America, e’ il tuo momento!

Oramai e’ certo: il senatore dell’Illinois Barack Obama sara’ il primo candidato presidenziale « afroamericano » nella storia degli Stati Uniti d’America. Sfidera’ il repubblicano John McCain.

Assicurandosi il numero sufficiente di delegati per ottenere la nomination, martedi’ scorso, Obama ha ottenuto una vittoria storica.

La vittoria di Obama ci regalera’, a Novembre, una campagna elettorale eccezionale.

Al centro del dibattito ci saranno, fra gli altri, i seguenti temi :

  • Guerra : Obama per il graduale ritiro dall’Irak, l’ex prigioniero di guerra in Vietnam McCain per « finire il lavoro ». Leggasi guerra infinita, costi quel che costi ;
  • Razza : il bianco contro il nero ;
  • Eta’ : il vecchio (McCain, 71anni), contro il giovane (Obama, 41).

Vittoria storica, dunque, quella di Obama. Era senatore da solo una legislatura, quasi sconosciuto alla grande maggioranza degli americani solo quattro anni fa, ma nonostante questo e’ riuscito a battere una delle famiglie politiche americane piu’ forti : i Clinton.

Fino a solo un anno fa, nessuno avrebbe scommesso un dollaro sulla nomina di Obama. La Clinton sembrava avviata tranquillamente verso uno scontro con R. Giuliani. Ma non e’ andata cosi’.

A consentirgli la rimonta e a dargli la vittoria sono stati gli errori della Clinton, ma anche le sue indubbie capacita’.

I 17 mesi di battaglia per la nomination hanno messo a nudo tutte le divisioni interne ai democratici, specialmente sui temi della « razza » (mi scuso, ma negli Stati Uniti si dice ancora cosi’), del conflitto fra le generazioni e del genere. In praticamente ogni Stato la Clinton ha raccolto piu’ voti tra gli over-65, tra la working-class e tra le donne. Questi tre gruppi sociali sono stati dunque i piu’ scettici verso Obama.

Gli elettori di Obama, stando a un recente sondaggio, apparterebbero per oltre il 40% a una fascia di età inferiore ai 35 anni. Difatti Obama, laureato in scienze politiche con una specializzazione in relazioni internazionali e consapevole della sua popolarita’ tra i giovani americani, ha fatto dei suoi comizi davanti agli universitari uno dei suoi punti di forza elettorali. Ha voluto evidenziare quelle che potevano essere le sue debolezze, ma che ha saputo sapientemente trasformare nel suo punto di forza : la sua eta’, la sua storia. Il suo obiettivo ora sara’ quello di conquistare i gruppi sociali che fino ad oggi gli hanno preferito Hillary Clinton.

Obama, che attualmente e’ l’unico senatore afroamericano, ha ottenuto una vittoria di portata storica, perche’ ottenuta in un paese dove fino a pochi decenni orsono la discriminazione razziale era la norma, e molti uomini di colore hanno dovuto lottare duramente solo per ottenere i diritti basilari sanciti nella Costituzione degli Stati Uniti del 1787, come il diritto di voto.

Ha vinto promettendo speranza e cambiamento a un popolo che che sta pagando le criminali guerre d’aggressione statunitensi sulla propria pelle, sia in termini economici che umani, con quasi 4mila americani morti in Iraq (per non parlare dei morti iracheni : piu’ di un milione ! fonte wikipedia).

Obama si presenta dunque il candidato dei giovani, della speranza, del cambiamento, del nuovo secolo, del futuro. Un futuro, in un paese dalle mille etnie come gli Stati Uniti, dove necessariamente il dominio politico-economico dei W.A.S.P. dovra’ cessare, come avverti’ gia’ la Rivolta di Los Angeles.

Obama e’ figlio di un keniota (agnostico), ex pastore di capre (all’epoca studente straniero negli USA), e di una donna bianca del Kansas. I genitori divorziano presto e la madre si risposa con un indonesiano. Obama nasce alle Hawaii, frequenta le elementari in Indonesia, torna alle Hawaii, frequenta e si laurea alla Columbia University di New York. Lavora a Chicago (Illinois), poi torna di nuovo a studiare, questa volta alla Harvard University, a Cambridge (Massachusetts), dove si laurea magna cum laude. Torna infine a Chicago dove lavora presso uno studio legale e insegna diritto costituzionale presso l’Università di Chicago. Da li iniziera’ la sua carriera politica.

Per la sua storia Obama incarna il sogno americano, adattato al nuovo millennio.

Ora annuncia il cambiamento : « America, e’ il tuo momento ! E’ arrivato il momento di voltare pagina con la politica del passato », siamo a « un’alba nuova e migliore per l’America ».

Obama promette il cambiamento, e dice che possiamo crederci.

Spero che gli americani gli daranno la possibilita’ di mettere in pratica i suoi progetti. Sarebbe un’occasione unica.

E sarebbe una pazzia sprecarla.

Video: Barack Obama: My Plans for 2008 (“Change our politics’)

Video: Obama sulle differenze razziali [1 di 2]

Video: Obama sulle differenze razziali [2 di 2]

P.S. Attenzione, non e’ tutto oro quello che luccica…

10 Risposte

  1. Qua in Belgio si dà per scontato che vincerà il veterano del Vietnam, figurati se tutti quei redneck che abitano le grandi praterie votano un negro!
    QUelli ancora girano col cappuccio in testa!!!

  2. ….poi ’sto poraccio ha anche la sfortuna di chiamarsi oBama, non ricorda anche a voi un certo oSama !?!?
    Sembra una cazzata ma tra chicago e L.A. son tutti zotici beoni che guardan la Tv e si scolan delle birre e credono ancora nella difesa della patria, in dio e altre cazzate…figurati se vince un negro musulmano che si chiama OSAMA…anzi no, OBAMA! Dai valà, lascia stare!

  3. Purtroppo non e’ per nulla sicuro che vinca Obama. La vera campagna elettorale ancora deve iniziare.
    Cmq anche se ha la pelle scura, Obama e’ protestante, non musulmano.
    Ma il secondo nome e’ Hussein.

  4. Il tuo p.s. é sacrosanto, speriamo bene….

  5. io sapevo che è musulmano, ma non perchè ha la pelle scura!

  6. Se vince Obama il mondo può finalmente andare in una direzione diversa! Viviamo sino a novembre con questa speranza!

  7. @marcinelle: appartiene a una chiesa cristiana protestante. Puoi leggere la sua biografia in mille siti, tra cui (chiaramente) wikipedia.
    Per avere un musulmano candidato, repubblicano o democratico, alla presidenza degli USA, dovremo aspettare probabilmente il secolo XXII.

    @Federico: detto bene, per ora e’ una speranza.
    E non mi stupirei affatto se in un paese come gli USA vincesse un conservatore, ex prigioniero di guerra in Vietnam, che vuole continuare la politica estera americana imperiale e aggressiva, in spregio al diritto internazionale vigente.

  8. “Obama trasmette leadership. E usa il linguaggio umano della politica. Per lui prima vengono le emozioni, poi il calcolo”

    Da http://www.repubblica.it/2008/01/speciale/altri/2008primarie/amico-di-obama/amico-di-obama.html

  9. Alcune precisazioni al mio post:

    Obama non e’ il primo candidate nero. Intendevo che Obama e’ il primo candidato afroamericano alla Casa Bianca del Partito Democratico o Repubblicano, cioe’ con qualche piossibilita’ di vittoria.

    Per i morti in Iraq: non ci sono statistiche certe. SOLO tra i CIVILI, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, I morti sarebbero 104.000-223.000. Comunque un numero impressionante.

    Ho definito CRIMINALE la guerra d’aggressione di un paese A al paese B, sovrano, che si trova in un altro continente, e che non aveva in alcun modo minacciato il paese A.

    Criminale e’ chi commette crimini, come ad esempio invadere un paese sovrano e ammazzare dei civili innocenti (senza motivazioni valide, tra l’altro).
    L’Onu non ha assolutamente approvato la guerra in Iraq. L’ONU interviene a occupazione avvenuta “allo scopo di favorire la stabilizzazione del Paese”.
    La guerra e’ stata fatta da una risibile “coalizione di volenterosi” (nella quale la “quota” americana non scese mai sotto il 75% delle truppe di occupazione), la seguente:
    Afghanistan Albania Angola Australia Azerbaijan Bulgaria Colombia Corea del Sud Repubblica Ceca Danimarca Repubblica Dominicana El Salvador Eritrea Estonia Etiopia Georgia Regno Unito Honduras Ungheria Islanda Italia Giappone Kuwait Lettonia Lituania Macedonia Isole Marshall Micronesia Mongolia Nicaragua Paesi Bassi Palau Panama Filippine Polonia Portogallo Romania Ruanda Singapore Slovacchia Isole Salomone Spagna Stati Uniti Tonga Turchia Uganda Ucraina Uzbekistan.

    A chi paragona l’invasione Americana dell’Iraq con quella (sempre Americana) dell’Italia fascista nel 1943, ricordo che le due invasioni non sono per nulla comparabili.
    Nel ‘43 la guerra gia’ c’era (e anche bella grossa), ed era stata iniziata dall’invasione da parte della Germania della Polonia, paese (si piu’ o meno fascista anch’esso ma) sovrano. Gli altri paesi sono intervenuti (in teoria) in appoggio dalla Polonia invasa, come la Francia e l’Inghilterra, o dell’espansionismo tedesco, come fece successivamente l’Italia.
    Gli USA entrarono in guerra perche’ attaccati dal Giappone, a sua volta alleato a Germania e Italia.

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