «Silvio Berlusconi non è indagato per mafia». Eppure i tv, giornali e radio hanno dimenticato un particolare non di poco conto: fino all’iscrizione sul registro degli indagati, nessun giudice comunica all’imputato l’indagine in corso a suo carico.
Berlusconi indagato per mafia? Vigna: «Per legge nessuno può confermarlo», di Emilio Fabio Torsello
http://www.dirittodicritica.com/2009/11/30/berlusconi-indagato-per-mafia-vigna-%C2%ABper-legge-nessuno-puo-confermarlo%C2%BB/

Nella giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio viene approvata una relazione che respinge la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Votano compatti Pdl e Lega, il Pd si esprime contro assieme all’Italia dei Valori. Spaccata l’Udc, astenuto l’esponente dei radicali. L’Aula si dovrà pronunciare entro il dieci dicembre. Il Senato respinge le mozioni di democratici e dipietristi che chiedevano le dimissioni dal governo .
La maggioranza salva Cosentino, di Francesco Scommi
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13602

Mentre infuria la guerra di numeri tra Alfano e Csm – con il primo che sostiene che con il processo breve si estinguerebbe solo l’uno per cento dei processi mentre l’organo di autogoverno delle toghe fissa la stima al 35 – l’Anm dirama una dura nota in cui denuncia le gravi carenze d’organico a cui sono sottoposte le procure italiane. Ma il dibattito è avvitato sulle esigenze del premier, che ormai ha pilotato la maggioranza a salvarlo dai processi Mills e Mediaset
Giustizia, c’e’ solo il tornaconto di Berlusconi, di Andrea Scarchilli
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13604

L’inchiesta sugli appalti truccati per la ricostruzione dell’Aquila si allarga e minaccia la tenuta della giunta regionale di centrodestra.
Appalti post-terremoto: trema la giunta regionale abruzzese, di Emilio Fabio Torsello
http://www.dirittodicritica.com/2009/11/24/appalti-post-terremoto-trema-la-giunta-regionale-abruzzese/

Il leader dell’Udc è il vero ago della bilancia, tratta su due fronti. Sabato prossimo, in Puglia, il Pd cercherà di sciogliere il nodo Vendola. Intanto, nel Pdl si allungano i tempi per la composizione delle liste. Al nord c’è il pressing della lega e al sud lo scoglio è sempre il caso Casentino
Casini fa cassa sulle regionali, di Monica Maro
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13611

D’Alema continua la sua ventennale corsa verso il Centro. Questa volta si e’ innamorato di Casini e per convolare a nozze ha decretato che vanno tagliate le teste di Mercedes Bresso e Nichi Vendola.

Il prezzo del centrismo, di Alessandro Tauro

http://alessandrotauro.blogspot.com/2009/11/il-prezzo-del-centrismo.html

In Italia si privatizza l’acqua? A Parigi ritorna pubblica. Siamo sempre innovatori, di Simone Pomi
http://www.dirittodicritica.com/2009/11/23/in-italia-si-privatizza-lacqua/

Abbiamo indagato e fatto due calcoli sul bilancio del nostro ministero della Difesa. Il governo, sostanzialmente, ha destinato alle Forze armate quasi gli stessi soldi previsti per gli investimenti in politiche sociali. Non accade in nessun paese d’Europa.
Quanto ci costa la Difesa di La Russa? di Pietro Salvato
http://www.giornalettismo.com/archives/43437/quanto-ci-costa-la-difesa-di-la-russa/

«Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati». Carlo Rubbia, premio Nobel, intervistato da Repubblica.
Il Nucleare è out, parola di Premio Nobel, di Simone Pomi
http://www.dirittodicritica.com/2009/12/01/il-nucleare-e-out-parola-di-premio-nobel/

“A cosa serve, chi ci guadagna e perché in Italia è così difficile”: Luca Iezzi, giornalista di Repubblica, spiega che le centrali non sono la risposta, ma una delle possibili risposte al problema energetico. E dipende dalla politica, se è anche quella giusta o no.
“Nucleare sì grazie?” Tutti i perché dell’atomo all’italiana. Di Alessandro D’Amato
http://www.giornalettismo.com/archives/42847/nucleare-si-grazie-tutti-i-perche-dellatomo-allitaliana/

L’affascinante Obama in Asia per celebrare il traumatizzante ma inevitabile declino della leadership americana. Di Alessio Fratticcioli
http://www.giornalettismo.com/archives/42573/obama-in-asia-cina-e-giappone-fanno-la-voce-grossa/

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Haji

In questi giorni circa 3 milioni di pellegrini musulmani sono arrivati a La Mecca, in Arabia Saudita, per compiere il rito dell’Haji, il pellegrinaggio che costituisce uno dei cinque pilastri dell’Islam. Ogni musulmano in buona salute e con sufficienti mezzi economici e’ moralmente obbligato a compiere questo pellegrinaggio almeno una volta nella vita. L’Haji e’ una dimostrazione di solidarieta’ del popolo musulmano e di sottomissione a Dio. E’ il piu’ imponente pellegrinaggio annuale che si tiene al mondo.


Sotto potete ammirare un’immagine della moschea Al-Masjid al-Ḥarām, “Moschea Sacra”. E’ la piu’ grande moschea al mondo e i musulmani ritengono sia stata costruita da esseri celesti prima della creazione dell’uomo. Al-Majid al-Haram si trova a La Mecca e circonda la Kaaba, il piu’ sacro sito musulmano, che secondo la tradizione fu eretto dal profeta Abramo. La Kaaba, al centro della Moschea Sacra, e’ il luogo verso il quale tutti I musulmani del mondo devono rivolgersi durante le loro preghiere.

(Foto sotto, pellegrini che si rasano la testa prima di iniziare il sacro pellegrinaggio)

(Foto sotto, giovane musulmano in mezzo a mamma e papa’ lancia le tradizionali 7 pietre contro Satana, il male)


Obama in Asia: Cina e Giappone fanno la voce grossa

L’affascinante Obama in Asia per celebrare il traumatizzante ma inevitabile declino della leadership americana

Di Alessio Fratticcioli
Okinawa e’ una bellissima isola subtropicale situata all’estremita’ meridionale dell’arcipelago giapponese, caratterizzata da spiagge bianche, una cultura unica che deve molto alla Cina e la presenza degli esseri umani mediamente piu’ longevi del pianeta. Okinawa e’ piu’ vicina all’isola di Taiwan, alla costa della Cina e alla Corea che a Tokyo, la capitale nipponica. E’ per questa ovvia importanza strategico-militare che gli Stati Uniti d’America, dopo averla conquistata nelle ultime settimane della seconda guerra mondiale con la celebre Battaglia di Okinawa, vi hanno istallato una serie di importanti basi militari, tra le quali quella di Futenma e’ la piu’ grande. Questa base dei Marine occupa un quarto della superficie della cittadina di Ginowan, nella parte meridionale di Okinawa. Ancora oggi, dopo piu’ di 60 anni dalla fine del conflitto mondiale e dopo 49 anni dalla stipulazione del Trattato di Sicurezza e Mutua Cooperazione tra Tokyo e Washington, i turisti giapponesi a mollo nelle tiepide acque di Okinawa sono costretti ad ammirare le maestose portaerei americane a largo della costa, mentre normali cittadini devono convivere 365 giorni l’anno con il frastuono e l’inquinamento prodotto dagli aerei e dagli elicotteri che passano quotidianamente sulle loro teste. E talvolta cadono.

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La fabbricazione di un soldato americano in tutta la sua normale e indecente incivilta’

Nel 2007 un ragazzo 18enne, Ian Fisher, decide di diventare un soldato dell’esercito Americano. Il fotografo Craig F. Walker ha deciso di documentare il suo viaggio da adolescente a soldato. Ne e’ nato un album fotografico che e’ anche una potentissima storia su come si cresce in Guerra.

 

7 giugno 2007: Ian Fisher al centro di arruolamento delle forze armate. “Amo il mio paese, ecco perche’ sono qui… ed ecco perche’ combattero’ per il mio paese”, dice Ian.

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12 GIUGNO 2007:  L’ultimo giorno a un parco dei divertimenti prima di partire per il campo di addestramento, Ian si diverte sulla ruota panoramic insieme alla sua fidanzata e agli amici.

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19 giugno 2007: Tom Abner, che dice di aver rasato milioni di teste in 42 anni di lavoro, aggiunge Ian alla sua lista con un’operazione che richiede un minute e mezzo.

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19 giugno 2007: Ian scende le scale per aggregarsi al resto delle compagnia Bravo in formazione. I soldati devono stare sull’attenti e recitare il “Credo del Soldato”

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20 giugno 2007: “ Voglio andare a casa”, Ian vuole parlare con il Sergente Robert Russel per mostrare la sua ferita e reclamare: e’ stato maltrattato da un sergente per essersi fatto fare I raggi X senza aver chiesto il permesso.

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23 giugno 2007: Il plotone impara il salute militare. Le prime settimane di addestramento sono volutamente durissime: si punta a “distruggere psicologicamente” le nuove reclute per poterle poi forgiare alla nuova vita militare.

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13 agosto 2007: Buffa foto di Ian in uniforme.

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15 agosto 2007: Ian e atri giovanissimi compagni armati fino ai denti durante un’esercitazione

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10 ottobre 2007: Ian parla col padre prima di partire per Fort Carson

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3 settembre 2008: Ian mentre sale sull’aereo che lo portera’ in Iraq a fare la guerra per un anno.  Quella notte Ian chiamera’ sua madre, che la mattina dopo dira’:  “Quando ho parlato con lui ieri notte mi e’ sembrato felice e eccitato per la partenza. Mi ha fatto sentire meglio.”

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28 novembre 2009: Ian strappa la foto della sua fidanzata.

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14 dicembre 2009: Ian e un collega si preparano per una missione. Ormai Ian non e’ piu’ un adolescente normale. E’ un soldato americano.

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Fonte:  The Guardian