LA DEMOCRAZIA E’ IN PERICOLO

Premessa.

Alla luce delle ultime disdicevoli leggi, decreti e dichiarazioni di intenti del Governo Berlusconi IV (stop alle intercettazioni, militarizzazione delle città, blocco dei processi, rinuclearizzazione e così via) non posso non dedicare un altro post all’argomento

Berlusconi/Governo/Italia .

Questo post rientra nella categoria Italia vista dai giornali esteri.

Prima di leggere questo articolo vi consiglio di leggere il post precedente, dal titolo: Come giudicare l’operato di Berlusconi?

In quel post riportavo gli articoli di Le Soir, International Herald Tribune, The Tepegraph, Der Tagesspiegel e The Economist (tutti giornali non di sinistra, semmai la cosa conti). In quegli articoli si leggevano giudizi del genere:

- ” Berlusconi si è già mosso per punire i pubblici ministeri che parlano con la stampa e per fermare l’uso generalizzato delle intercettazioni telefoniche per far sì che i casi giudiziari non siano più divulgati sui media.”
- “Berlusconi aspira all’immunità.”
- “Per poter sottrarsi ad una possibile condanna per corruzione Silvio Berlusconi, capo di governo Italiano, mette mano, ancora una volta, al processo legislativo del suo paese.”
- “La legge imbavagliera’ anche i magistrati e la stampa, minacciando l’arresto per magistrati […] e giornalisti […]”
- “sembrerebbe essere una cortina fumogena per il reale approccio del Governo al crimine: duro per alcuni crimini, leggero su altri. Dietro alla cortina fumogena, Berlusconi sta raccogliendo i frutti del suo governo, ancora una volta.”

Oggi invece riporto l’articolo di un solo quotidiano estero, l’autorevolissimo The Guardian. Ho riportato praticamente l’articolo completo.

Appena avro’ tempo ho intenzione di postare ulteriori articoli di autorevoli giornali esteri.

Come scrivevo in un post precedente, gli antichi cinesi pensavano che il luogo d’osservazione ottimale per giudicare i fatti non e’ quello di chi si trova nella scena dell’azione, ma quello dell’ “uomo che osserva l’incendio dall’altra parte del fiume, in estrema tranquillita’”. Insomma, questi autorevoli osservatori esteri potrebbero godere di un punto di vista piú obiettivo su quello che succede nel nostro disgraziato paese, dove la democrazia sta andando in fumo.
Beati loro, che non rischiano di rimanerci scottati.

Buona lettura.

“Dei Delitti e delle Pene” alla berlusconiana

[The Guardian, 24.6.08]

La democrazia é in pericolo quando un premier – egli stesso coinvolto in un processo per corruzione – inizia una guerra contro la magistratura.

Il celebre saggio del XVIII secolo del filosofo illuminista italiano Cesare Beccaria, “Dei Delitti e delle Pene“, che ha posto le fondamenta del moderno pensiero su detenzione, tortura e pena di morte, inizia con lo sviluppare la nozione che le sentenze di incarcerazione dovrebbero servire a stimolare l’integrazione sociale dei criminali, piú che considerare la punizione come una sorta di mera vendetta sociale.

Il governo Berlusconi, che é salito al potere due mesi fa sulla scia di un’ondata di panico pompata dai media su una presunta impennata dei tassi di criminalitá, sta al momento srotolando leggi che inaspriranno le sentenze per un certo numero di reati minori e assicureranno che l’accesso dei detenuti a programmi di servizio sociale come alternativa al tempo di detenzione sia drasticamente ristretto. Gli immigrati in Italia – e quelli irregolari in particolare – sconteranno la penanonostante la stragrande maggioranza dei criminali nel paese sia costituita da cittadini italiani.

Berlusconi, per quanto i media stranieri possano dilettarsi nel descrivere le sue stramberie, non é soltanto un giullare permanentemente abbronzato con l’ossessione dei trapianti di capelli e della chirurgia plastica ed un debole per le barzellette di cattivo gusto su tedeschi, donne, omosessuali e sua moglie. L’ex-cantante di crociera ha dimostrato quanto sia pericoloso per la democrazia nei suoi precedenti 5 anni al potere, quando ha portato avanti cambi nella legislazione per evitare i processi o per bloccare investigazioni nei suoi oscuri interessi, consolidato il suo impero mediatico, esercitato controllo assoluto sulla televisione pubblica, lanciato attacchi alla magistratura, incoraggiato i servizi segreti a spiare e raccogliere dati su decine di migliaia di presunti giornalisti, imprenditori e intellettuali di sinistra, e presidiato un summit del G8 nel 2001 dove, secondo Amnesty International, le autoritá italiane hanno violato i diritti umani dei dimostranti su vasta scala.

Questa volta, gli alleati di Berlusconi nel parlamento hanno giá intavolato proposte per bloccare un decreto dell’UE che trasformerebbe una delle stazioni TV terrestri del premier in un canale su satellite. La settimana scorsa, i suoi avvocati/parlamentari hanno inserito un nuovo, all’apparenza contraddittorio emendamento nel “pacchetto sicurezza”, un insieme di regole che induriranno la legislazione riguardo immigrazione e asilo, peresguiranno i reati minori e sguinzaglieranno l’esercito nelle maggiori cittá. L’emendamento “blocca-processi”, com’é conosciuto adesso, bloccherá tutti i processi in corso per reati che prevedono una pena massima di 10 anni di carcere e che sono stati commessi prima del 30 Giugno 2002 – una data apparentemente arbitraria, che per coincidenza assicurerá che il piú recente processo per corruzione di Berlusconi […] si blocchi.

In un summit tenuto venerdí scorso a Bruxelles, un insolitamente cupo Berlusconi ha sfogato la sua rabbia contro i magistrati che, a suo dire, vogliono “sovvertire la democrazia”. […] I sondaggi mostrano che gli italiani, che sono stati soggetti ad un’intensa campagna dei media lunga 14 anni atta a provare che i magistrati “rossi” hanno un risentimento personale contro Berlusconi, appoggiano le proposte del governo per restringere l’indipendenza della magistratura. La “opposizione fantasma” italiana, come The Economist ha recentemente ribattezzato il Partito Democratico, ha a malapena segnalato che potrebbero votare un’altra proposta di legge per garantire l’immunitá ai presidenti della Repubblica, del Consiglio, del Senato e della Camera se l’emendamento “blocca-processi” fosse ritirato.

Il marchese di Beccaria faceva sagacemente notare che “la piú grande felicitá della collettivitá é il fondamento della morale e della legislazione” (frase che in veritá é di Jeremy Bentham ma ripresa dalle tesi di Beccaria, ndr). Nell’Italia di Silvio Berlusconi, la piú grande felicitá di un particolare individuo sembra modellare la morale e la legislazione – sovvertendo la democrazia in uno stato membro fondatore dell’Unione Europea.

Traduzione italiana di Che dicono di noi…

Articolo originale di Giulia Lagana’, The Guardian, 24 Giugno 2008

Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario!

(George Orwell)

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La Democrazia… la Democrazia… vi suggerisco questo bellissimo video (diviso in due parti) su questa parola molto invocata. E spesso a sproposito. I video sono di byoblu.

Democrazia for dummies – prima parte

Democrazia for dummies – seconda parte

11 Risposte

  1. grandioso. è il frutto della telelobotomizzazione. all’estero si accorgono che in italia c’è un problema finto, ma li italiani no.
    davvero grandioso.

  2. Hai ragione. Articolo praticamente perfetto.
    Povera Italia.

  3. [...]. Nell’Italia di Silvio Berlusconi, la piú grande felicitá di un particolare individuo sembra modellare la morale e la legislazione – sovvertendo la democrazia [...]

    SINTESI PERFETTA

  4. E’ si.. e con il beneplacido della gente: “I sondaggi mostrano che gli italiani, che sono stati soggetti ad un’intensa campagna dei media lunga 14 anni atta a provare che i magistrati “rossi” hanno un risentimento personale contro Berlusconi, appoggiano le proposte del governo”.

  5. Spero solo che l’idea di Veltroni di scendere in piazza in autunno…. anche se io scenderei subito… sia accolta da tutta la popolazione… il popolo italiano è sempre più inerme di fornte alla politica… purtroppo il vero pericolo per il nostro paese è l’ignoranza… che fa da terreno fertile per Silvio… sigh!

  6. Abbiamo quello che ci meritiamo! Prima Prodi poi Berlusca e poi magari Veltroni.
    Più soldi ci prendono, più ci fanno vivere male, più io sono contenta! Arriveremo ad un punto in cui noi popolino saremo in grado di dire “fine” , di unirci e di farci ridare quanto ci hanno preso?

  7. Ruotalibera,
    intanto si scende in piazza fra pochi giorni.
    Chi mi legge conosce la poca stima che ho per Veltroni e per la combriccola dell’oligarchia piddina.

  8. Cassandra,

    «Berlusconi ha dato prova di istinti fondamentalmente non democratici, a cominciare dalla draconiana schedatura dei bambini rom e dalla dichiarazione di guerra alla magistratura e a quei settori del giornalismo che gli vogliono chieder conto. Le nazioni hanno i leader che si meritano ma di sicuro l’Italia e l’Europa si meriterebbero qualcosa di meglio»
    Independent on Sunday, 29 giugno

  9. [...] dimentica che nemmeno Bossi, Fini e Berlusconi si sono laureati a Oxford, e che la Giustizia, la Democrazia, la Liberta’ sono concetti di un’importanza e un’attualita’ decisamente superiore delle [...]

  10. [...] Certo, boicottare Pechino per la questione tibetana dopo che si hanno come migliori partner internazionali quel Bush che ha invaso Afghanistan e Iraq e quel Putin che ha trucidato gli indipendentisti ceceni sarebbe un bel controsenso. Ma d’altronde non possiamo certo pretendere una politica estera seria da Silvio Berlusconi. Lui e’ stato eletto per combattere il cancro della magistratura, per abbassare le tasse e per fronteggiare il terribile pericolo del bolscevismo in Italia [...]

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