Cossiga ci ricorda cos’è la Democrazia Italiana: “Bisogna fare quel che feci io… infiltrare il movimento con agenti provocatori e poi mandare tutti all’ospedale”

Ecco a voi la concezione della Democrazia secondo una delle voci più autorevoli della Casta al potere da decenni nel nostro paese, il Presidente Emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita Francesco Cossiga:

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Dopo queste frasi fasciste – mi verrebbe da dire sudamericane ma oramai in Sud America sono più civili e democratici di noi – quest’uomo dovrebbe vedersi ritirare la carica di senatore a vita e di presidente emerito della Repubblica Italiana.

Tutti i senatori e deputati italiani dovrebbero censurare l’uscita di questo anziano signore, che dovrebbe continuare ad essere libero di professare le sue sinistre dottrine – che tra l’altro Berlusconi e berluscones conoscono fin troppo bene avendole già applicate a Genova nel 2001 – ma non nelle vesti di rappresentante della Repubblica Italiana, che è Democratica.

Viva la Libertà e la Giustizia!

Viva la Democrazia!

Viva la lotta di studenti e professori a difesa dell’Educazione!

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Altro:

L’intervista integrale apparsa su Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione: QUI

9 Risposte

  1. Mi vergogno che sia sardo, mi vergogno che sia italiano, mi vergogno che esista un uomo simile…

  2. ma è tutto vero? questo è completamente rincoglionito… spero che queste parole gli abbiano segnato la sua vita presente, e se ci crede, quella futura.
    tommi

  3. è una vera vergogna.
    Tommi, pare proprio che sia tutto vero, in quanto l’intervista è apparsa su il Giorno, il Resto del Carlino e la Nazione.
    Però, incredibilmente, cerco la notizia sui principali quotidiani online (Corsera, Repubblica, Unità…) e non trovo nemmeno un accenno…
    Non è una notizia da prima pagina o quasi???
    Sono io che non la trovo o proprio non c’é?
    Spiegatemi un pò, grazie.

  4. Qui c’è la versione “cartacea”. Forse gli altri quotidiani si sono resi conto che c’è un limite a tutto…

  5. si potrebbe sperare che sia rincoglionito, e secondo me un po’ lo è, ma temo che qualcuno dei suoi lo prenda sul serio….certo è una vergogna per questo paese, che mi sembra però ormai disaffezionato alla libertà, alla democrazia…in un certo senso è un bene che le cose più importanti non siano scontate…ma certo è preoccupante.

  6. “questo paese, che mi sembra però ormai disaffezionato alla libertà, alla democrazia…” Hai ragione! Infatti l’intervista è passata quasi del tutto inosservata! Ho trovato solo un articolo sulla prima pagina de Il Manifesto di oggi!!!
    Che tristezza….

    Federico, grazie per la segnalazione…. sai com’è, a volte mi sorge il dubbio che i pazzi siamo noi!

  7. per il rogo,
    qirex.

  8. [...] di un La Russa, nè dall’autoritarismo del Governo, nè dalle caricature mediatiche, né dalla confessione macho-fascista di Cossiga sulle sue sanguinose responsabilità negli anni ‘70, che si augura che le “maestrine” vengano picchiate. Lo donne non hanno paura, e cantano, [...]

  9. Che schifo…ma dove l’ha sepolta la coscienza?

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