VIVA LA SINISTRA E LA LIBERTA’, perchè il PD non è di Sinistra

SeL iottiCon tutto il rispetto per i democristiani (che perlomeno in maggioranza avevano tutt’altri ideali, sociali e non egoistici, rispetto ai berluscones) mi sento di dire che mi sembra ridicolo che gente come i nostri padri si ritrovi a 60 anni a votare democristiano.

Mi riferisco a quella generazione che non ha conosciuto il Fascismo ma che è figlia dei ragazzi mandati in guerra in Africa, in Jugoslavia o in Russia per inseguire i sogni imperiali di Hitler e Mussolini.– sogni stupidi e disumani. La generazione figlia dei trecentomila partigiani che per due inverni sfidarono i nazi-fascisti, che rischiarono o persero la vita per la Libertà. La generazione figlia della Resistenza, che ha sempre votato a Sinistra, che ha fatto Il Sessantotto o Il Settantasette, che ha portato avanti la Lotta Operaia e ha ottenuto lo Statuto dei Lavoratori. Quella che ha costruito questo paese con il sudore del Lavoro e che ha difeso la Democrazia contro tutti i rigurgiti fascisti e tutti gli attacchi reazionari ed eversivi. Quella generazione che ha reso gli italiani piu’ Liberi legalizzando il diritto al Divorzio e all’Aborto, contro i preti, i democristiani, i fascisti, i conservatori, gli stolti e i bigotti tutti.SeL voi manifestanti

E’ ridicolo che questa generazione si ritrovi a 50, 60 o 70 anni a sostenere il PD, un partito che per bocca degli stessi Rutelli e Franceschini si definisce NON DI SINISTRA e che non entrerà nel PSE.

Ma dico io, avevate bisogno di aspettare che D’Alema, Fassino, Veltroni, Rutelli, Franceschini e Follini si mettessero insieme, per votare la Democrazia Cristiana?

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Appuntamento a lunedì prossimo per il prossimo articolo sulla Sinistra.

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19 Risposte

  1. ok lasciamo perdere il PD che è meglio.

    Ma alla faccia di “proletari di tutto il mondo unitevi” la sinistra non è capace di fare UN partito unico. Le nuove idee servono solo per scindersi e creare un nuovo partitino (PdCI, PRC, SeL) forse per il protagonismo di qualche segretario di partito

  2. eh alessio hai ragione.
    io ancora non ho deciso per chi votero’ fra le due liste di sinistra. questo un po’ mi abbatte – cioe’, il fatto che anche questa volta ci siano due liste che per un pugno di voti probabilmente non saranno rappresentate.
    vabbe’, ciao, a. (vento)

  3. Si è un peccato, ma accontentiamoci di essere passati a solo 2 partiti, dai circa 5 di qualche mese fa (Rifondazione, PdCI, Verdi, Sinistra Democratica, Socialisti…).

  4. se pensi al vecchio ‘centrosinistra’ con prodi presidente del consiglio..mettevi il prete della mia parrocchia ed era uguale.
    fra queste liste di sinistra resta da vedere se almeno una è in grado di avere il 35-45% dei consensi -non scherzo..-. non servono partitini di sinistra, serve il partito democratico/progressista, oppure il partito di sinistra che si oppone al partito di destra per usare termini ‘vecchi’.

  5. Scusate se mi intrometto ma mi sento tirata in causa… ho cinquant’anni, non ho fatto il ‘68 perché ero troppo piccola, non ho fatto il ‘77 perché ero in ospedale… ma qualcosina l’ho fatto anch’io.
    Non ho mai votato PCI… perché ero sempre più a sinistra. E adesso NON VOTERO’ il PD! Non voterò neppure SeL perché ho scelto la lista PRC/PdCI, proprio perché con QUESTO PD ho chiuso. Cosa che non mi sembra così netta in SeL, a giudicare dai suoi esponenti… però onestamente questa divisione mi dispiace. Anche se dopo i congressi dell’anno scorso era facilmente prevedibile, no?
    Ciao. Orgogliosamente comunista sempre!
    elena

  6. Solleviamoci,
    ma che scusa? Grazie mille per aver lasciato la tua opinione!
    Ovviamente anche a me dispiace vedere il popolo della sinistra diviso.
    La mia scelta di appoggiare Sinistra e Libertà deriva da molte ragioni. In primis, non sono comunista (nel senso che le enciclopedie danno alla parola) e difatti non non ho mai votato per un partito che si definisce comunista. Ma queste sono questioni che mi interessano relativamente.

    Il punto è che penso VENOM (il commentatore precedente) abbia ragione.

    Io sogno che l’Italia un giorno diventi un paese europeo NORMALE. Purtroppo penso che la normalizzazione dell’Italia non possa avvenire senza un partito di sinistra normale, tipo il PSOE, il PSF, la SPD o i verdi tedeschi o le sinistre scandinave.

    Non penso che un partito normale, vero, di sinistra, che possa puntare a raggiungere un certo peso nel paese, tale da governare da solo o coalizzato ad altri partiti, possa nascere sotto le insegne della falce e del martello e sotto la definizioni di “comunismo”. Ci vuole qualcosa di diverso e di piu’ ampio, piu’ aggregante.

    E’ un tema complesso e ci vorrebbero pagine e pagine per spiegarlo.
    Penso però di essermi spiegato in modo minimamente chiaro.

  7. E infatti, l’avevo capito: voi siete socialisteggianti (nel senso migliore del termine, sia chiaro!) ed io oscillo tra comunismo ed anarchia. Non mi riconosco troppo nelle definizioni enciclopediche del comunismo, infatti falce e martello su un simbolo non mi fanno proprio paura.
    Andrebbe benissimo, non ci sarebbe nulla di nuovo sotto il sole… basta cambiare i nomi: PSI=SeL, PCI=PRC/PdCI, PD=DC, UDC e/o IdV=PLI… Il problema grosso, a parte i numeri, è che a destra della DC (ops! del PD…) c’è stato un compattamento assoluto, quindi il bipartitismo ci frega. Non frega (per ora) la DC (aridajie… il PD) che tanto strizza l’occhio al PDL – altrimenti non si spiega come mai faccia un’opposizione così… blanda? massì: voglio essere gentile con loro.
    Io non credo che siano stupidi. Penso piuttosto che abbiano trovato il modo di liberarsi di tutti gli avversari scomodi in un colpo solo. Quello che spero non abbiano ben chiaro è che il nemico non siamo noi. A me sembra che stiamo ad un passo dal passato, quando i vecchi (non in senso strettamente anagrafico) socialisti, comunisti, liberali, anarchici, cattolici capirono che era il caso di mettersi tutti insieme, perché o si riacquistava la libertò, o si chinava definitivamente la testa sotto la dittatura. Ma temo di essere una delle poche che la pensa così. Di sicuro non lo pensa il PD, checché dica Franceschini… che in fondo sa benissimo che siamo in campagna elettorale!
    35-45% del consenso… certo, sarebbe bello. E pure utile. Ma, fuori dai denti: quante volte è passata SeL in TV? Quante noi? Quante il PD/PDL? Appunto… ciao!
    elena

  8. E’ vero Alessio
    questo PD somiglia in tutto e per tutto alla vecchia DC, ma quale spazio i mezzi di informazione dedicano alle forze che non rientrano nel PD o nel PDL,…quasi nullo!

  9. @Solleviamoci,
    si la materia è complessa.
    Comunque, condivido il tuo discorso. Servirebbe una sorta di “Fronte Popolare” o “CNL” per combattere l’avversario principale, che non è avversario di tutti gli italiani, perchè ha conquistato il potere solo per salvare il suo impero e non andare in galera.
    Ma appoggio Sinistra e Libertà anche per questo. Perchè in un periodo storico come questo non si mette in trincea su una particolare ideologia politica. In Sinistra e Libertà sono confluiti tanti uomini diversi, dagli ex Rifondazione e PdCI ai Verdi fino ai Socialisti. Tutti messo da parte i loro simboli storici per guardare all’oggi e al domani. A mio avviso, in un periodo come questo – e forse sempre – è proprio questo che ci vuole: unire forze simili – progressiste, ambientaliste, laiche, … – in una battaglia comune.
    D’altronde al giorno d’oggi sulla gran parte dei temi non ci sono differenze sostanziali tra i cittadini italiani di sinistra.

  10. @Mimmo,
    Si. Purtoppo il Quarto Potere è in mano all’establishmet. All’interno dell’arretrata società italiana cercare di combattere contro chi ha le televisioni è una lotta impari.
    Bisogna cercare di informare e sensibilizzare in tutti i modi.

  11. Caro Alessio (ma perché in Asia?), il tuo discorso non fa una grinza. Ma… ti ricordi com’è andata con l’Arcobaleno? E lì c’era proprio tutta l’area di sinistra aggregabile: mancavano solo gli irriducibili del PDML, PdAC e così via.
    Noi abbiamo pure rinunciato alla falce e martello, e che ce ne è venuto (a tutti quanti, non solo a noi)? Un flop storico. Certo non ha contribuito a fugare il malessere il fatto che è stata considerata una scelta calata dall’alto, ma evidentemente i “nostri popoli” non erano pronti ad accettare un discorso resistente. Finché non ci sbatti la testa puoi anche non capire cosa è opportuno, doveroso persino, fare.
    SeL, ripeto, per quel che mi riguarda ha il difetto di voler tenere una porta aperta al PD. E io invece con loro ho chiuso. Sono abbastanza vecchia per ricordarmi di quando il PCI sosteneva il compromesso storico e del periodo (artatamente creato) dell’unità nazionale contro il terrorismo: mal gliene incolse allora, adesso poi che i pallidi epigoni dei DS si sono uniti alla Margherita e son diventati un’ameba di nome PD… almeno adesso hanno un segretario che li rappresenta davvero: Franceschini è cresciuto come DC ed è coerente. Davvero mi piacerebbe sapere cosa hanno avuto in cambio i vari D’Alema, Fassino, Veltroni & C. per svendere l’esperienza del PCI… perché se l’hanno fatto per nulla… che pena!

  12. andando in giro a parlare con la gente noto che quasi nessuno -come invece sembrerebbe leggendo internet- aspetta un grande e vero partito di sinistra. la maggior parte non vede l’ora di avere un grande e vero partito di centro. ho amici che dalla disperazione volevano votare casini, li ho dissuasi dirottandoli sul PD, convincendoli che lì di sinistra ne è rimasta ben poca: diventerà un grande centro con berlusconi intorno.
    il futuro prossimo dell’italia è avere un governo bipolare fra destra e centro. alla sinistra vera andranno le briciole credo.
    poi quando sento diliberto dire cose come “siamo contrari al g8/multinazionali”, penso: ma questo quando diventerà presidente del consiglio -magari in un’altra vita- avrà il coraggio di portare avanti le stesse battaglie? no, perchè ho già visto bertinotti presidente della camera e devo dire che fiini sta facendo una figura migliore…e fini come si sa, è un infame..

  13. La politica è l’arte del possibile, e come tale non può prescindere dalla specificità storica del paese in cui deve essere esercitata. Se caliamo questo principio nella realtà italiana, vediamo che il nostro è un paese cattolico e che a questo bisogna rassegnarsi. Quando dico cattolico non mi riferisco ad una maggioranza “veramente”cattolica, cioè che rispetta realmente i precetti morali della Chiesa, ma piuttosto ad una diffusa tendenza ad accettare, soprattutto per pigrizia intellettuale, quello che la gerarchia dice, purchè tocchi agli altri mettere in pratica quei principi. Un esempio secondo me molto efficace: mi è casualmente capitato di vedere un’intervista a due ragazzi che hanno partecipato ad un reality e che poi, una volta usciti, si sono messi insieme. Ebbene, questi due per tutto il tempo non hanno fatto che magnificare le loro performance erotiche, ma poi, alla domanda se fossero cattolici, non hanno esitato a rispondere, entrambi, “assolutamente sì”. Questo può significare una cosa sola: l’essere cattolico va di moda – forse anche come modo per darsi un’identità rispetto agli “altri”, quelli sporchi e cattivi -, ma è un fatto formale, esteriore, se si guarda al privato, ma che si traduce sul piano politico in prese di posizioni appiattite su quelle della gerarchia, che queste cose le sa, ma finge di non saperle. Se poi a ciò si aggingono le varie esperienze autenticamente religiose vissute nelle parrocchie, si capisce bene che nessuna forza politica può pensare, in Italia, di vincere contro il voto cattolico, nonostante il nostro sia un paese sostanzialmente laico sul piano dei comportamenti individuali.
    Tutto questo per dire cosa? Che anche a me dà fastidio che nel PD ci sia un’anima cattolica, ma è inevitabile che sia così, se solo si vuole pensare di avere una possibilità di vittoria. Certo, si può dire che in questo modo si perdono voti a sinistra, ma la verità è un’altra, e cioè che la sinistra è talmente incomprensibilmente divisa da costringere il PD ad un’alleanza eccessivamente compromissoria con il mondo cattolico. Se la sinistra – tutta la sinistra – imparasse a fare i conti con la realtà, forse le cose potrebbero cambiare!

  14. A me i cattolici (veri o presunti) nel PF non danno fastidio: mi dà fastidio che il PD sia spacciato come la somma di DS e Margherita! :)
    Se poi i cattolici tutti facessero quello in cui dicono di credere invece di essere (ci sono sempre le eccezioni) sepolcri imbiancati, allora me ne starei pure zitta. Ma vedere che ti parlano di famiglia proprio quelli che ne hanno almeno due…
    Per quel che riguarda Diliberto e Bertinotti, dissento assolutamente. Ho avuto occasione di parlare direttamente con entrambi (e già lì si capiscono tante cose…) e non ho alcun dubbio sul fatto che Diliberto al governo – ovviamente non da solo… e con una maggioranza stabile – non avrebbe alcun problema a fare quello che dice. Bertinotti, quello è diverso. Sta ancora a pensare di fare accordi con il PD e dà del lei ai suoi elettori… E’ stato segretario di un partito comunista senza esserlo… non lo chiamerei un bell’esempio di coerenza!
    Ma è vero: il PD ha gran poco di sinistra…

  15. Solleviamoci,
    “in Asia” perchè sono in Asia.
    Capisco il tuo discorso.
    L’alleanza “Arcobaleno” dello scorso anno è fallita per una serie di motivi. In primis, a mio avviso, per via dell’appello al “voto utile” piddino – han fatto campagna elettorale piu’ contro la Sinistra che contro Berlusconi e Lega – e perchè chè è apparsa solo come una vernice che andava a coprire gli apparati dei vari partitini. L’”Arcobaleno” non è stata vista come niente di nuovo.
    Ma non penso che ripartire da tanti partitini sia una soluzione. Le distanze a Sinistra non sono abissali, e se si amministra insieme a livello comunale, provinciale e regionale, non vedo perchè a livello nazionale non si potrebbe fare. Proprio la Puglia di Vendola potrebbe essere un esempio.

    “porta aperta al PD”
    Non vedo come la Sinistra possa realisticamente pensare di governare il paese senza il PD, o senza quello che ne diventerà del PD, nel caso – mi auguro – di una sonora sconfitta piddina alle elezioni europee.

  16. @VENOM:
    “nessuno -come invece sembrerebbe leggendo internet- aspetta un grande e vero partito di sinistra.”

    Secondo una statistica – scusa ma in questo momento non ricordo quale e non trovo il link – si definiscono “di Sinistra” tutti gli elettori che votano Rifondazione-PdCI e Sinistra e Libertà, piu’ il 35% di quelli che votano PD e il 33% di quelli che votano IdV.
    Altri si definiscono di “centro-sinistra”.
    Ad occhio e croce, oggi dovrebbero essere circa il 10-20% dell’elettorato. Qualche anno fa erano molti di piu’ (il PCI prendeva il 25-33%, il PSI circa il 10%, ecc).
    In futuro potrebbero essere di piu’.
    In futuro l’Italia potrebbe diventare un paese normale.

  17. @Willy:
    “La politica è l’arte del possibile, e come tale non può prescindere dalla specificità storica del paese in cui deve essere esercitata. Se caliamo questo principio nella realtà italiana, vediamo che il nostro è un paese cattolico e che a questo bisogna rassegnarsi.”

    Condivido.
    Lasciamo pure il paese alle sue credenze e ai suoi riti. Mi sembra bello e folcroristico.

    Ma la battaglia per la Laicità dello Stato è imprenscindibile per un partito democratico e di Sinistra. Si può essere cristiani o cattolici ma allo stesso tempo rispettare chi non lo è. A noi italiani può sembrare strano, abituati come siamo a roghi di eretici e streghe e a ingerenze papali un giorno si e l’altro pure. Ma in ogni paese occidentale, avanzato, NORMALE, è così. Zapatero quando arriva il papa in Spagna non va a baciargli le mani. Zapatero lavora. E soprattutto non bacia le mani ai leader di stati non democratici.

    Ammesso e non concesso che l’Italia sia un paese a maggioranza cattolica, rimangono qualche decina di milioni di persone che professano la fede musulmana, valdese, buddista, ebrea, evangelista e via dicendo. Altri, come me, non aderiscono a nessuna fede in particolare.

    Se non sbaglio, Vendola è cattolico, ma crede nella laicità dello Stato. Addirittura il democristiano Prodi si definì un “cattolico adulto” e nel programma dell’Unione i PACS c’erano. Poi quei farabutti di Mastella e Rutelli bloccarono tutto e si rimangiarono la loro firma messa in calce sul programma.

    Lo stesso J.F. Kennedy, unico Presidente americano cattolico, era un sostenitore della laicità dello stato.

    Mi sembra inopinabile sostenre che una vera Democrazia, la Giustizia, la Libertà e l’Uguaglianza, non possono darsi senza la Tolleranza che è caratteristica di uno Stato Laico:
    http://ale1980italy.wordpress.com/2009/06/01/viva-sel-laicita/

  18. Certo non c’è contraddizione tra l’accettazione del principio di laicità dello stato e l’essere cattolico, ma solo se non si fa di questa condizione individuale la cifra principale del proprio impegno in politica. E’ evidente, quindi, che personaggi come Mastella non possono che essere asserviti alle gerarchie ecclesiastiche nel momento in cui devono prendere posizione su determinati temi! In una situazione ‘normale’, diversa dalla nostra, i politici cattolici potrebbero semplicemente votare in Parlamento secondo coscienza, come potrebbero fare anche dall’altra parte, se non avessero lo stesso problema, ed il sistema troverebbe un suo naturale equilibrio.
    La questione vera è l’elettorato: dove erano gl italiani laici quando ci fu il referendum sulla procreazione assistita? E’ lì che abbiamo perso la battaglia – speriamo non la guerra – perchè in quel momento si accreditò l’idea che il nostro fosse un paese a guida morale cattolica e i politici – fondamentalmente privi di un orizzonte ideale e culturale di un qualche spessore – hanno deciso che era comodo e sicuro mettersi a rimorchio delle gerarchie ecclesiastiche. Adesso è difficile recuperare!
    Ma questo è uno dei problemi della sinistra, e forse non il più grave. Infatti, a mio parere, la vera tragedia sta nel fatto che la sinistra non riesce ad incontrarsi su un progetto condiviso e realistico, preferendo farsi la guerra al suo interno piuttosto che prendere atto della situazione storica in cui viviamo. Da quel poco che riesco a capire dalle varie elucubrazioni che si sentono in giro, mi pare di poter affermare che esistono tante sinistre che si accapigliano su cose che non esistono più o che comunque non hanno una rilevanza tale da far vincere le elezioni, che è l’unica cosa che importi se si vuol cominciare a cambiare qualcosa. Io mi chiedo, ad esempio, come si fa – oggi – a confrontarsi sull’opportunità o meno di mantenere falce e martello nel simbolo, ignorando che viviamo in una società terziarizzata, in cui lo sfruttamento del lavoro non passa più – o meglio non solo – per le fabbriche, ma investe piuttosto, con caratteristiche completamente nuove, una fascia di popolazione fatta di professionisti più o meno giovani che, non tanto paradossalmente, si identifica culturalmente con i suoi sfruttatori. Ancora ci si divide sull’essere comunisti o meno – e non a caso Berlusconi fa l’impossibile per tenere viva la ‘paura dei comunisti’ – senza capire che quell’ideologia era l’espressione di una società di prima industrializzazione che adesso non esiste più, non perchè non esistano più gli operai ed i contadini sfruttati, ma perchè ormai sono meno numerosi di tanti altri sfruttati che manco si accorgono di esserlo o che, quantomeno, coltivano l’illusione che presto o tardi potranno passare dall’altra parte della barricata o, addirittura, pensano già di esserci!

  19. Non posso che condividere la tua analisi:

    la vera tragedia sta nel fatto che la sinistra non riesce ad incontrarsi su un progetto condiviso e realistico, preferendo farsi la guerra al suo interno piuttosto che prendere atto della situazione storica in cui viviamo. Da quel poco che riesco a capire dalle varie elucubrazioni che si sentono in giro, mi pare di poter affermare che esistono tante sinistre che si accapigliano su cose che non esistono più o che comunque non hanno una rilevanza tale da far vincere le elezioni, che è l’unica cosa che importi se si vuol cominciare a cambiare qualcosa. Io mi chiedo, ad esempio, come si fa – oggi – a confrontarsi sull’opportunità o meno di mantenere falce e martello nel simbolo, ignorando che viviamo in una società terziarizzata, in cui lo sfruttamento del lavoro non passa più – o meglio non solo – per le fabbriche, ma investe piuttosto, con caratteristiche completamente nuove, una fascia di popolazione fatta di professionisti più o meno giovani che, non tanto paradossalmente, si identifica culturalmente con i suoi sfruttatori. Ancora ci si divide sull’essere comunisti o meno – e non a caso Berlusconi fa l’impossibile per tenere viva la ‘paura dei comunisti’ – senza capire che quell’ideologia era l’espressione di una società di prima industrializzazione che adesso non esiste più, non perchè non esistano più gli operai ed i contadini sfruttati, ma perchè ormai sono meno numerosi di tanti altri sfruttati che manco si accorgono di esserlo o che, quantomeno, coltivano l’illusione che presto o tardi potranno passare dall’altra parte della barricata o, addirittura, pensano già di esserci!

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