I Video del V2 Day e i commenti dei giornali italiani

Leggevo i due articoletti dei due maggiori quotidiani italiani sul V2 Day.

Il Corriere da grande rilievo alle parole di Grillo su Napolitano. Ne ricava addirittura il titolo dell’articolo: Grillo ATTACCA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (“attacca il Presidente della Repubblica” scritto grande).

Nell’articolo, i presenti alla manifestazione per la raccolta delle firme per i referendum sulla liberta’ d’informazione sono definiti “grillini”. Ecco pronta una nuova generalizzazione, come quella (oramai desueta?) di No-global.

Poi quando Grillo stima i presenti in piazza a Torino, la stima e’ definita un “azzardo” («Da una stima dicono che in questa piazza siamo in 120-140 mila». Così azzarda Beppe Grillo). “Ma la piazza”, subito il Corriere sembra godere nel contraddire Grillo, come se fosse semplice (o cosi’ importante) stimare se in una piazza sono presenti 50 o 140mila persone, “secondo le forze dell’ordine, al massimo può contenere tra 45-50 mila persone ed essendo affollata, gli osservatori dell’ordine pubblico stimano tra 40-50 mila presenze”. La cifra e’ ripetuta due volte in modo da smentire definitivamente le parole di Grillo.

Poi si passa all’”ATTACCO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA” (scritto cosi’, grande e in neretto). Come e’ risaputo, in Italia ci e’ proibito contestare in qualunque modo l’essere umano che svolge il ruolo di Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica gode evidentemente dello stesso status del Papa, colui che per volonta’ divina non sbaglia mai.

Continua il Corriere:

E dopo aver salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le «televisioni libere» e cioè Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana attacca: «Il presidente Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. I partiti non ci sono più». Questo a proposito del mancato referendum sulla legge elettorale. «Il presidente della Repubblica, «Morfeo» Napolitano, dorme, dorme, poi esce e monita. Il referendum sulla legge elettorale andava fatto prima delle elezioni non dopo perchè farlo dopo è come mettersi un preservativo dopo che si è trombato».

Ecco il tremendo attacco.

 

Anche la Repubblica ha dedicato una paginetta al V2 Day, in cui cerca di trovare una inesistente contrapposizione tra la manifestazione del V2 Day e quella della tradizionale Festa della Liberazione. Contrapposizione tra l’altro smentita da ambo le parti.

Ho notato come la Repubblica, come un po’ tutti i media italiani, sottolinei che la manifestazione del V2 Day e’ organizzata dal “comico” genovese. E’ strano come Grillo venga sempre definito solo come un comico, mentre leggendo la stampa estera, come ad esempio l’agenzia Reuters, noto che Grillo e’ un “comedian/activist/blogger”, cioe’ e’ si un comico, ma anche un blogger e un attivista politico. Mi sembra una definizione migliore. L Reuters ricorda anche come Grillo sia stato “giustamente descritto dal New Yorker come una distinta combinazione italiana di Michael Moore e Stephen Colbert”.

Al V2 Day hanno partecipato centinaia di migliaia di persone. Le firme raccolte potrebbero essere addirittura 450mila (update: le firme raccolte sono piu’ di un milione. Non era mai successo nella storia italiana).

Guardate i video con una parte dell’intervento di Grillo e l’eccezionale discorso di Marco Travaglio.

Intervento di Marco Travaglio al v2day -Torino - Prima parte

Intervento di Marco Travaglio - Torino - Seconda Parte

V day 2 Marco Travaglio - 3.a parte

One Response to “I Video del V2 Day e i commenti dei giornali italiani”

  1. se tutto viene sviato è perchè questo movimento di persone non è in grado di anticipare i metodi con cui l’informazione censurerà le loro idee, perchè in realtà non conoscono il vero funzionamento della politica e dell’economia, da cui scaturisce l’informazione,
    se queste persone invece di farsi definire grillini, perchè è cosi che si fanno chiamare, e in qualsiasi loro logo appare il volto di beppe grillo, il loro pensiero è irrazionale e segue solamente ciò che esce dalla bocca di beppe grillo
    se si vuole fare la rivoluzione, o la rivoluzione dell’informazione, bisogna avere un piano, tenendo sempre presente la mentalità del nemico, e il fatto che il nemico potrebbe essersi benissimo insinuato nel movimento che seguiamo, e che forse si tratta di un movimento scaturito dal nostro nemico.

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