Ad Amburgo Nuovo Expolit della Sinistra Radicale
Ad Amburgo Nuovo Successo della Sinistra Radicale
Lunedí 25.02.2008 08:37
In Germania, nelle elezioni regionali della città-Stato di Amburgo, la Cdu del borgomastro uscente Ole von Beust è rimasta il primo partito, ma ha perso la maggioranza assoluta. La Spd ha aumentato in percentuale, anche se meno delle attese, mentre si e’ registrato un calo dei verdi. Invece, come i sondaggi avevano previsto, c’e’ stata un’importante affermazione de Die Linke (La Sinistra, formazione politica nata nel 2007 dalla fusione della corrente di sinistra del SPD capeggiata dal carismatico Oskar Lafontaine con i post-comunisti dell’ex Germania Est), che ha superato la soglia di sbarramento entrando cosi’ in un altro Parlamento dell’Ovest dopo l’Assia e la Bassa Sassonia.
Piu’ dettagliatamente:
- I cristiano-democratici scendono al 42,6 (prima erano al 47);
- la Spd sale al 34,1 (prima aveva il 30,5);
- i Verdi scendono sotto il 10 (9,6, prima erano al 12,3);
- i liberali dell’Fdp raccolgono il 4,7 e restano fuori dall’assemblea regionale (pur salendo rispetto al 2,8 per cento delle elezioni precedenti);
- Ma la grande novita’ e’ che nel Parlamento di Amburgo è entrata con grande slancio la Linke con il 6,4 per cento (prima non erano rappresentati).
Visti i risultati, probabilmente anche ad Amburgo si formera’ una Grosse Koalition, nonostante fosse stata esclusa in campagna elettorale da entrambi i candidati di Cdu e Spd. Ma si parla anche di un governo Cdu-Verdi, che sarebbe una novità assoluta a livello mondiale. La stessa cancelliera tedesca Angela Merkel ha dato il suo benestare all’eventuale formazione di un governo nero-verde, formato cioè dai Cristiano-Democratici insieme ai Grunen. La carica di sindaco è contesa dal cristiano-democratico uscente, Ole von Beust, che governa con buona popolarita’ la città anseatica dal 2001, e dal socialdemocratico Michael Naumann, ex ministro della Cultura del Governo Schroeder ed editore in congedo del settimanale Die Zeit.
La cancelliera Merkel ha attaccato duramente il presidente della Spd, Kurt Beck: con le sue aperture a favore di una collaborazione con la Linke, la sinistra radicale tedesca, in Assia i socialdemocratici romperebbero la parola data agli elettori.
Nonostante gli screzi tra la Merkel e la Spd, la ‘Grosse Koalition’ andra’ avanti, anche se la coabitazione tra il partito Cristiano-democratico e quello socialdemocratico diventerà sempre più difficile. A sostenere questa versione e’ stata la stessa Cancelliera, escludendo l’ipotesi di elezioni anticipate anche nel caso in cui, il 5 aprile in Assia, la Spd facesse eleggere come governatore la sua candidata Andrea Ypsilanti con i voti della ‘Linke’ di Lafontaine (come auspicato dal presidente del partito socialdemocratico Kurt Beck). “La ‘Grosse Koalition’ va avanti ed è assurdo speculare su elezioni anticipate”, ha affermato la Merkel, “non facciamo questi giochetti sulle spalle della gente”. La Merkel ha aggiunto pero’ che la posizione assunta da Beck “mette il partito socialdemocratico in una difficile situazione e non rende più facile l’azione di governo”, poiché, a suo avviso, stringendo alleanze locali, la Spd finirebbe a collaborare sottobanco con l’opposizione di sinistra anche a livello nazionale.
La Merkel ha anche annunciato che sarà scontro frontale tra la Cdu e la Spd in vista delle elezioni per la Cancelleria del 2009, in quanto, dopo il mutamento di rotta compiuto dalla Spd in Assia, “gli elettori non possono più fidarsi che quanto è stato detto prima del voto vale anche dopo: gli elettori ne terranno conto anche alle elezioni del 2009″. Nel frattempo con una decisione inattesa la direzione socialdemocratica ha avallato la posizione assunta da Beck su una possibile elezione di Andrea Ypsilanti con l’appoggio della ‘Linke’, senza tuttavia arrivare ad una collaborazione con il partito di Lafontaine.
Per quanto rigurda la “Cosa Rossa” tedesca, essa vanta ora la presenza a pieno titolo anche nel parlamento della Città-Stato di Amburgo. La Linke era già riuscita poco fa ad entrare, superando gli sbarramenti, nei Landstage dell’Assia e della Bassa Sassonia. Questi risultati fanno capire come il fenomeno politico della sinistra ‘radicale’ non si basava soltanto sulle radici della cosiddetta nostalgia di una parte dei tedeschi dell’Est per la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est). La nuova sfida dai toni ideologici prendeva infatti piede anche nell’ovest sviluppato e dalle forti tradizioni liberal-democratiche, minacciando di erodere voti al grande Partito Social-Democratico che tanta parte ha avuto, con i cristiano-democratici, nell’evoluzione liberale della Germania post-bellica dopo l’incubo nazista.
Amburgo rappresenta dunque un importante risultato per la Linke, oramai in costante ascesa nell’Ovest del paese, nell’ex Repubblica Federale Tedesca. Si ricordi che, secondo un sondaggio del settimanale Stern, ben il 40% dei cittadini tedeschi considera «giuste» le principali richieste avanzate da Lafontaine: il ritiro dell’esercito dall’Afghanistan, l’introduzione del salario minimo, la cancellazione dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni e la riforma del lavoro.
Per la Spd si è aperta invece una pericolosa fase interna. E parallelamente un’altra, esterna, che rischia di mettere in forse lo stesso governo federale di “Grande Coalizione”. In primo piano c’è, da subito, il problema delle alleanze a livello dei Laender dove si è votato. Il Presidente Nazionale della Spd Kurt Beck ha parlato di possibili accordi di governo con Die Linke, sostenuto da alcuni esponenti di prima fila della Spd come il borgomastro di Berlino Klaus Wowereit. La cosa, come detto, ha fatto infuriare la Cancelliera Cristiano-Democratica Merkel, che teme che un’ipotetica alleanza fra i Social-Democratici e La Sinistra possa spostare di nuovo la bussola politica tedesca a sinistra.
Ad esempio, Hermann Scheer (della presidenza nazionale Spd) sostiene che in ciascuna regione si possa liberamente decidere sulle alleanze. Diverso invece, si riconosce, è il discorso sul piano federale, dove ci sono alcune posizioni della Linke assolutamente inconciliabili con quelle della Spd. Ci riferiamo in particolare alla politica estera, argomento di grande delicatezza per la Bundesrepublik impegnata oggi anche militarmente in missioni Nato, Ue e Onu.Insomma, viste da sinistra oggi Roma e Berlino sembrano un po’ piu vicine, accomunate, se non dalle speranze, almeno dai problemi.
Fonti : Libero.it , Wikipedia, La Rinascita .
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Da il manifesto di ieri
Sinistra tedesca, un bell’esempio
Luciana Castellina
«Yes, we can!». Se dalla Germania torniamo in Italia, meglio dire: «Yes, we could!», sì, potremmo. I risultati delle elezioni di domenica scorsa nella città-stato di Amburgo, analoghi a quelli di poco più di un mese fa nel vasto Land industriale dell’Assia, ci dicono che la sinistra può vincere in quanto sinistra e conquistare numeri che possono permetterle di governare. Se poi a quelli registrati nella grande Germania si aggiungono quelli della minuscola Cipro - dove viene eletto presidente (primo fra gli stati membri dell’Ue) un comunista doc capo di un partito che si chiama ancora come quando faceva parte della III Internazionale - si può ben dire che l’Italia sia collocata in un continente diverso. Qui infatti sembra che si possa vincere solo se si assomiglia agli americani che, come è noto, di partiti di sinistra, o almeno un po’ di sinistra, non ne hanno mai avuti.
Bando all’euforia, per carità. Si tratta pur sempre di spostamenti ancora limitati e di partiti - la Spd e Die Linke - che non hanno ancora nemmeno deciso se vogliono governare assieme anche ad ovest. Ma il fatto che la presidenza federale del Partito socialdemocratico abbia concluso la sua riunione, convocata sull’onda del successo di Amburgo, dando ufficialmente via libera ai negoziati con il partito di Lafontaine e Gisy, è già un segno nuovo e controcorrente rispetto a quello indicato da Veltroni. Che anziché analizzare con serietà le cause del fallimento del governo Prodi, ha scelto la strada dell’anatema: mai più con la sinistra radicale.
Si dice che alla vigilia del voto di Amburgo Kurt Beck, il presidente della Spd, rompendo un tabù, avesse fatto pubblicamente allusione alla possibilità di accordi con Die Linke per sondare le reazioni dell’elettorato. Deve aver ritenuto che il test è stato positivo, se a 24 ore di distanza la presidenza si è pronunciata in quel modo, aprendo la strada intanto ad un accordo in Assia, dove Andrea Ypsilanti potrebbe diventare presidente con l’appoggio della sinistra.
La Spd nella grande città del nord ha infatti aumentato di più di quattro punti, nonostante si trovasse a confronto, a differenza di quanto accaduto a Francoforte, con esponenti Cdu molto «illuminati», aperti alla problematica ecologica e sociale. E per di più essendo alle prese con un sindaco democristiano, Ole von Beust, assai popolare. E l’aumento si è verificato in presenza di un considerevole successo della Sinistra, che qui ha più che sforato il tetto, entrando nel parlamento del Land con il 6,4% dei voti. Mentre i Verdi, che pure in questa città all’inizio degli anni ‘80 erano molto forti, hanno perduto quasi il 3% proprio perché avevano reso pubblica l’ipotesi di formare una coalizione con la Cdu.
Si può ben dire, ora, che una nuova possibile geografia politica comincia a disegnarsi in Germania. Anche se i tempi saranno lunghissimi e contorti: per ora, infatti, la Spd sta al governo con la Cdu, ed anche ad Amburgo è facile che la locale socialdemocrazia, diretta da un brillante intellettuale, Neumann, ma assai moderata, possa scegliere questa strada piuttosto che l’alleanza a sinistra. Die Linke è però ormai una delle forze politiche con cui il paese deve fare i conti: negli ultimi mesi è entrata per la prima volta in ben quattro parlamenti regionali occidentali, già governa con la Spd e i Verdi in numerosi stati all’Est, a cominciare da Berlino; e nelle regioni orientali, con il suo 30%, è il primo partito. Soprattutto sembra essere la sola forza politica in grado di riportare alle urne una fetta dell’area astensionista, assai vasta anche in Germania. Poiché anche la Spd recupera voti, vuol dire infatti che più ch e mangiare sull’elettorato socialdemocratico, Die Linke riconduce nel processo democratico settori di malcontento particolarmente pericolosi.
Ad Amburgo Nuovo Expolit della Sinistra Radicale
la “Cosa Rossa” tedesca, essa vanta ora la presenza a pieno titolo anche nel parlamento della Città-Stato di Amburgo. La Linke era già riuscita poco fa ad entrare, superando gli sbarramenti, nei Landstage dell’Assia e della Bassa Sassonia (…