La CAI è una società S.r.l. con un capitale sociale di poche migliaia di euro. Nei progetti originali di CAI c’era la trasformazione in S.p.A. e la ricapitalizzazione fino ad un miliardo di euro.
Tra i soci troviamo un po’ tutta l’elite economica italiana, come ad esempio la famiglia Benetton, il gruppo Aponte, la Ligresti, il gruppo Fossati, i Marcegaglia, i Caltagirone Bellavista, Marco Tronchetti Provera, il gruppo Fininvest ed Intesa Sanpaolo.
Attualmente la CAI è composta da 16 azionisti:
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Roberto Colaninno tramite IMMSI
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il gruppo Benetton tramite Atlantia
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il gruppo Aponte
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il gruppo Riva
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il gruppo Ligresti tramite Fondiaria SAI
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il fondo Equinox di Salvatore Mancuso
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il fondo Clessidra di Claudio Sposito
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Carlo Toto (Toto Costruzioni Generali S.p.A.) tramite gruppo Toto
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Il gruppo Marcegaglia
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Francesco Caltagirone Bellavista tramite Acqua Pia Antica Marcia
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Davide Maccagnani tramite Macca
- Intesa Sanpaolo
La CAI nasce con un vincolo sociale che impegna i soci a restare nel capitale della nuova compagnia per 5 anni (almeno fino al 2013, ma il vincolo può essere rotto dal 66% del CdA, come confermato dallo stesso Tremonti[6]) e, ventila un ritorno in Borsa nell’arco di tre anni.
Per capire meglio chi sono questi “salvatori” ascoltiamo, come al solito, il giornalista Marco Travaglio.
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io rimango costamente a bocca aperta di fronte a tanta verità sputata tutta insieme, come mai se ne sente nei media tradizionale. non mi stancherò mai di schifarmi.
tommi
L’ho già detto che amo Marco Travaglio? no? Io amo Travaglio! Questa CAI è la solita bufola di cui siamo stati abituati!
la solita porcata all’italiana!
…ma la cosa che più fa schifo è che i giornalisti che ci raccontano come stanno veramente le cose, i legami, le connessioni, ecc. ecc. si contano con le dita di una mano.
Caro Marco, è che i giornalisti stessi sono legati con quella elite industriale, finanziaria e politica. Mangiano le briciole dei loro piatti. Hanno una famiglia da campare (e spesso donnine da soddisfare.)