A Annozero ospite la mignotta Patrizia D’Addario. Ecco perché questo è servizio pubblico

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Tutto il PDL sbraita contro la trasmissione di Santoro e Flavia Perina, direttore del Secolo d’Italia, ha declinato l’invito in polemica con la presenza della D’Addario, che rischierebbe di far scadere la trasmissione politica in una degenerazione scandalistica. Anche molti dirigenti RAI sono in fibrillazione per le pressioni politiche che arrivano dalla Destra.b-ragazzina

DI CHE SI PARLA STASERA? – Stasera Annozero si limiterà a parlare, con immagini e testimonianze, di una parte dei fatti relativi ai rapporti tra il politico Berlusconi e delle prostitute che era stata omessa dalle televisioni di Berlusconi e dai programmi della RAI (in gran parte controllati da Berlusconi stesso).

SONO VICENDE PRIVATE O PUBBLICHE?Gli scandali sessuali di Berlusconi sono vicende pubbliche. Come spiega bene il sociologo britannico (professore a Cambridge) John B. Thompson nel suo “The Media and Modernity” (”Mezzi di comunicazione e modernità”), una delle differenze tra l’Ancien Régime e i regimi democratici moderni è che oggi “il re è nudo”. Il principe non vive più nella Città Proibita. Non si limita più a mostrarsi quando più gli aggrada, o in particolari giorni propizi o rituali. A loro volta i sudditi – elementi passivi che dovevano solo subire, temere e venerare il re – sono diventati cittadini attivi che dovrebbero controllare chi temporaneamente gestisce il potere. Un uomo pubblico, come lo è senza dubbio un capo del governo, rinuncia per forza di cose a una parte della sua sfera privata. Questa svolta democratica può piacere oppure no, ma oggi per un capo del governo non esiste praticamente più differenza tra pubblico e privato. Gli elettori devono poterlo giudicare sia per come governa sia per chi è, per come si comporta ogni giorno (e ogni notte).

Lo stesso “Avvenire” (considerato il quotidiano dei vescovi cattolici) sottolinea questo concetto:

«Sappiamo che un uomo di governo va giudicato per ciò che realizza, per i suoi programmi e la qualità delle leggi che contribuisce a creare. Ma la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti. Non possono esserlo».

Dello stesso parere anche ”Famiglia Cristiana”:

Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica.

Chiarissimo, no?

E questo vale per tutti i personaggi pubblici. In tutti i paesi democratici al mondo.

BERLUSCONI STESSO HA VOLUTO RENDERE PUBBLICA LA SUA VITA PRIVATA- Ma ora le vorrei ricordare che stiamo parlando di Berlusconi. E’ Berlusconi stesso ad averci sbattuto in faccia la sua vita privata. Cominciò a farlo il giorno stesso del suo primo discorso da politico, quello della sua “scesa in campo”, nel gennaio 1994. Ricorda la videocassetta registrata e consegnata ai telegiornali con la quale Berlusconi si presentò al paese, il sorriso impostato, la luce vagamente soffusa a creare un’atmosfera flou ottenuta anche grazie alla famosa calza davanti alla telecamera? (Chiaramente era tutto falso: l’ambiente era solamente un set impostato alla perfezione: in realtà Berlusconi e il cameraman Gasparotto si trovavano in uno scantinato di Macherio). Ebbene, in quella sceneggiata Berlusconi si presentò con alle sue spalle una libreria e due o tre foto della sua famiglia in bella mostra.

Era Berlusconi stesso, sempre nel lontano 1994, che concedeva interviste nel suo giardino di casa (o parco) con i suoi figlioletti in braccio, per dare ai telespettatori l’illusione di essere un buon padre di famiglia.

Inoltre, se Berlusconi ci ha inviato a casa – senza che nessuno gli abbia mai chiesto nulla – la sua fasulla “storia italiana” (dove addirittura la parola “divorzio” è stata censurata), se sono pubbliche le sue intrusioni in vicende personali altrui (vedi caso Englaro), se è pubblico il suo dono di una dentiera a una vecchietta abruzzese (tanto che i cinegiornali “pubblici” ne hanno fatto servizi di decine di minuti), se sono pubbliche le sue canzoncine napoletane con l’amico Apicella, allora è chiaro che anche i suoi litigi con le sue due mogli, i suoi rapporti con ragazze minorenni, i suoi festini con decine di ragazze o le registrazioni dei suoi incontri con la mignotta D’Addario non dovrebbero essere censurati.

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LE DOMANDE DA FARE NELL’INTERESSE DEL PAESE I giornalisti avrebbero molte domande da fare a Berlusconi nell’interesse del paese:

- Veronica Lario – con la frase “magari fosse sua figlia!” – sottintende anche degli eventuali rapporti sessuali extraconiugali con minorenni del leader politico che per il Potere ha fatto sua la morale del Vaticano e vuole imporla con la forza della legge. Secondo voi un capo di governo che se la fa con delle minorenni non dovrebbe essere una notizia, in Italia? Non dovremmo forse chiedere a Berlusconi di rispondere a queste illazioni e di spiegare, una volta per tutte, i suoi rapporti con la minorenne Noemi Letizia? Veronica Lario dice che Berlusconi “sta male”, è vero?

- E’ giusto aviotrasportare decine di donne e prostitute dalla penisola alla villa sarda del premier con aerei dello Stato, a spese nostre?

- Berlusconi è già stato “sfortunato” nelle amicizie – tra gli altri – con Gelli (pluri-condannato e organizzatore di un’associazione eversiva contro gli ordinamenti dello Stato), Mangano (mafioso condannato per traffico internazionale di droga e duplice omicidio), Previti (condannato per corruzione di giudici), Dell’Utri (condannato a 9 anni per Mafia). Quali sono i rapporti di Berlusconi con G. Tarantini? (L’imprenditore pugliese arrestato e sotto inchiesta per intrallazzi politica-sanità, droga e sfruttamento della prostituzione con il quali risultano esserci stati numerosi incontri e fitti scambi di telefonate)

- Ultimo ma non per importanza: il caso della prostituta D’Addario si delinea un sospetto di ricattabilità del premier. La D’Addario ha dichiarato di aver chiesto aiuto per un progetto edilizio e di aver deciso di parlare perché quell’aiuto non l’ha ricevuto (ha ricevuto solo l’offerta di candidarsi come euro-parlamentare, poi sfumata, e la candidatura alle comunali baresi, dove ha preso sette voti). Inoltre, alla D’Addario è stato possibile registrare l’incontro privato con il capo del governo. Se l’ha fatto la D’Addario, quante altre prostitute potrebbero averlo fatto? Secondo le indagini della magistratura, sarebbero almeno una decina le prostitute entrate a palazzo Grazioli. Queste prostitute e donnine, prima di entrare a casa di Berlusconi, vengono perquisite oppure no? E tutte queste donne che eventualmente hanno registrato delle conversazioni, di cui forse non sapremo mai, che cosa potrebbero chiedere in cambio? E se tra costoro ci fossero anche donne mandate da organizzazioni criminali? O spie straniere?

Michele-SantoroLE COLPE DI SANTORO E QUELLE DI BERLUSCONI - Dunque, è chiaro, se Santoro organizza inchieste, trasmissioni televisive e domande sui temi sopra citati, non ha nessuna colpa, se non quella di fare giornalismo. Se invece a Santoro viene impedito di fare il suo mestiere, cioè in questo caso di trasmettere quella parte di realtà tenuta nascosta da RAI e Mediaset e di chiedere quelle domande che ancora non sono state chieste, questo significa che la Rai vuole censurare una parte delle informazioni. E precisamente le informazioni sgradite al capo del Governo. Ma questa è la caratteristica dei regimi dittatoriali, non delle democrazie.
Va ricordato anche che Berlusconi, da quando è entrato direttamente in politica, è responsabile direttamente o indirettamente della cacciata, della censura o dei volgari attacchi verso alcuni tra i migliori giornalisti e autori satirici italiani: Beppe Grillo, Oliviero Beha, Massimo Fini, Indro Montanelli, Daniele Luttazzi, Corrado Guzzanti, Sabina Guzzanti, Enzo Biagi, Michele Santoro, Marco Travaglio, Vauro Senesi, eccetera eccetera.

Facendo ciò Berlusconi e i suoi giornalisti prezzolati hanno provocato un danno enorme all’informazione italiana e alla libera diffusione delle idee, e perciò alla Democrazia e alla Libertà in questo paese.

In definitiva, Berlusconi ha arrecato un danno enorme a tutti i cittadini italiani, che pur non condividendo tutte le opinioni che avrebbero potuto esprimere i sopracitati giornalisti e autori satirici, avrebbero potuto comunque godere del loro autorevole lavoro e venire a conoscenza di idee differenti.


Ma l’articolo 21 della Costituzione afferma che:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Dunque ben venga Annozero e le inchieste giornalistiche sugli scandali sessuali di Berlusconi.

La libertà di una democrazia non è salda se il popolo tollera la crescita di un potere privato al punto che esso diventa più forte dello stesso stato democratico. Questo, in essenza, è fascismo.

(Franklin D. Roosevelt, discorso al Congresso degli Stati Uniti, 29 aprile 1938)

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Intercettazione audio fra Berlusconi e Patrizia D’Addario: “Aspettami sul letto di Putin”

El Pais intervista Patrizia D’Addario: le feste di Berlusconi (1/3)

El Pais intervista Patrizia D’Addario: le feste di Berlusconi (2/3)

El Pais intervista Patrizia D’Addario: le feste di Berlusconi (3/3)

[uoitube= http://www.youtube.com/watch?v=3vs8XeEuQGM]

Patrizia D’Addario, intervistata dalla tv spagnola Antena 3 – (1/2)

Patrizia D’Addario, intervistata dalla tv spagnola Antena 3 (2/2)

Barbara Montereale mostra i regali ricevuti da Berlusconi

Barbara Montereale nel cesso di Palazzo Grazioli, residenza di Silvio Berlusconi

La CNN su Berlusconi, le sue gaffes e gli scandali sessuali (sott.IT)

Comici inglesi su Berlusconi


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6 Risposte

  1. mi chiedo che contributo possa dare al dibattito una che di professione fa la “mignotta”. dei suoi incontri con berlusconi si sa tutto – qualcuno, forse, potrebbe essere interessato a particolari anatomici o preferenze sessuali di b. – e, se è vero che è stata intervistata all’estero, dubito ciò sia stato fatto in un “serio” programma di approfondimento giornalistico in prima serata. spero ci risparmino il parere della d’addario sulle anomalie della politica italiana o le sue ricette per uscire dalla crisi economica. limiti alla libertà di informazione? forse uno servirebbe: il buon gusto.

  2. Non sono d’accordo. In Italia ben pochi dei 60 milioni di telespettatori-cittadini hanno letto/ascoltato o sono solo venuti a sapere delle sue interviste a el Pais e Antena 3, al Journal du Dimanche, alla tv svizzera, al Sunday Times, al Financial Times e al talk show Teke Tek della tv Haberturk.
    Tanta gente non legge nemmeno i quotidiani italiani (tra l’altro pochi quotidiani hanno riportato stralci delle sue interviste) e tantomeno si informa su internet.
    Anche per questo era piu che legittimo invitare la D’Addario in prima serata in un programma di approfondimento politico.
    Riguardo alla “serietà”, non vedo cosa ci sia di più serio dell’eventuale ricattabilità del capo del governo. La D’Addario è andata in tribunale e ai giornali. Un’altra mignotta con in mano registrazioni o filmini di Berlusconi avrebbe un immenso potere ricattatorio. E non tutte si potrebbero accontentare di una candidatura, di una comparsata in televisione o di una licenza per costruire un residence. Questi sono temi di sicurezza nazionale.

  3. Non c’è solo la testimonianza della D’Addario e delle altre (e poi non capisco perché la testimonianza di una “mignotta” dovrebbe valere meno di quella di un presidente del consiglio che ha corrotto il suo avvocato!) ci sono le registrazioni pubblicate sul sito dell’Espresso in cui si ascoltano dialoghi inequivocabili. E quelle registrazioni valgono molto di più di qualsiasi testimonianza.

  4. Anche su Facebook ho ricevuto alcune critiche per aver utilizzato il termine “mignotta”. Vorrei ricordare che la D’addario stessa ha affermato di non vergognarsi di svolgere la professione di mignotta – lavoro tra l’altro nobilitato dalla poesia del grande De Andrè – e che io non amo stravolgere il lessico nascondendo i veri significati dietro a parole di origine straniera, sconosciute ai piu. Circa I’importanza della schiettezza nel linguaggio, giova ricordare le parole di Gesù Cristo “si, si; no, no;” riportate nel Vangelo di Matteo (Cap.V v.37).

  5. sono d’accordo nel chiamare le cose con il proprio nome; tuttavia, per il registro linguistico usato nel tuo articolo, risulterebbe più appropriato prostituta, anzichè mignotta: il termine è altrettanto esplicito ma più adatto alla lingua scritta. di céline ce n’è uno solo, la fallaci lasciamola nella tomba…
    ciò nonostante, mignotta – forse per l’assonanza con magnotta – rimane un gran bella parola!

    p.s. pensandoci bene mignotta e magnotta potrebbero avere la medesima etimologia (madre ignota – m .ignota – mignotta – magnotta).

  6. Mi limito a farti i complimenti all’articolo… è parecchio che non passavo di qui… Ciao

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