Prove Tecniche di Regime: Censurare il Giornalista Libero Marco Travaglio
Ecco i passaggi principali del discorso del giornalista Travaglio ospite in Tv al programma di Fabio Fazio:
politici comandano sulla televisione… intanto stanno cercando di far fuori Anno Zero mettendo insieme Commissione di vigilanza, Cda e Autority, tre organismi che tappano la libertà d’informazione.
[...]…è chiaro che se il clima politico induce a un rapporto di distensione tra l’opposizione e la maggioranza, e Schifani ha avuto amicizie con dei mafiosi, non si scrive che Schifani ha avuto amicizie con dei mafiosi, perché non lo vuole né la destra né la sinistra… e io cosa c’entro con la destra e la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che voglioni, ma io devo fare il giornalista, devo raccontarlo…l’ha raccontato Lirio Abbate nel libro che ha scritto con Gomez… e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla Mafia. Allora: o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone e un mentitore, oppure si deve avere il coraggio di prendere nota di ciò che scrive sulla seconda carica dello Stato, e di chiedere alla seconda carica dello Stato di spiegare i rapporti con quei “signori” che sono stati poi condannati per mafia… Ma oggi nemmeno alla sinistra interessa prendere atto di queste cose… è un dramma.
[...]Una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni, Fanfani, uno passa tutta la trafila e poi vede Schifani e dice: “C’è un elemento di originalità. Seconda carica dello stato Schifani: mi domando chi sarà quello dopo, la muffa probabilmente, il lombrico. Dalla muffa si ricava la penicillina tra l’altro, era un esempio sbagliato.
Ma l’ovvieta’ di dire che un amico di Mafiosi e’ amico di Mafiosi non e’ poi cosi’ ovvia in Italia, unico paese occidentale ad essere, per quanto riguarda l’informazione, parzialmente (!) libero. E allora le reazioni dell’elite polico-economica-infromativa italiana sono a dir poco cattive e sconposte. Fabio Fazio si caga letteralmente sotto. Non solo si dissocia dale parole di Travaglio in diretta, ripetendo antipaticamente piu’ volte : «Tanto non saremo mai d’accordo e neanche ci voglio provare», «Ma lascia stare», «Mi tocca dissociarmi sempre con te, non sono d’accordo su niente», “come sei noioso” e cosi via. Ma si scusera’ anche successivamente con Schifani.
Dopo la trasmissione, immediatamente Travaglio e’ preso di mira dai dirigenti Rai (che non a caso sono vergognosamente nominati dall’elite al potere).
Ruffini (direttore di Rai Tre):
Mi dissocio dalle affermazioni di Travaglio. In un malinteso concetto di liberta’ Travaglio ha, nel corso di un ragionamento che aveva prima a che fare con la qualita’ della politica e poi con il lavoro dei giornalisti, gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato. L’esercizio della liberta’ di opinione non puo’ mai sconfinare nell’offesa personale.
Per Ruffini Travaglio avrebbe offeso gratuitamente il Presidente del Senato Schifani.
Claudio Cappon ( direttore generale della Rai ):
il comportamento di Travaglio è inescusabile.
Come a dire: Caro Travaglio, stavolta abbiamo la scusa buona per cacciarti via, non basterebbe nemmeno scusarti.
Risponde Travaglio:
Ruffini si dissocia? Per me e’ una medaglia
Insomma, ma cosa ha detto di sbagliato Travaglio da Fazio?. Ha citato (ripeto: semplicemente citato) la notoria collusione mafiosa del neo presidente del Senato, il palermitano Renato Schifani.
Ancora Travaglio:
Ho riportato cose assolutamente documentate, scritte nel mio libro, in quelli di Peter Gomez e Lirio Abbate ma di cui non ha parlato nessun telegiornale. Infatti nessuno finora le ha smentite.
Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia, e cioè che Schifani ha avuto rapporti con persone poi condannate per mafia - spiega Travaglio -. O hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone e un mentitore, oppure si deve avere il coraggio di prendere nota di ciò che scrive sulla seconda carica dello Stato, e di chiedere alla seconda carica dello Stato di spiegare i rapporti con quei “signori” che sono stati poi condannati per mafia… Ma oggi nemmeno alla sinistra interessa prendere atto di queste cose… è un dramma.
Se alla mia denuncia si fosse associato un signore che e’ abituato a censurare la gente e chiudere programmi come Raiot mi sarei preoccupato” conclude Travaglio riferendosi al direttore di Raitre Ruffini.
Conclude Travaglio in un’intervista radiofonica ( che vi consiglio di ascoltare per intero qui):
Sono stato fin troppo buono, perche’ ho detto che Schifani era amico di mafiosi. Invece Schifani non era amico di mafiosi. Schifani era socio in affari del signore che e’ stato condannato come capo della mafia di Villabbate e di un altro signore che e’ stato condannato perche’ era il re degli appalti mafiosi di Riina e Provenzano. Sono cose documentate e scritte nel mio libro…[…]
Questi fascistelli… ancora non mi hanno detto cosa c’e’ di falso in quello che ho detto ieri sera. E’ l’unica cosa che non possono dire perche quello che ho detto e’ vero.
L’ex fascista Maurizio Gasparri minaccia immediatamente azioni giudiziarie e “conseguenze di tipo politico“. Cioe’, immagino, si riferisce ai soliti strumenti della destra per mettere a tacere le voci libere: la Censura. Fuori Travaglio dalla TV italiana e giu’ a forti dosi di culi, tette, telenovele e grandi fratelli.
Prosegue Gasparri:
«Ancora una volta il cosiddetto servizio pubblico della Rai viene messo a disposizione, senza contraddittorio, dalla condotta diffamatoria di Marco Travaglio. Un problema che investe anche i vertici della Rai e in particolare il direttore generale il cui mandato per fortuna cessa tra venti giorni per la scadenza di legge. Di Fabio Fazio, megafono della calunnia, non vale nemmeno la pena parlare».
Sembra chiaro che lo schema difensivo dell’elite al potere in Italia e’ sempre lo stesso: attaccare personalmente la voce libera senza assolutamente entrare nell’argomento sollevato dal giornalista. In questo caso, la collusione mafiosa di Schifani.
Il ministro Matteoli parla di “vergognosa imboscata“.
Anche l’opposizione si unisce come un sol uomo all’attacco al giornalista Travaglio, una delle ultime voci libere in Italia. D’altronde il gruppuscolo dirigente del PD e’ legato mani e piedi con il Signore delle Banane e il suo entourage di mafiosi e veline - si ricordi l’outing di Violante alla Camera, quando ammise che a Berlusconi era stato promesso sottobanco che mai e poi mai gli sarebbero state toccate le TV -, ed e’ per questo che l’attacco a Travaglio, fatto partire in primis dalla bocca dell’influente singora Finocchiaro (PD, siciliana), non stupisce affatto: “Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio“.
La Finocchiaro trova inaccettabile che un giornalista faccia sapere alla gente che un loro rappresentante e’ colluso con la mafia. In un paese normale sarebbe inaccettabile la Finocchiaro.
Mario Adinolfi, il blogger membro del coordinamento nazionale del Pd, critica invece la presa di posizione di Anna Finocchiaro e della maggioranza del PD:
“Alla senatrice Finocchiaro dico che non è proprio necessario correre in soccorso della maggioranza in ogni occasione. Noi difendiamo il diritto anche di Travaglio, per il quale non provo un’istintiva simpatia, a far ascoltare le proprie riflessioni attorno ad un figura delle istituzioni“.
In pratica, intelligentemente Adinolfi dice: Travaglio ci puo’ piacere o non piacere, ma va difeso il suo diritto di esprimere un’opinione! Che tra l’altro e’ uno dei diritti piu’ cari a tutte le Costituzioni democratiche dle mondo, da quella americana a quella della Repubblica Italiana.
Interviene anche Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, difendendo Travaglio e condannando l’attacco nei suoi confronti:
Il presidente del Senato può chiedere e ottenere il diritto di replica, ma attenzione: niente processi a Travaglio. Trovo francamente singolare che a partire dalla trasmissione alcuni esponenti della destra si siano scagliati addirittura contro Fazio Fazio, Paolo Ruffini e il direttore generale Claudio Cappon. Un attacco che non ci convince affatto e che era stato peraltro annunciato già in precedenza. Ci si scaglia contro le solite trasmissioni e le solite reti (in particolare Raitre) crocifiggendo i soliti giornalisti mentre si legittimano i peggiori prodotti della tv spazzatura.
Anche Di Pietro (che oramai in Parlamento sembra l’ultimo dei Moicani) difende apertamente Travaglio («Ha solo raccontato i fatti») e pubblica sul suo blog la “carta d’identità” di Schifani, tratta da “Se li conosci li eviti”, libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio. Eccola:
Schifani Renato Giuseppe (FI)
Anagrafe: Nato a Palermo l’11 maggio 1950.
Curriculum: Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).
Segni particolari: Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le “cinque alte cariche dello Stato” (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004.L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani “il principe del Foro del recupero crediti”, anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche.
Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta:
il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonio Mandalà con La Loggia. L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino che per un paio d'anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate.
Schifani, che effettivamente è stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.
Oggi Di Pietro ha postato ( antoniodipietro.it ) anche un articolo in cui esprime
solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti.
Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato.
Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.
Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore.
Poveri italiani, scivolare in un regime comodamente seduti in poltrona col telecomando in mano…
No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio.
Le vittime della censura non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano.
Marco Travaglio a Che Tempo che Fa - parte 1
Marco Travaglio a Che Tempo che Fa - parte 2
Travaglio a Che Tempo Che Fa - parte 3
~Update 2~ :
Il giornalismo e il caso Schifani, di Marco Travaglio
I fatti di Villabate, di Peter Gomez
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marco travaglio, un mito!!!!
bel post, complimenti!
Fazio davvero incredibile, nella puntata di domenica sviolinata di scuse e pentimenti. Hai ragione, si è cagato sotto!
vergogna fazio
dire di essere amico di mafiosi è un’accusa che significa “sei mafioso anche tu”.
per dare del mafioso a qualcuno c’è bisogno di prove e travaglio di prove ne ha pochine (il libro di gomez), se ci aggiungi a questo il fatto che lo stesso travaglio ha detto che la muffa è più utile del presidente del senato (che può anche non piacere ma è comunque la seconda carica dello stato) questi sono insulti.
poi travaglio non è stato censurato, poichè è andato regolarmente in onda.
la libertà di opinione è sacrosanta, ma per fare delle accuse gravi e lesive della personalità di qualcuno bisognerebbe avere delle prove circostanziate.
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
Travaglio ha citato semplicemente dei fatti.
Travaglio: http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/difesa-travaglio/difesa-travaglio.html?ref=search
tutti zerbini alla rai…
e la casta si ricompatta come per magia
Accuse lesive?
Rinfreschiamo la memoria, guardatevi anche l’intervento di travaglio su annozero dell’8 maggio e facciamo il punto della situazione
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=y53BpZtervw]
Tutti sono bravi a ciarlare.
Come dettagliare in modo preciso sulla questione,grande Alessio.
Ne uscirà a testa alta da questo casino,dei tutti contro di lui,la partitocrazia si tiene per mano e fa cerchio,la loro forza è l’ignoranza colpevole del popolo sovrano.
La risposta al tuo commento sempre in tema.
Travaglio se ne impippa del fuoco di fila partitocratico,altrimenti farebbe altro nella vita,la querela si è materializzata come previsione,al di là del libero giudizio della magistratura,sarebbe un trionfo per lui poterla superare indenne.
Sicuramente non lavorerà più come Beppe Grillo nelle varie realtà televisive di nessun valore,ma seguite nel ricoglionimento generale.
Il suo blog,i suoi libri e su You Tube sarà il suo futuro.
Ciao Alessio,Ivo
Lui aspetta la censura, fa di tutto per essere censurato, da lì dipende molto della Sua fortuna. Chi conosceva il suo ultimo libro?
Dopo questo polverone il mitico Travaglio, con pubblicità gratuita sulla televisione di stato, venderà un sacco di copie.
Che volete che sia, l’importante è parlarne fa parte del marketing.
http://www.giuseppegiustolisi.com
Grazie dei complimenti per il post.
@Vitaliano: le prove della collusione mafiosa di Schifani sono le dichiarazione dei mafiosi ex soci di Schifani stesso. Da cittadino italiano onesto preferirei un Presidente del Senato onesto. E anche un Presidente del Consiglio onesto, visto che ci siamo. Nulla da dire, per quanto riguarda l’onesta’, al P. della Camera Fini, cosi’ come a Napolitano.
“travaglio non è stato censurato, poichè è andato regolarmente in onda.”
infatti non ho scritto che e’ stato censuraTO. O meglio, lo e’ stato nel 2001, remember l’editto bulgaro? Ho scritto, ed e’ lampante dalle dichiarazioni delle destre, che l’intenzione e’ di cesnuraRE Travaglio. E il verbo censurare non si accoppia felicemente con la parola democrazia. Ah, scusate, dimenticavo che siamo in Italia, paese PARZIALMENTE libero.
Inoltre, se il principio da adottare e’ che chi insulta (se la battuta del “dopo Schifani c’e’ solo la muffa” e’ un insulto) deve essere censurato dalla TV, Berlusconi (si legga la sua scheda su wikiquote) e Fede, tante ne hanno dette, dovrebbero essere messi su una macchina del tempo e spediti al XIV secolo, prima della nascisa di Gutenberg.
Mi sembra chiaro che il problema non e’ la muffa o la penicellina, il problema e’ un gionalista non prezzolato che informa la gente su cose che l’elite al potere preferirebbe non fossero informati.
alessio,
su schifani non c’è niente (infatti lo stesso travaglio scrive sul suo libro che schifani ha querelato per la diffamazione il pentito campanella), nessun procedimento giudiziario…
anch’io sono un cittadino onesto e da cittadino onesto mi dispiace che si vada a buttare discredito su di una persona (tralatro insultandola gratuitamente, vedi storia del lombrico-muffa) che fino a prova contraria ( e penso che nel nostro paese valga di più la magistratura di alcune dichiarazioni di ex-mafiosi, le quali non hanno portato a nessun processo) è onesta.
per quanto riguarda travaglio, spero che non venga censurato (anche se mi risulta che non abbia mai avuto problemi a vendere i propri libri o a scrivere sui giornali) anche per non farne un martire.
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
grazie della segnalazione del post su current tv. di seguito di inoltro il commento a quel post (ho scelto questo post perchè il più attinente):
mi stupisce, come del resto mi ha stupito grillo, che al meno peggio si preferisca sempre il peggio tout court. è evidente che dalle tue affermazioni non hai assistito alla presentazione di current tv ove sono stati posti i tuoi stessi dubbi da blogger, come te e me (a tal proposito ho caricato 2 video su youtube e provvederò al più presto a caricare anche le domande). in ogni caso il tuo protezionismo mi fa pensare che a te l’informazione vada bene così com’è: gore a casa = teniamoci il nostro monopolio mediatico, lasciamo cacciare travaglio e chiudere anno zero in maniera bipartisan (finocchiaro come la destra). Prima di fare le pulci agli altri facciamocele in casa nostra. dopodiché potremo ergerci a critici dell’informazione estera.
questo è quello che penso.
tommi.
Vitalino, ecco Schifani agli atti del processo sul caso sollevato da Marco Travaglio. La deposizione è del 18 ottobre 2004: «Mandalà l’ho conosciuto, credo, in Forza Italia…». Dunque lo stesso Schifani ha ammesso di aver conosciuto il capocosca di Villabate (mentendo sulla data, pero’, perche’ in realta’ lo conobbe nel 1979, anno in cui ci fondo’ insieme una societa’).
Hanno anche aggiornato su wikipedia la biografia di Schifani, ecco la parte relativa alla sua collusione mafiosa:
Schifani è stato nel 1979 tra i fondatori (con il 3%) della società Siculabrokers, di cui ricoprì anche il ruolo di amministratore[6]. Nel dicembre del 1980 (un anno e mezzo dopo) liquidò la sua quota tirandosi fuori dalla società. Tra i soci di questa società, c’erano l’ex ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, Benny D’Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà[7][8][9] [10]. Benny D’Agostino all’epoca dei fatti era un imprenditore incensurato (faceva parte di una famiglia ben conosciuta che costruiva porti e banchine in tutta la Sicilia) nel 1997 fu successivamente arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, accusa confermata da condanna, Mandalà che nel 1980 era un rivenditore incensurato di carburanti della Fina è stato arrestano nel 1998 per mafia e ivi condannato[11][12][13] ed è stato definito dai giudici il capocosca di Villabate[14], Lombardo è stato presidente e consigliere delegato della società di recupero crediti Satris[15] di cui erano soci i discussi esattori ed uomini d’onore della “famiglia” di Salemi Nino e Ignazio Salvo, arrestati da Giovanni Falcone nel 1984[16].
Nel 1992 Schifani è socio fondatore di Gms (una società di recupero crediti) insieme all’avvocato Antonino Garofalo il quale verrà arrestato nel 1997 e rinviato a giudizio per usura ed estorsione[6]. Schifani tuttavia non è coinvolto nella vicenda.
Il 10 maggio 2008 Travaglio, invitato al programma televisivo della Rai “Che tempo che fa” condotto da Fabio Fazio, ha menzionato i succitati rapporti del presidente del Senato Renato Schifani con uomini legati alla mafia[17] provocando dure critiche da parte di esponenti del PdL e del capogruppo del PD al Senato Anna Finocchiaro per quello che hanno considerato un uso distorto del servizio pubblico. Mentre altri esponenti politici come Antonio Di Pietro difendono la libertà di cronaca del giornalista[18], arrivano le scuse del direttore generale della Rai Claudio Cappon e dello stesso Fazio.[19][20]
Il presidente del Senato ha annunciato querela “per le affermazioni calunniose dei giorni scorsi sulla sua persona”.[21]
Per quanto riguarda Travaglio e la vendita dei libri, rispondo indirettamente nell’ultimo post. Dei libri al regime interessa poco, ce la vedi una vecchia siciliana coi baffi che si legge l’ultimo libro di Travaglio? E’ la TV che lava il cervello della grande maggioranza degli italiani, il libro di Travaglio i voti non li sposta e non l’ha mai spostati.
L’editoriale di Articolo 21 (”Orwell 1984 e il Caso Travaglio-Schifani”): http://www.articolo21.info/editoriale.php?id=3659
@Tommi: ho capito, e non hai assolutamente tutti i torti.
Tra parentesi, il Nuovo Editto Bulgaro era stato gia’ preannunciato, le muffe e le penicelline non sono che il pretesto:
http://it.youtube.com/watch?v=vUOeA5Q_KQo
Continuo il discorso in quest altro post: http://ale1980italy.wordpress.com/2008/05/13/ancora-due-parole-sul-caso-travaglio/
per prima cosa alessio mi chiamo vitaliano e non vitalino (permettimi questa precisazione simpatica).
secondo tu dici che vuoi un presidente onesto e io mi chiedo (e ti chiedo) il fatto che schifani non sia nè stato indagato per mafia (anche per il semplice concorso esterno in associazione mafiosa) nè ci siano pendenze giudiziarie contro di lui, contro di lui ci sono solo illazioni di ex-mafiosi e una società stipulata con il futuro boss accusato di mafia vent’anni dopofa di lui una persona disonesta?
se questo rende per te una persona disonesta fallo pure ma ricorda che l’italia è un paese garantista e per la repubblica italiana schifani è un uomo onesto.
ti faccio un esempio concreto: alle medie e alle elementari ho avuto un amico (che è stato anche compagno di banco) con il quale ho passato molte giornate insieme divertendoci. poi con gli anni ci siamo persi di vista, incontrandoci ogni tanto e scambiandoci due chiacchiere. poi quando sono stato via dal mio paese per l’università ho saputo che pian piano era entrato nella criminalità organizzata e poi è stato arrestato (anche con accuse gravi).
con me si è sempre comportato bene e non ho mai avuto problemi nè sapevo leggere nel futuro delle sue nuove frequentazioni, allora ti chiedo questo fa di me un amico di mafiosi?
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
Vitaliano, scusa per la gaffe sul tuo nome
Per il fatto dell’ “onesta’” di Schifani, continuo a pensare che non ci stiamo capendo. Tu dici che l’Italia e’ un apese garantista e che Schifani non ha pendenze giudiziarie contro di lui. E hai perfettamente ragione. In cio’ si distingue da Berlusconi e dai suoi piu’ stretti collaboratori (il mafioso Dell’Utri e il pregiudicato ma a piede libero Previti, ex ministro delle difesa nel Governo-azienda Berlusconi I).
Ma il fatto che una persona non sia sotto processo non lo rende per questo degno di ricoprire un ruolo istituzionale, e nemmeno a mio avviso di siedere in Parlamento.
Tu fai l’esempio di un bambino con cui andavi alle elementari con il quale hai passato dei giorni felici e spensierati in giovanissima eta’, ma qui parliamo di Schifani che ha fondato una societa’ (in eta’ ben matura) insieme a dei mafiosi (in eta’ ben matura). Cio’ e’ un fatto.
Poi ci sono le dichiarazioni di un pentito, che non si vede perche’ debbano dire cose vere su determinati fatti e poi mentire quando si tratta di Schifani.
Cio’ non significa che Schifani debba andare in galera, ma in Italia non abbiamo una persona piu’ pulita, senza macchie e piu’ preparata di Schifani per il ruolo di Presidente del Senato, che nella sua carriera politica non si e’ contraddistinto per molto piu’ che essere uno yes-man di Berlusconi? Penso proprio che in Italia, che e’ l’Italia, ci siano una manciata di persone migliori.
Per il caso Travaglio, se non sbaglio e’ la cosa ora anda’ in tribunale, per cui si vedra’ se le sue dichiarazioni sono giuste o sbagliate, che poi e’ il nocciolo della questione che mi sembra i politici stiano dimenticando.
Scusa, avevo dimenticato di rispondere a questa tua affermazione:”…il futuro boss accusato di mafia vent’anni dopo…”.
Scusa ma non concordo assolutamente con cio che scrivi. E’ vero che la sentenza (al termine di un processo durato vari anni) e’ arrivata 20 anni dopo (o 25), ma questo non significa assolutamente che i mafiosi in questione non fossero mafiosi 20 o 25 anni prima. Al contrario, quegli uomini erano gia mafiosi all’epoca dei fatti, cioe’ quando Schifani li frequentava e ci fondava societa’ insieme.
Inoltre il comune di Villabate è stato commissariato per infiltrazioni mafiose appena due anni dopo la nomina a consulente di schifani, il che lascia presumibilmente intendere che gli illeciti di mafia si sono consumati proprio durante la consulenza Schifani. Guardacaso infatti le dichiarazioni dei mafiosi coinvolti sembrano confermare che i dettagli del piano regolatore fossero stati definiti, tra gli altri, proprio con Schifani.
guarda alessio non conosco le carte giudiziarie quindi non so dirti se le accuse e la sentenza al boss di villabate si riferissero a quel tempo(quello di schifani per interderci).
ma da come metti tu la questione (due anni dopo la consulenza il comune è stato commissariato) sembra che schifani sia stato accusato o condannato, ma su di lui non c’è niente.
prendo atto che per te anche la sola conoscenza di queste persone, senza che ci sia stato reato, ma solo per il fatto di aver condiviso qualcosa con loro fa di schifani un personaggio poco propenso ad una importante carica com’è quella del presidente del senato.
per me delle accuse generiche e che non hanno portato a niente non possono macchiare indelebilemente una persona.
ti ripeto io reputo schifani poco propenso a fare il presidente del senato più per ragioni politiche che per altro.
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
“prendo atto che per te anche la sola conoscenza di queste persone, senza che ci sia stato reato, ma solo per il fatto di aver condiviso qualcosa con loro fa di schifani un personaggio poco propenso ad una importante carica com’è quella del presidente del senato.”
Esattamente. Preferirei di gran lunga una persona senza macchie, senza sospetti. Una persona che i mafiosi non li ha mai visti nemmeno in fotografia, altro che societa’ insieme. Non mi serve aspettare il giudizio di un tribunale per giudicare una persona non adatta a ricoprire un ruolo pubblico cosi’ importante.
Anche perche’ il paese in questione e’ l’Italia, dove i rapporti tra mafia e politica sono quello che sono, Dove la persona che piu’ volte e’ stata presidente del consiglio, tale Andreotti (7 volte), e’ stato giudicato colluso con la mafia, dove il presidente del consiglio berlusconi e i suoi 2 piu’ stretti collaboratori (da decenni) sono quello che sono.
PS. Per i 2 piu’ stretti collaboratori intendo il mafioso Dell’Utri e il corruttore Previti.
mi sembra chiaro che abbiamo visioni diverse.
per schifani non devi aspettare giudizi dal tribunale dato che è chiaro che non ha problemi di questo tipo.
a me non piace la cultura del sospetto e uno lo giudico mafioso o amico dei mafiosi (che in gergo giuridico si legge come concorso esterno in associazione mafiosa) solo se ci sono fatti e prove che lo dimostrano non illazioni.
la cultura del sospetto e del discredito mi fa pensare ai totalitarismi o peggio al terrore di robespierre o all’inquisizione, non ad uno stato di diritto come in italia.
su dell’utri e previti parlano i fatti quindi non aggiungo altro, ma su andreotti bisogna chiarire una cosa (e ti assicuro che non è un personaggio che stimo assolutamente) la sua è stata un’assoluzione piena per non aver commesso il fatto (è bene ricordarlo) poi per il periodo precedente (ora non ricordo se fino al 1980 o 1982) c’è stata la prescrizione (che ricordo che per il nostro ordinamento equivale all’assoluzione, è sempre bene ricordarlo, non ad una ammissione di colpevolezza) per motivi temporali. il giudice poi nelle motivazioni, senza prove ma alla base di supposizioni, ha aggiunto che fino a quell’anno i comportamenti di andreotti non erano stati chiari e limpidi.
ma questo non vuol dire che andreotti è stato mafioso fino a quegli anni, ha detto che non era sua competenza stabilirlo per via dei tempi di prescrizione, che quindi quel periodo non è stato esaminato in maniera precisa (sarebbe stato inutile vista la prescrizione) e poi le sue motivazioni sono state, per così dire, una forzature per il contentino ai pm.
andreotti non è stato un mafioso, è stato assolto, poi se vogliamo parlare della sua pessima politica e del malcostume dc facciamolo pure, ma dobbiamo differenziare le colpe politiche dalle colpe giudiziarie (che la cassazione ha stabilito non esistere).
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
Vitaliano, c’e’ una differenza enorme tra l’italia che vorrei (un paese simile a tutti gli altri paesi occidentali, dove berlusconi, cuffaro, dell’utri, schifani eccetera eccetera difficilmente sederebbero persino in parlamento, altro che ruoli di primo piano) e i regimi totalitari, il terrore giacobino o l’inquisizione. Io non vorrei ne ammazzare ne nemmeno incarcerare il personaggio in questione, ad esempio schifani.
un uomo che si siede a prendere un caffe con un mafioso. E tantomeno uno che ci fa una societa’ insieme.
Non sono cosi interessato al fatto che questa persona sia condannata o meno, ma non vorrei in parlamento (e tantomeno al governo…
Si, per votare una persona invece che un’altra mi basta il semplice sospetto.