La censura in Italia e la recidività di Luttazzi: vietato nominare il nome di Berlusconi invano?

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Luttazzi ci ricasca, ha di nuovo nominato il nome di Silvio invano. E questa volta l’ha fatta proprio grossa, inserendo nella disgustosa orgia anche personaggi del calibro di Giuliano Ferrara e Marcello Dell’Utri, con tanto di Santanchè a dare quattro frustate. Ed ecco la censura che si abbatte ancora su di lui, con la scusa che (parole del comunicato di sospensione diramato da La7) “le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignità e all’onore personale di un nostro collaboratore“, riferendosi all’onore e alla dignità di Giuliano Ferrara, il giornalista che per sua stessa fiera ammissione prendeva i soldi dalla CIA.

Dunque La7, che si spacciava a ultimo baluardo della libertà d’espressione in Italia, gli ha prima concesso la possibilità di parlare di ogni tema, anche se solamente ad un orario di serie B, il sabato notte, quando la gente o dorme o esce di casa, per poi invece sospenderlo appena il comico dice qualcosa di non gradito.

La vicenda, se ce ne fosse bisogno, e’ un ulteriore dimostrazione di come in Italia ancora esista la censura, ma anche di come esista ancora la guerra, innominabile, e di come si ammazzino ancora civili innocenti in paesi lontani.

E dopo 4 anni di guerra in Iraq, 3900 soldati americani uccisi, 85000 civili iracheni ammazzati* e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra, ma come si fa a sopportare una cosa del genere?

Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema: pensa a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta… Va già meglio no?

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Dunque:

  • Dell’Italia in guerra non ce ne frega nulla. L’articolo 11 della Costituzione Italiana? Ma che roba è?

  • Se un soldato italiano viene ammazzato da un iracheno, l’italiano è un eroe e l’arabo è un terrorista

  • Dei morti Iracheni non abbiamo proprio tempo di pensarci, neanche fossero Kossovari trucidati dai Serbi o donne di razza italiana ammazzate da slavi (i romeni, i rom e gli zingari, di cui non conosco minimamente la differenza, son tutti slavi)

Però… ma hai sentito??? Che schifo!!! Luttazzi ha detto piscia e cacca in tivvù!!! Che schifo!!! Censuratelo!!! Cacciatelo via! Viva Vespa!!! Quello si che è educato!

«Perché Bin Laden può andare in TV ma io no?» (Daniele Luttazzi)

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Sulla libertà di parola:

«La volgarità è il pretesto principe per tappare la bocca alla satira. Chi dice queste cose è ignorante in materia, dovrebbe leggersi Rabelais, Swift, Sterne. La cacca per il satirico è come la pietra filosofale per l’alchimista. L’autore satirico utilizza l’escremento per arrivare alla grazia: un’arte pregevolissima». [Daniele Luttazzi, 5 ottobre 2006]

Performance artists in a free society have the right to do the most extraordinary and bizarre things. That’s called “Freedom of Speech”. (“In una società libera gli artisti hanno il diritto di fare le cose più straordinarie e bizzarre. Si chiama “Libertà di Parola”). Newt Gingrich, Politico repubblicano

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Citazioni su Daniele Luttazzi

  • Luttazzi… è un cretino. (Marcello Dell’Utri)

  • Luttazzi è il più colto e caustico fra i nostri comici. L’unico in grado di conciliare l’epica satirica e la visionarietà. (Aldo Grasso)

  • Luttazzi è pericoloso. E divertente. E necessario. (da il manifesto)

  • Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane. (Giuliano Ferrara)

  • Il caso di Luttazzi, uno che la satira la fa senza sconti, è illuminante: cacciato su due piedi. Colpirne uno per educarne cento. (Dario Fo)

* La cifra reale dei morti iracheni è molto superiore. Si parla di piu di 1 milione.

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4 Responses to “La censura in Italia e la recidività di Luttazzi: vietato nominare il nome di Berlusconi invano?”

  1. La censura in Italia e la recidività di Luttazzi: vietato nominare il nome di Berlusconi invano?

    Luttazzi ci ricasca, ha di nuovo nominato il nome di Silvio invano. E questa volta l’ha fatta proprio grossa, inserendo nella disgustosa orgia anche personaggi del calibro di Giuliano Ferrara e Marcello Dell’Utri, con tanto di Santanchè a dare qua…

  2. Un pò di storia della censura nell’ Italia contemporanea…L’Editto bulgaro: http://it.wikipedia.org/wiki/Editto_bulgaro

    La censura: http://it.wikipedia.org/wiki/Censura

  3. Ecco il comunicato diramato da La7:

    Ci sono parole che stanno perdendo il loro significato profondo. Sono parole che per molti non evocano più nulla di prezioso, di raro. Ma sono proprio queste le parole per cui vale le pena battersi. Una di queste è la parola “Libertà”. Un’altra, altrettanto importante, è la parola “Responsabilità”. Noi, con incrollabile cocciutaggine, crediamo che fare gli editori, maneggiare sapere, informazioni e contenuti, sia un dovere e un impegno morale. E che solo navigando lungo la rotta di queste due parole si riesca a dare vita a un rapporto speciale con i propri collaboratori e col proprio pubblico, un rapporto fatto di rispetto e fiducia. Tutto quello che è accaduto con Daniele Luttazzi, ha origine nel “tradimento” di questo patto.

    Daniele, da ultimo con il suo monologo su Ferrara immerso nella vasca - e su tutto quello che gli combinano Berlusconi & C. - ha spezzato il patto che aveva stretto con la rete, con Antonio Campo Dall’Orto. Perché attaccando l’onore di un collaboratore storico dell’azienda ha violato le regole base della convivenza sulle quali si basa una comunità di pensiero fluida, aperta e dialettica come La7. Per Daniele si tratta di satira. Satira ispirata a Rabelais, Ruzante e Lenny Bruce. Per noi si tratta semplicemente di aver sfondato i limiti. E una società senza regole e limiti è una società fuori controllo. State certi che nessun editore coscienzioso potrebbe teorizzare una rete, un giornale o una radio senza una linea editoriale, ovvero senza limiti e regole. Ferrara su Repubblica diceva: “c’è la libertà di guidare, anche a trecento all’ora in una pista riservata a un pubblico pagante, ma in autostrada esistono i limiti”. Condivisibile. Ma, ci piacerebbe chiudere questa riflessione ritornando alle parole da cui siamo partiti: “La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono”. (George Bernard Shaw)

    Postilla per aspiranti dietrologi
    Daniele Luttazzi, lascia intendere ad alcuni giornalisti che lo stop sia in realtà dovuto ai contenuti della puntata registrata venerdì 7 dicembre, tra le 16 e le 19. Di cosa parla la tanto “temuta” puntata? Dell’Enciclica Spe Salvi, l’ultima di Benedetto XVI. Considerando che Daniele nel corso delle 5 puntate trasmesse ha parlato di preti pedofili, dell’8 per mille e dei soldi del Vaticano, ha rivisitato la Via Crucis, ha rappresentato Gesù in molti modi non tutti ortodossi … non si capisce perché La7 avrebbe dovuto bloccare proprio la puntata sull’Enciclica. Anche perché stiamo parlando della stessa La7 che non ha mai censurato l’imitazione che fece Crozza del Papa. Imitazione che finì per decisione autonoma di Maurizio, quindi “non vediamo la relazione”, come direbbe oggi lo stesso Crozza.

    Inoltre, Luttazzi dichiara, tra le varie cose, che La7 avrebbe voluto distruggere i materiali del programma. Nessuno de La7 ha mai voluto cancellare o manipolare il girato di Decameron. A che scopo avremmo dovuto farlo? Dopo aver trasmesso 5 puntate in cui Daniele ha potuto dire ciò che voleva, a chi giovava la cancellazione del materiale? Nessun editore sano di mente distruggerebbe un patrimonio creativo e intellettuale. Ci spiace quindi sentire dire a Daniele e ad alcune persone a lui vicine, che si stava attuando una simile operazione.

    Anche la Verità, è un’altra di quelle parole a rischio.

    Il resto sono commenti che trovate su tutti i mezzi di informazione.

  4. Petizione per Luttazzi: http://www.petitiononline.com/281988/petition.html

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