
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
La Festa della Repubblica italiana è la principale festa nazionale civile italiana, paragonabile in qualche modo al 4 luglio statunitense o al 14 luglio francese. Dopo decenni di oblio, alla Festa della Repubblica fu ridata nobilta’ nel 2000 dall’allora Presidente della Repubblica Ciampi.
In questa data si ricorda il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, con il quale gli italiani preferirono la Repubblica alla Monarchia dei Savoia (dopo 85 anni di regno), rei di aver appoggiato il regime fascista e di aver portato, con esso, il paese in Guerra.
La Festa della Repubblica dovrebbe percio’ essere, in primis, la Festa degli Italiani, di nuovo liberi e in Pace, e della loro Repubblica, Pacifica e Democratica.
La Costituzione della Repubblica Iitaliana, corpo di leggi fondamentali prodotte dalla sovranità del popolo, e’ il nucleo di norme e di valori attorno al quale costruire la societa’ italiana. In ogni sana societa’ democratica, i cittadini hanno per la propria Costituzione un rispetto quasi sacrale.
La Costituzione Italiana, all’Articolo 1, afferma che la Repubblica Italiana e’ Democratica e Fondata sul Lavoro. E che la Sovranita’ appartiene al Popolo.
La Costituzione Italiana inoltre « ripudia la guerra » come il peggiore degli incubi umani.
E’ chiaro percio’ che la sfilata delle bandiere di guerra delle quattro forze armate italiane, i loro carrarmati, i loro caccia bombardieri, i loro fucili e tutte le loro armi mortali non dovrebbe trovare spazio in questa giornata. Potrebbero sfilare, se proprio devono, un’altra giornata.
Se proprio vogliamo vedere qualche sfilata, per onorare la Costituzione (a partire dall’Articolo 1) il 2 Giugno sarebbe preferibile una sfilata di popolo, una sfilata di lavoratori.
La Repubblica Italiana sono i cittadini, i lavoratori. Non i militari e le loro machine di morte.
Gli italiani del passato hanno combattuto per la Pace. Hanno combattuto per non combattere piu’. Hanno ammazzato chi ammazzava. Per non dover piu’ ammazzare.
Io non voglio essere rappresentato da un uomo in divisa con un fucile in mano. Preferirei essere rappresentato da uno scienziato, un poeta, un Premio Nobel, o un Gino Strada.
Viva la Repubblica Italiana, Democratica e Pacifica.

L’emblema della Repubblica Italiana.
Blasonatura: una stella a cinque raggi di bianco, bordata di rosso, accollata agli assi di una ruota di acciaio dentata, tra due rami di olivo e di quercia, legati da un nastro di rosso, con la scritta di bianco in carattere capitale «REPVBBLICA ITALIANA»
Cosa significa? La stella bianca a cinque punte è stata la tradizionale rappresentazione simbolica dell’Italia sin dall’epoca risorgimentale; nell’emblema repubblicano essa è sovrapposta a una ruota dentata d’acciaio, simbolo del lavoro su cui si basa la Repubblica (Articolo 1 della Costituzione) e del progresso. L’insieme è racchiuso da un ramo di quercia, che simboleggia la forza e la dignità del popolo italiano, e da uno di olivo, che rappresenta la volontà di pace della nazione.
Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta. (Piero Calamandrei)
La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico. La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare. (Piero Calamandrei)
La Costituzione è molto più avanzata dell’Italia e di noi italiani: è uno smoking indossato da un maiale. (Marco Travaglio)
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riascolto IL SECONDO SECONDO ME di Caparezza e mi rendo conto che nulla è cambiato dal 2003…
peccato non conosca la canzone
Buffonate capitali: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/06/03/buffonate-capitali