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La Leggenda del Piave

luglio 2, 2011

Distinguere la storia dalle leggende e’ da sempre compito estremamente arduo.

Tra il 2 e il 6 luglio del 1918, la 3a Armata del Regio Esercito Italiano occupò le zone tra il Piave vecchio ed il Piave nuovo. Durante lo svolgersi della battaglia, denominata battaglia del Solstizio, perirono 84.600 militari italiani e 149.000 militari austro-ungarici.

La celeberrima canzone del Piave si intitola giustamente Leggenda del Piave, in quanto, nonostante la canzone sia presentata come una marcia a difesa delle frontiere italiane, tecnicamente fu l’Italia ad aggredire l’Impero Asburgico.

« Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l’esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S’udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: “Non passa lo straniero!”
Ma in una notte triste si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S’udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l’onde.
Come un singhiozzo in quell’autunno nero
il Piave mormorò: “Ritorna lo straniero!”
E ritornò il nemico per l’orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
“No”, disse il Piave, “no”, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l’onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: “Indietro va’, o straniero!”

Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l’ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l’italico valore
le forche e l’armi dell’Impiccatore!
Sicure l’Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l’onde.
Sul patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri! »

Questo blog trasloca su Asiablog.it

maggio 12, 2011

Care amiche e cari amici,

vorrei darvi una comunicazione discretamente importante.

Dopo quattro anni di vita, questo blog si sta spostando anima e corpo e fra qualche giorno questo indirizzo cesserà di esistere.

Entro la prossima settimana, 16 maggio 2011, quest Url dovrebbe reindirizzarvi automaticamente al nuovo sito, che comunque potete visitare già da ora (l’indirizzo e’ tutto un programma):  www.asiablog.it 

La nuova casa e’ ancora in costruzione, per cui mi scuso in anticipo se nei prossimi giorni ci saranno dei piccoli problemini.

Vi aspetto su Asia blog!

Alessio

www.asiablog.it

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La Guerra del Tempio di Preah Vihear – Le Vere Ragioni

maggio 11, 2011

Decine di morti, centinaia di feriti e cinquantamila civili costretti ad evacuare le loro case lungo i confini tra Thailandia Cambogia. Questo il bilancio del conflitto tra Bangkok e Phnom Penh, il cui capitolo moderno va avanti a fasi alterne dall’estate del 2008, tre anni durante i quali le truppe dei due eserciti si sono fronteggiate in più occasioni.

L’oggetto della contesa sono quei pochi chilometri quadrati di territorio che comprendono i templi indù di Preah Vihear, un complesso di santuari dedicati a Shiva, eretti dal popolo khmer tra il nono e il dodicesimo secolo. Bangkok e Phnom Penh si accusano a vicenda, ma la crisi diplomatica e militare tra i due paesi del sudest asiatico si spiega con profonde tensioni storiche e attuali travagli politici interni.

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Morire in Silenzio: Ecco Come l’Aborto Uccide le Donne Filippine

maggio 10, 2011

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Amalia, 35 anni, era sicura che sarebbe morta. Giaceva in un letto dell’ospedale di Manila. La sua vestaglia zuppa di sangue. Si contorceva fra pene terribili che gli salivano dal ventre.

Amalia, venditrice ambulante moglie di un povero cristo che si guadagna da vivere con un risciò, vedeva la sua gravidanza come un’altra insostenibile spesa. Insieme al minuscolo Timor Est, le Filippine sono l’unico paese asiatico a maggioranza cristiana (cattolica). Le leggi di Manila da otto anni considerano l’aborto come un crimine, e lo puniscono con la galera. Per le donne ricche esistono delle cliniche private che dietro pagamento di ingenti somme di denaro eseguono interruzioni della gravidanza in tutta sicurezza. Ma Amalia e’ una donna povera, ragion per cui si e’ dovuta affidare a una mammana e ora rischia di morire.

La storia di Amalia non e’ un caso unico. Secondo il Guttmacher Institute nelle Filippine, in barba alla legge, solo nel 2008 gli aborti sono stati 560.000. Nello stesso anno, 1.000 donne sono morte di aborto clandestino. Addirittura, in questo paese del sud-est asiatico gli aborti clandestini fanno più morti della febbre dengue. Nonostante questo, per un serie di motivi, anche in presenza di leggi durissime come quella filippina le donne continuano ad abortire. Lo stesso succede in ogni altro paese al mondo in cui i governi negano alle donne il diritto di interrompere la loro gravidanza, come in Thailandia.

Nei paesi dove l’interruzione di gravidanza e’ permessa, le donne possono andare all’ospedale e abortire in tutta sicurezza. Nei paesi dove l’aborto e’ vietato per legge, tante donne ricorrono a mani inesperte che a volte rischiano di ammazzarle. Dunque, la differenza tra legalizzare il diritto di interrompere la gravidanza o mantenerlo illegale sembra essere solo una: la Vita o la Morte delle Donne.

[La storia di Amalia e’ raccontata dalla reporter Elena Masilungan in un articolo apparso su Newsbreak il primo aprile scorso.]

[Photo courtesy:  UmbriAvanti]

Bin Laden e’ Morto, il Terrore No

maggio 9, 2011

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Bin Laden l’abbiamo fatto fuori, ma chi credeva di risolvere con un omicidio il problema del terrorismo era un illuso oppure era in malafede.

Ora e’ il Pakistan a fare paura. Oltretutto, possiede 100 bombe nucleari.

E’ evidente che il Terrorismo non si elimina con guerre e omicidi, ma solo eliminando le politiche che lo producono.

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Bin Laden Ucciso dopo esser stato catturato

maggio 9, 2011

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Non solo Bin Laden e’ stato ammazzato disarmato, ma ora dagli interrogatori* della moglie Amal scopriamo che, quando i soldati sono arrivati nella stanza da letto, Bin Laden e la moglie erano “circondati”. Ripeto: “circondati” e disarmati all’interno di una piccola stanza da letto.

Ma nonostante questo, “i soldati americani gli hanno sparato alla testa e lo hanno trascinato fuori della stanza da letto”. 

Dunque, se Osama Bin Laden era circondato e disarmato all’interno di una stanza, perché ucciderlo? Evidentemente i soldati avevano l’ordine di ucciderlo. E perché? Per la legge del taglione o per tappare una bocca troppo troppo troppo scomoda?

Il TerrorismoIl terrorismo non si elimina eliminando fisicamente Bin Laden, bisogna eliminare le politiche che producono i Bin Laden.

La civiltà e’ il superamento della barbarie, e quindi dell’omicidio, della violenza come mezzo per risolvere le contese. D’altronde, lo stesso Senato statunitense in una famosa relazione votata nel 1976 e firmata dal democratico Frank Church condanno’ esplicitamente l’assassinio: 

l’assassinio e’ incompatibile con i princìpi americani, con l’ordine internazionale e con la morale.” 

Dunque l’omicidio di una persona disarmata ordinato dal capo della nazione più potente al mondo e’ decisamente un passo indietro per l’Umanità intera.


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* [Una parte degli interrogatori sono stati pubblicati da La Repubblica, che li ha ottenuti da un colonnello dell’Isi – i servizi segreti pachistani – che ha avuto accesso ai verbali.]

** [Complottisti di ogni dove, attenzione, la foto e’ solo un fotomontaggio.]

Thailandia: Elezioni entro due mesi

maggio 9, 2011

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Bangkok – Venerdì 6 maggio il premier thailandese Abhisit Vejjajiva  ha chiesto al re di sciogliere il parlamento con sei mesi di anticipo rispetto alla fine natuale della legislatura: entro due mesi si terranno nuove elezioni.

Il Democrat Party di Abhisit, sostenuto dall’esercito e da alcuni circoli conservatori vicini alla Corona, se la dovrà vedere con il partito Pheu Thai (Per i Thailandesi), il rappresentate politico delle camicie rosse (o Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura, UDD) pro-Thaksin Shinawatra. 

Le camicie gialle invece boicotteranno le elezioni: chiedono che il voto venga annullato e che l’esercito assuma le redini del governo. Di nuovo.

Secondo un sondaggio ABAC il partito Pheu Thai potrebbe ottenere il 36,4% contro il il 34,1% del Democrat Party.

Le elezioni arrivano dopo il colpo di stato del 2006 e una fase politica eccezionalmente agitata e violenta, culminata un anno fa con quasi cento morti nelle strade di Bangkok. Tra i civili uccisi anche un italiano, il fotoreporter Fabio Polenghi, in circostanze ancora da chiarire. 

Per il Regno della Thailandia sara’ un voto storico. Non si escludono i colpi di scena.

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