DOSSIER 9-11UNA NUOVA PEARL HARBOUR
I documenti originali di cui si parla in questa sezione: |
I Neo-Con – Il movimento dei nuovi Conservatori Nazionalisti – Il progetto per il Nuovo Secolo Americano – dal Dvd “Confronting the Evidence: a Call to Reopen the 9-11 Investigation” Quando Bush entrò in carica nel 2000, portò con sé il suo vice, Dick Cheney, il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld ed il Segretario Deputato per la Difesa Paul Wolfowitz. Tutti avevano precedentemente lavorato per le amministrazioni di Ronald Reagan e George H. W.Bush. Paul Wolfowitz, in particolare, era da molti indicato come la forza intellettuale dietro ad un movimento radicale neoconservativo del Partito Repubblicano. Per anni Wolfowitz aveva fomentato l’idea che gli USA dovessero rivedere gli impegni presi in base ad accordi e leggi internazionali e con organizzazioni multilaterali come le Nazioni Unite. Un piano radicale per la dominazione militare da parte degli USA fu avanzato durante l’amministrazione di G.H. W.Bush. Nel 1992, a Paul Wolfowitz che lavorava per il Dipartimento della Difesa fu chiesto di stendere la prima bozza di una nuova strategia per la sicurezza nazionale, la Guida alla Difesa. Gli elementi più controversi di quella che sarebbe stata conosciuta come Dottrina Wolfowitz prevedevano che gli Stati Uniti aumentassero sensibilmente la spesa per la Difesa fossero aperti ad azioni militari preventive, e disposti ad usare la forza militare unilateralmente con o senza alleati. Questa nuova importanza data alla forza militare serviva, secondo Wolfowitz, a prevenire l’emergere di futuri o potenziali rivali del potere americano e per assicurare accesso a risorse vitali, come il greggio nel Golfo. Trovandosi senza potere durante la presidenza Clinton , Wolfowitz e colleghi entrarono a far parte di alcuni importanti movimenti di pensiero conservativi. Nel 2000, stilarono un’altra strategia per la sicurezza nazionale, pubblicata da un movimento di destra e chiamata Progetto per il Nuovo Secolo Americano. Alla base, questo riproponeva la Dottrina di Wolfowitz. Sollecitava gli USA ad aumentare il budget militare fino a 1 00 miliardi di dollari, di negare ad altre nazioni l’uso dello spazio e di adottare una politica estera più aggressiva e unilaterale che permettesse al paese di attaccare preventivamente nel mondo. Eliminare paesi come l’Iraq faceva parte di questo grande progetto. Ma persino questi ultraconservatori sapevano che la dottrina Wolfowitz era troppo radicale per ottenere l’appoggio dell’establishment della politica estera, del Partito Repubblicano e degli americani. Nel loro documento scritto nel settembre del 2000 un anno prima dell’11/9, ammettono che il processo per cambiare anche se porta cambiamenti radicali, è sempre molto lungo. “A meno che” queste le loro agghiaccianti parole, “non ci sia un altro evento catastrofico e catalizzante come Pearl Harbour.” Un anno dopo quell’evento arrivò. |
Intervista della rete I.N.N. a James Bamford , autore di “A Pretext for War” e “Body of Secrets”
James Bamford ha passato tre anni nella Marina prima di frequentare la facoltà di legge a Boston. Dopo la laurea, intrigato dalle macchinazioni sullo sfondo dello scandalo Watergate, si è interessato al giornalismo. Ma invece di lavorare per un giornale ha finito per scrivere un libro: “The Puzzle Palace: un rapporto sull’NSA, l’agenzia più segreta d’America”. Scritto nel 1982, è stato il primo libro in assoluto scritto sull’NSA ed è divenuto immediatamente un best seller. Bamford ha fatto giornalismo investigativo per dieci anni a Washington per conto della ABC e World News Tonight di Peter Jennings, vincendo diversi premi giornalistici per la sua copertura di notizie legate alla sicurezza nazionale. Dopo aver seguito lo scandalo Lewinsky, ha lasciato l’ABC e scritto un altro best sseller sull’NSA: “Body of Secrets”, nel 2001, prima dell’attacco del 9-11. Bamford è “distinguished visiting professor” alla Richard and Rhoda Goldman School of Public Policy presso la University of California di Berkeley. Dopo l’11 settembre ha scritto “A Pretext for War”.
Tom Kiely, intervistatore: “I documenti conosciuti come i documenti Northwood o gli accordi Northwood o qualcosa di simile sono stati discussi nel suo libro (A Pretext for War, ndr) . Giacché parliamo di un pretesto per la guerra, questi lo sono stati di sicuro per la guerra negli anni ‘60. Possiamo parlarne per un momento?”
James Bamford: “L’idea era di creare un pretesto per provare che Cuba volesse attaccare gli Stati Uniti e l’idea era di usare personale americano della CIA e di altri gruppi, per creare segretamente terrorismo negli USA.
I documenti dicevano che si sarebbero uccise persone sulle strade americane e si sarebbero fatte saltare bombe. Come accennato, le prove avrebbero dimostrato che c’era dietro Castro.
Un’altra idea consisteva in un piano molto complesso per cui avrebbero riempito un aereo con personale della CIA che somigliasse a studenti universitari, l’avrebbero fatto decollare da Miami con molta pubblicità per poi farlo subito atterrare in una base segreta della Cia. Allo stesso tempo, un aereo identico sarebbe decollato dalla base della Cia ma sarebbe stato vuoto e telecomandato da terra. Sarebbe stato un aereo radio-comandato simile a quello appena decollato. Una volta sopra Cuba, ci sarebbe stata una registrazione di una chiamata radio che avrebbe detto “Aiuto, siamo stati colpiti” dopo pochi minuti una volta che l’aereo fosse stato sul mar dei Caraibi prima di arrivare a Cuba, qualcuno a terra lo avrebbe fatto saltare in aria incolpando Cuba per l’uccisione di un aereo pieno di studenti universitari americani.
Inoltre avevano un’idea legata al fatto che John Glenn sarebbe partito per la sua prima missione spaziale nello stesso periodo. Se la navicella di Glenn fosse esplosa in fase di partenza, avrebbero fabbricato prove per dimostrare che Cuba aveva elaborato il sabotaggio.
Erano tutti piani vergognosi. Sono arrivati in alto fino al Segretario della Difesa McNamara. I piani furono tutti firmati dai membri dei vertici militari, poi arrivarono a McNamara il quale li rifiutò e la cosa finì lì.
Quindi nessun piano è stato messo in atto ma, il fatto che si riesca a far firmare a tutti i membri dei vertici militari, gli ufficiali più anziani del governo USA, un piano così spaventoso, è incredibile per me.”
da www.megachip.info
Postato in: Guerra e Pace, Terrorismo e Terrorismi, INFORMAZIONE, Stati Uniti d'America, Undici Settembre 2001 | Contrassegnato da tag: 11 settembre, alessio, alessio in asia, America, bin laden, giulietto chiesa, impero, megachip, Stati Uniti, terrorismo, torri gemelle, una nuova perl harbour, Undici Settembre 2001, USA